Cultura

Nel mondo dei Non-schedati e degli Avvistatori con la giovane Margherita Geraci, al suo esordio nel fantasy distopico


10/05/2021

di Mario Cicconardi


Nel primo volume della sua saga distopica d’esordio, Leviathan. La prima legge (Cignonero, pagg. 399, euro 15,90), la giovane autrice e studentessa universitaria Margherita Geraci, classe 1997, ci racconta di un mondo in cui essere una vagabonda senza famiglia può costarti la vita: Aliceda, cinque anni, è una Non-schedata ed è costretta a vivere un’esistenza senza radici nelle terre radioattive della periferia del Leviatano, soffrendo la fame e rischiando ogni giorno di venire uccisa dalla crudele milizia degli Avvistatori. 
I Non-schedati sono infatti considerati dei ribelli e una minaccia per la Sicurezza Nazionale, e non hanno quindi neanche il diritto di esistere. Alice ha solo vent’anni e ha già un passato di dolore e di perdita: vaga alla ricerca di cibo tra le case diroccate e tra i boschi colpiti dalle radiazioni dell’ultima guerra nucleare, cercando di far sopravvivere non solo lei ma anche il piccolo Niccolò, suo cugino di cinque anni. 
La loro giornata è scandita da poche, semplici azioni: la ricerca di un luogo sempre diverso in cui ripararsi per la notte e di qualche frutto non contaminato o dei rimasugli di cibo lasciati dai Radioattivi, coloro che hanno diritto di esistere nella mente malata dei governanti del Leviatano. Un giorno però tutto cambia drasticamente: durante un'incursione degli Avvistatori, Alice viene arrestata; ella non comprende come mai non venga giustiziata, facendo parte di una categoria di ribelli che possono essere eliminati senza processo. 
In seguito scoprirà di essere stata graziata perché un giovane Avvistatore dagli occhi di ghiaccio, Loris, ha mentito per lei. Alice viene quindi costretta ad arruolarsi nel centro di addestramento militare del Leviatano, per diventare un Avvistatore: tra lezioni di lotta e al poligono di tiro, e strani combattimenti in realtà virtuale, Alice ha modo di conoscere i suoi colleghi e anche di affezionarsi ad alcuni di loro, per poi pentirsi subito dopo; in fondo, sono tutti dei potenziali nemici. Loris, che è un suo superiore, è sgradevole e la sfida continuamente; con il tempo però fa trasparire sentimenti diversi, che destabilizzano Alice. 
Margherita Geraci racconta quindi l’appassionante storia dell’avvicinamento dei due ragazzi, di due mondi e valori diametralmente opposti. Ma non era colpa nostra. Non era colpa di quello che eravamo, di quello che eravamo diventati o che saremmo diventati. Non era colpa dei nostri diversi passati o dei diversi futuri che ci aspettavano. La colpa era del presente, di quello che avevamo dentro. Dei nostri demoni, forse”.

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