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Migranti, verso il via libera al blocco navale: Piantedosi presenta il nuovo pacchetto di misure dopo il patto Ue

Il governo prepara nuove misure per rafforzare i controlli nel Mediterraneo e accelerare le procedure di gestione degli arrivi irregolari, mentre si apre il confronto politico e umanitario sull’attuazione del piano


09/02/2026

di Francesco Descalzi


Mancano sette giorni al via libera operativo alle nuove misure di contrasto all’immigrazione irregolare via mare. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un pacchetto di norme che punta a rafforzare i controlli nel Mediterraneo e a ridurre gli sbarchi sulle coste italiane, in parallelo con l’attuazione del nuovo patto europeo su migrazione e asilo recentemente sottoscritto dai Paesi membri dell’Unione.
Il governo parla di una strategia integrata che combina azione diplomatica, cooperazione con i Paesi di origine e di transito, e un potenziamento delle operazioni navali per intercettare e deviare le partenze illegali prima che raggiungano le acque territoriali italiane. Secondo quanto illustrato dal Viminale, il piano entrerà nella fase esecutiva entro una settimana, con il coordinamento tra Marina militare, Guardia costiera e autorità europee.
Il pacchetto normativo, attualmente in fase finale di approvazione, include procedure accelerate per l’identificazione dei migranti irregolari, rafforzamento degli accordi di rimpatrio e nuovi strumenti di cooperazione con i Paesi nordafricani per contrastare le reti di trafficanti di esseri umani.
Tra gli obiettivi dichiarati vi è la riduzione delle partenze e il contrasto ai viaggi organizzati dai network criminali che operano lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Il governo sottolinea come l’iniziativa si inserisca in una cornice europea, grazie al patto Ue che prevede una maggiore condivisione degli oneri migratori tra gli Stati membri e nuovi strumenti comuni di gestione delle frontiere.
Piantedosi ha ribadito che le nuove norme intendono “mettere fine ai traffici illegali e ristabilire il controllo dei flussi”, aggiungendo che l’Italia non può continuare a gestire da sola gli arrivi via mare. Secondo il ministro, l’accordo europeo rappresenta un passaggio decisivo per costruire una risposta condivisa e strutturale.
Il tema continua tuttavia a dividere il panorama politico e l’opinione pubblica. Le forze di opposizione chiedono garanzie sul rispetto delle convenzioni internazionali e dei diritti umani, mentre diverse organizzazioni umanitarie invitano il governo a mantenere centrale la tutela delle persone in fuga da guerre e crisi umanitarie.
Nei prossimi giorni si attendono ulteriori dettagli operativi e il calendario ufficiale di attuazione delle misure. La gestione dei flussi migratori resta uno dei dossier più delicati per l’esecutivo, chiamato a conciliare sicurezza, cooperazione internazionale e responsabilità umanitaria.
Con l’avvicinarsi della data di avvio delle nuove disposizioni, l’attenzione si concentra ora sull’efficacia concreta del piano e sulle eventuali ripercussioni nei rapporti tra Italia, Unione europea e Paesi della sponda sud del Mediterraneo.

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