Cultura

Le sfide possono risultare eccitanti, ma riabilitare una pluriomicida…

Scavando nel mondo dei quattrini e del potere la svedese Kristina Ohlsson, autrice di culto per ragazzi, dà voce a uno straordinario thriller per adulti


02/09/2019

di Massimo Mistero


Caschetto biondo e occhiali da maestrina, la quarantenne svedese Kristina Ohlsson (è infatti nata il 2 marzo 1979 a Kristianstad, una cittadina che fa parte della provincia di Scania nel sud del Paese) si propone per quella che in effetti è: una scrittrice di culto per ragazzi, avendo firmato lavori di successo come Gli angeli di pietra e Il bambino argento, ma anche una graffiante penna per adulti: il suo primo thriller, Indesiderata, pubblicato dieci anni fa, aveva infatti superato le 200.000 copie vendute prima di affacciarsi sulla ribalta internazionale. A seguire sarebbero arrivati Fiore di ghiaccio e Perduta (candidato dall’Academy Crime come “Miglior Thriller dell'anno”), a loro volta interpretati da Fredrika Bergman, una analista investigativa molto amata dal pubblico. 
Risulta invece datata 2014 la pubblicazione del dirompente thriller Lotus Blues, proposto ora ai lettori italiani dalla Salani come Bugie sepolte (pagg. 426, euro 22,00, traduzione di Samanta K. Milton Knowles). Primo romanzo di un dittico incentrato sulla figura dell’avvocato Martin Benner, un personaggio che, dopo aver conquistato i lettori nordici, ha fatto breccia in altri sedici Paesi dove è già stato tradotto o è in corso di traduzione. 
Presente lo scorso giugno a “Mare di Libri, il Festival dei ragazzi che leggono” che si è tenuto a Rimini, Kristina Ohlsson si è dimostrata penna capace di saper diversificare nel suo modo di narrare, complici soprattutto le sue esperienze lavorative: si è data infatti da fare per l’Ocse (l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), si è proposta come analista per i Servizi segreti svedesi, mentre per il ministero degli Affari esteri si è data da fare come esperta mediorientale e dell’Unione europea. E ora? Visti i successi incassati dai suoi libri, si dà da fare come scrittrice a tempo pieno. 
Ma torniamo a Bugie sepolte, un lavoro di piacevole quanto intrigante lettura che “scava nel mondo patinato e venefico dei soldi e del potere” a fronte di una storia che gioca a rimpiattino con un contesto tanto verosimile da sembrare quasi vero proprio per la capacità dell’autrice nell’intortare il lettore partendo da… una intervista (e finendo con un’altra). 
Intervista al citato Martin Benner (un protagonista insolito, cinico e irriverente) da parte di un giornalista freelance dalla quale si evince: “Questo è il racconto più pieno di cliché che sentirai in tutta la tua vita. Omicidi irrisolti. Un imponente barone della droga. Un avvocato di successo con una forte dipendenza dal sesso. E - rullo di tamburi - un piccolo, dolce bambino. Un film perfetto, in altre parole. Se non fosse per un dettaglio importante. Non si tratta di un film. È accaduto davvero”. 
Già, Martin Brenner, un uomo al quale non manca nulla. “È un avvocato in carriera, le donne fanno la fila per lui, la sua vita è una scalata continua verso il successo. Ma più in cima si sale, più vertiginosa è la caduta e Benner fa il primo passo nel precipizio quando Bobby T varca la soglia del suo ufficio”. 
Quell’uomo dall’aspetto inquietante vuole infatti ingaggiarlo per scagionare sua sorella Sara: un’assassina che si è dichiarata colpevole di cinque efferati omicidi. Ma come si fa a riabilitare un serial killer reo confesso? Soprattutto come si fa quando l’assassina in questione si è uccisa buttandosi da un ponte? 
Insomma, un’impresa al limite del possibile. Ma Benner ha un debole per certe sfide e accetta di lavorare al caso, che da Stoccolma lo porterà sino all’assolato e arido Texas. Purtroppo per lui l’indagine lo trascinerà in un gioco pericoloso dove nessuno sembra volere - o potere - dire la verità; un gioco dal quale non potrà più tirarsi indietro perché la posta in gioco è la sua stessa vita. 
Che dire: una storia ben orchestrata, legata a un intrigante filo conduttore condotto con mano ferma da una penna che non lascia nulla al caso. Una penna capace di incuriosire e sorprendere. Abile nel legare gli avvenimenti con raffinata malizia. Tanto da essere stata benedetta dai critici di Booklist con una perentoria affermazione: “Kristina Ohlsson affiancherà Jo Nesbø nella lista degli autori imperdibili”.

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