Cultura

Mirino puntato sugli "invisibili" in una storia gialla a sfondo sociale che...

A riflettere sulle condizioni degli emarginati il regista, sceneggiatore e scrittore Aldo Lado, che dà voce alle traversie di un giovane ventenne di colore


28/06/2021

di Simona Di Cecca


Il rider (Edizioni Angera Film, pagg. 240, euro 18,00) è il nuovo romanzo giallo di Aldo Lado - nato a Fiume nel 1934 - uno scrittore, sceneggiatore e regista di culto con una ventina di film scritti e diretti per il grande schermo, tra cui si ricordano gli horror/thriller La corta notte delle bambole di vetro (1971), Chi l'ha vista morire? (1972) e il fantascientifico L’umanoide (1979). Come autore di narrativa ha invece pubblicato I film che non vedrete mai (2016), Un pollo da spennare (2018) e L’hotel delle cose (2019). 
Nel suo ultimo romanzo, un giallo di stampo classico a sfondo sociale, l’autore riflette sulla difficile condizione dei rider, sfruttati e sottopagati, e su quella degli immigrati clandestini che arrivano nel nostro Paese e si vanno a sommare alla schiera degli invisibili o, peggio, dei discriminati. 
André appartiene a entrambe le categorie: è un ragazzo di vent’anni fuggito dall’Africa, dopo una vita di miseria e di ingiustizie, sbarcato in Italia illegalmente, ed è anche un rider; lavora a Milano dove consegna cibo a domicilio e tenta di sopravvivere e di non farsi beccare dalla polizia, che sicuramente lo rimpatrierebbe all’istante. Dopo una consegna a tarda sera a casa di un uomo che offende il protagonista con le sue crudeli allusioni razziali, l’autore ci permette di staccarci dal punto di vista di André e di seguire un’ombra senza volto che si infila nel portone da cui lui è appena uscito. 
Aldo Lado, da maestro del thriller, insinua subito nel lettore un’inquietudine che lo accompagnerà per il resto dell’opera, dedicando brevi capitoli ai pensieri di un uomo malato che sta perseguendo la sua cieca vendetta. L’autore inserisce questa oscura figura nella narrazione, raccontando sprazzi del suo passato e del suo presente tormentato da incubi terribili; è un essere dominato dalla rabbia e desideroso di sangue, che si rende conto di star cedendo terreno alle sue ossessioni e di avere poco tempo per agire - “Temeva soltanto che prima di poter completare tutto il lavoro che la Voce gli aveva ordinato di fare, la sua mente potesse sprofondare in un abisso da cui non sarebbe più riuscita a emergere”. 
Dopo una serie di efferati omicidi, in cui André sembra essere sempre coinvolto per uno strano scherzo del destino, l’autore ci racconta, in un’opera ricca di tensione e mistero, dei tentativi del giovane di far emergere la verità. Aiutato da Michele, un cronista paraplegico che decide di credere alla sua innocenza nonostante i suoi legittimi dubbi, lotterà con tutte le sue forze per trovare il vero colpevole.

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