Cultura

Leonardo da Vinci: un uomo (straordinario) come noi

La sua intrigante storia, introdotta da Piero Angela, cattura e appassiona, restituendo a questo inarrivabile genio la sua profonda umanità. E a proporla ai nostri lettori è lo stesso autore, Massimo Polidoro, che come voce narrante ha voluto una persona che lo conosceva bene: Francesco Melzi, discepolo ed erede del maestro


30/05/2019

di Massimo Polidoro


Su Leonardo da Vinci esistono centinaia di biografie e quasi sempre è descritto come un genio universale inarrivabile, toccato dalla grazia e forse dotato di capacità sovrumane. Ma è un’immagine falsa, che rispecchia più l’incapacità degli osservatori di comprendere il suo straordinario talento che non le sue reali caratteristiche umane. 
È proprio per restituire a Leonardo la sua profonda umanità che ho scritto Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle (Piemme, pagg. 324, euro 18,50) - al quale, noi della redazione, vogliamo aggiungere il recentissimo io, Leonardo da Vinci. Vita segreta di un genio ribelle (Il Battello a Vapore, pagg. 172, euro 14,50), a sua volta scritto dallo stesso Polidoro in maniera ironica, divertente e appassionante -. L’idea è che a raccontarcelo sia una persona che lo conosceva molto bene e che visse accanto a lui fino alla morte: il suo discepolo ed erede Francesco Melzi. 
Sono tanti anni che raccolgo materiale su di lui e che lo studio, ma alla fine l’idea di scrivere l'ennesima biografia non mi attirava più di tanto. Inoltre, il più delle volte il Leonardo che viene raccontato è una figura sovrumana, con capacità e conoscenze al di là della portata di chiunque altro, mentre nella realtà Leonardo - che ovviamente era un genio e aveva talenti fuori dal comune - era pur sempre un uomo: e la cosa affascinante che emerge dai suoi scritti, e da ciò che altri suoi contemporanei scrivevano di lui, è il fatto che per quanto fosse ammirato per la sua capacità di dipingere, pochi capivano il suo desiderio di studiare la natura, con relative difficoltà a portare avanti i propri lavori, a trovare committenti, a farsi pagare. 
Ogni tanto, in questi scritti (dove Leonardo molto raramente parla di se stesso) emergono anche gli aspetti più umani: il dolore per la perdita della madre o per il fatto di essere tenuto ai margini della famiglia dai fratellastri, l’esasperazione per i guai che gli combinava il suo figlioccio Salaì, la vera e propria frustrazione che gli provocano due lavoranti tedeschi, o la gioia che prova quando pensa di avere risolto un problema che lo angustia. 
Così come è divertente vedere che cosa gli altri pensavano di un uomo tanto eccentrico, con un aspetto così singolare. Leonardo aveva capito subito l’importanza del "marketing": anche se non esistevano mezzi di comunicazione di massa, chiunque conosceva il suo aspetto e i ritratti dei suoi contemporanei ce lo mostrano come un uomo saggio, un filosofo più che un pittore. E poi si stupivano per le sue scelte singolari nel vestire, per il suo talento nel parlare, nel divertire attraverso storie e motti di spirito, nel cantare e suonare improvvisando...  
C’è chi lo rimprovera perché, nel cercare la perfezione nelle sue opere, impiegava troppo tempo e non di rado le lasciava incompiute. E c’è anche chi registra con sorpresa il suo amore per gli animali: ogni volta che poteva comprava al mercato gabbiette di uccellini che poi liberava, poiché non sopportava di vederli prigionieri, e soprattutto non mangiava carne, facendo di lui forse il primo vegetariano di cui si faccia menzione in Europa. 
Così è nata l’idea, presa a prestito da grandi autori come Alessandro Manzoni e Umberto Eco, di immaginare il ritrovamento di un manoscritto dell'allievo più fedele di Leonardo, Francesco Melzi, attraverso il quale raccontare l'uomo Leonardo. Le sue conquiste, le soddisfazioni e la sua genialità, così come le delusioni, i dolori e i suoi errori, ci vengono presentati attraverso gli occhi della persona che gli è stata più vicina. 
In questo modo si riesce a capire come un figlio illegittimo, privo di istruzione formale, mancino, omosessuale, pacifista e vegetariano, crebbe scoprendo di potere contare solo su se stesso e sul proprio innegabile talento. 
È il ritratto di un uomo che grazie al suo spirito curioso, al desiderio smisurato di sapere e all’ambizione di affermarsi riesce a superare i propri umanissimi limiti e ad affrontare difficoltà, rifiuti ed esperienze sconfortanti che avrebbero potuto schiacciare un animo meno determinato del suo. 
La storia che ne emerge è una meravigliosa avventura di riscatto e trionfo sulle avversità. Una lezione attualissima, spesso divertente e non di rado toccante, che ci mostra come tutti possiamo aspirare all’eccellenza. 
Proprio come Leonardo da Vinci.

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