Cultura

Le banche e l'Europa: come, dove, quando, perché e in che modo

Tutto quello che si deve conoscere - secondo Massimiliano Affinito - per orientarsi in un ambito sempre più nevralgico per la nostra economia e la nostra società


08/07/2019

di Tancredi Re


Cosa fanno le banche? Quale ruolo svolgono nell’economia? Cos’è e cosa fa una Banca centrale? Perché e in che modo sono intervenute nella recente crisi? Perché l’Europa si è occupata molto spesso di loro negli ultimi anni? A queste e a molte altre domande prova a rispondere Massimiliano Affinito nel libro L’Europa delle banche (Laterza, pagg. 194, euro 14,00). 
Sebbene l’autore sia un esperto (lavora al Dipartimento di Economia e Statistica della Banca d’Italia, ma è passato dalla Bce e dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, ha tenuto lezioni e seminari in diverse università italiane ed europee e pubblicato articoli e libri in materia di banca, finanza e privatizzazioni) il volume - in virtù della chiarezza espositiva e degli argomenti molto bene approfonditi - si rivolge a un pubblico eterogeneo e consente di orientarsi in un ambito sempre più nevralgico per la nostra economia e per la nostra società. 
Non passa (quasi) giorno, infatti, che Tv, radio e giornali non parlino di banche, finanza, risparmi e investimenti. Ma, fatte le debite eccezioni, questi argomenti sono aridi, non entusiasmano e non appassionano la gente, tranne per le persone che dimostrano già di possedere più dimestichezza con il mercato finanziario e del credito e di adoperare con disinvoltura e bravura le tecnologie già da tempo disponibili (servizi di home banking, di trading online, di robot advisory e così via). 
Le ragioni del disinteresse? Sono molteplici. Anzitutto perché gli italiani hanno, rispetto ad altri Paesi dell’Ocse, una modesta educazione finanziaria e al risparmio al punto da avere indotto un gran numero di stakeholders e istituzioni finanziarie (Banca d’Italia, Consob, Abi ed altri soggetti pubblici e privati) a impegnarsi nell’opera di erudizione dei connazionali ad approcciarsi correttamente al mondo finanziario e degli investimenti con esiti interessanti, ma che presumibilmente cominceranno a dare frutto nei prossimi anni e con le generazioni più giovani. 
Inoltre, per quanti sforzi siano stati fatti per rendere la finanza più responsabile, chiara e comprensibile (si pensi alla Direttiva MiFID 2, la disciplina europea sui servizi finanziari entrata in vigore in Italia nel 2018che detta norma stringenti in materia di responsabilità e competenze dei consulenti, adeguatezza, trasparenza, e costi  dei prodotti finanziari offerti rispetto al profilo di rischio del risparmiatore-investitore) di responsabilità ce n’è poca e quanto al linguaggio è ancora oscuro e non intellegibile. 
E, aggiungerei, ma non per ultima, la causa degli scandali finanziari (la truffa di Alex Fodde, il sedicente broker che avrebbe raccolto 3,5 milioni di euro in tre anni promettendo investimenti a rischio zero con ingenti guadagni è l’ultima di una lunga serie che ha investito banche, case di investimento, finanziarie, assicurazioni) che si susseguono da anni, in Italia e all’estero, nonostante il giro di vita nei regolamenti internazionali sulla vigilanza di banche ed altri intermediari finanziari varati dalle autorità di controllo. 
Detto questo, però, libri come quelli di Affinito contribuiscono a svolgere una salutare opera di divulgazione e sensibilizzazione su temi che restano pur sempre centrali nella vita di qualsiasi comunità nazionale e vanno pertanto visti e considerati con favore.

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