Prima pagina

Le valute del futuro (sinonimo di un potere allargato) saranno digitali?

La Cina ha già avviato un progetto. E a penarci c’è anche la Bce con le nostre banche in pole position


29/06/2020

di Tancredi Re


Il futuro delle valute o le valute del futuro?  La domanda non è oziosa. Il valore di una valuta apparentemente inossidabile, legata al potere finanziario, militare e politico è mutevole. Prendiamo per esempio la sterlina inglese. Dalla Banca d’Inghilterra sappiamo che negli ultimi duecento anni il valore di questa divisa espresso in dollari americani è sceso da 4,52 a 1,24: una svalutazione del 72%. Chi lo avrebbe detto, scrutando il rosso tramonto di Waterloo e l’alba della Pace Britannica? 
Il valore di una valuta è legato al suo utilizzo come misura, come mezzo di transazione e come riserva di valore. Il suo destino è anche quello della potenza di una nazione nel contesto di queste tre dimensioni. Oggi il dollaro Usa, rende noto il Fondo monetario internazionale, gode di questo stato: il 61% delle riserve monetarie globali è denominato in dollari (20,5% in euro) Di più: il 90% di tutte le transazioni sul mercato valutario mondiale include il dollaro (il 32% l’euro) e tutte le transazioni sul mercato del petrolio vengono stipulate in dollari. 
Si parla molto di valute digitali emesse dalle stesse Banche centrali. È uno strumento dirompente che rivoluzionerebbe anche il ruolo del sistema bancario. 
La differenza primaria tra una valuta emessa dalla banca centrale e un deposito bancario digitale è l’accesso urbi et orbi al bilancio della Banca centrale: le famiglie e le aziende potrebbero non solo depositare i loro risparmi direttamente in questo Istituto, ma anche accedere direttamente alla enorme massa di liquidità da essa creata. 
Uno scenario neanche troppo futuristico prevede l’ascesa di Pechino a superpotenza finanziaria nei prossimi dieci anni. Non a caso l’idea di creare una moneta digitale gestita dallo Stato (e-Renminbi sarà il suo nome) si sta diffondendo in Cina dal 2014, con un programma-pilota avviato negli ultimi mesi. 
Lo yuan digitale potrebbe potenzialmente raggiungere i 225 milioni di cinesi che non hanno un conto in banca e che si trovano per lo più in zone rurali attirandoli potenzialmente per aumentare i consumi nazionali. Gli stipendi di alcuni dipendenti e funzionari pubblici sono già in parte pagati con questo denaro virtuale. 
L’obiettivo più grande dell’e-RMB potrebbe essere un supporto all’internazionalizzazione della moneta e dell’economia cinesi, ma potrebbe anche sostituire il dollaro come valuta di riserva mondiale in mercati emergenti come l’Africa, l’America Latina, l’Asia e il Medio Oriente, con i quali la Cina ha già stretti legami economici, commerciali e strategici. 
Nell’ambito dell’Unione Europea, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis alla conferenza sulla finanza digitale ha detto che in autunno l’Esecutivo europeo presenterà una proposta legislativa per regolamentare il mercato delle criptoasset. Come, ad esempio, gli “stable coin”, criptomonete il cui valore è ancorato a una valuta come l’euro o ad un paniere di valute. 
Anche l’Italia si sta muovendo. Le nostre banche, ha reso noto l’Abi nei giorni scorsi, sono disponibili a partecipare a progetti e sperimentazioni di una moneta digitale della Banca centrale Europea, contribuendo, grazie alle competenze acquisite nella realizzazione di infrastrutture e governance distribuita, a velocizzare la messa in opera di un’iniziativa di livello europeo in una prima nazione. 
Con ogni probabilità questo nuovo bilanciamento dell’ordine mondiale - forse accelerato dalla pandemia Covid-19 in corso - andrebbe a innescare un processo di ribilanciamento dell’esposizione al rischio valutario, nonché dell’utilizzo del dollaro a scopo di transazioni internazionali. L’introduzione delle valute digitali implementerebbe il trend secolare in atto. 
Nei prossimi anni potremmo quindi trovarci di fronte a un bivio: un mondo in cui dollaro, renminbi ed euro si spartiscono l’enorme mercato delle valute? O forse un mondo in cui le valute tradizionali verranno rimpiazzate da quelle digitali, sia pubbliche che private? In ogni caso sarà un processo di cambiamento molto lungo, durante il quale assisteremo a una ecologia complessa di valute e di strumenti innovativi.

(riproduzione riservata)