Prima pagina

Le comunali confermano il voto europeo

La Lega stravince anche in roccaforti rosse, mentre il centrosinistra insegue e il M5S ormai è in panne


10/06/2019

di Alberto Ferretti


Dalle elezioni comunali 2019 emergono verdetti che seguono la scia delle europee delineando il vero assetto italiano attuale: la Lega continua a vincere abbattendo anche delle roccaforti storiche, il centrosinistra è in ripresa e il Movimento 5 Stelle continua a calare portando a casa un magro bottino.
Questo triangolo, che sembra rappresentare il capolavoro diretto da Sergio Leone “il buono, il brutto e il cattivo”, racconta di un’Italia che si sente fiduciosa, pentita e delusa allo stesso tempo.
Come sempre il premio “non ci credo ma è successo” va alla Lega, che continua imperterrita il suo percorso coloniale sfidando anche i campi di battaglia più impervi. Basti pensare che per la prima volta, dal dopoguerra a oggi, la città di Ferrara ha decisamente virato a destra, eleggendo sindaco il candidato leghista Alan Fabbri, il quale ha parlato di “vittoria di squadra”, mentre il leader del partito, Matteo Salvini, ha definito il risultato “straordinario”. 
Un risultato che fa il paio con quello di Forlì, dove, dopo 50 anni di sindaci di sinistra, ha vinto il primo cittadino di centrodestra, Gian Luca Zattini. Il bottino delle comunali non si ferma qui per la Lega, che è riuscita ad aggiudicarsi anche le piazze strategiche di Vercelli, Biella, Foggia, Ascoli Piceno e Potenza.
Capitolo a parte quello dedicato a un consenso ritrovato che ha come protagonista il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, il quale ha parlato sui social di "belle vittorie e belle conferme" ribadendo che "l'alternativa a Salvini c'è ed è un nuovo centrosinistra". Sono molto positive le vittorie ottenute a Prato, Reggio Emilia, Cesena, Cremona e Verbania. Da segnalare in particolare il ritorno i pompa magna a Livorno che, dopo 5 anni di parentesi pentastellata con Filippo Nogarin, è invece tornata alla sinistra con il candidato del Pd Luca Salvetti, che ha superato il 60% dei consensi. Un altro risultato molto importante si è ottenuto a Rovigo, riuscendo a strappare il Comune al centrodestra con una coalizione guidata dal Pd, che elegge Edoardo Gaffeo come sindaco.
Infine l’unica vittoria da segnalare per i grillini è quella di Campobasso, dove il Movimento 5 Stelle ha stravinto ed eletto Roberto Gravina che, senza perdere tempo, ha mandato un messaggio agli alleati di governo leghisti: "Ora per la Lega tira una brutta aria". Gravina si è imposto con il 69,07% delle preferenze, contro il 30,93% della candidata del centrodestra Maria Domenica D’Alessandro.
Nonostante i proclami e le schermaglie, stiamo parlando di un bottino abbastanza fiacco per i Cinque Stelle che, tra europee e comunali, hanno visto completamente andare in fumo tutto il consenso ottenuto solo un anno fa.
Sembra strano, quasi folle, vedere tutti questi cambiamenti con i voti che si spostano da una fazione all’altra con una facilità inaudita, ma alla fine i detti popolari hanno sempre qualcosa da insegnarci per capire quello che ci succede e infatti, mai come in questo caso si potrebbe dire che: “Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga”. Buona vita Italia…

(riproduzione riservata)