Cultura

La vita e le opere di Laura Conti

Dalla resistenza alla liberazione fino alle battaglie per l’ambiente: Valeria Fieramonte ci fa conoscere da vicino una grande protagonista


10/05/2021

di Tancredi Re


Sono esistiti personaggi che, per le idee manifestate, i valori incarnati, i sentimenti provati, le passioni che li animavano e il lavoro svolto, hanno contribuito a scrivere la storia del Paese, ma di cui non si sa molto. Fanno parte di quell’Italia considerata, a torto, “minore”, poco conosciuta dal grande pubblico. Un esempio? Laura Conti. Chi era? Consultando la biografia, apprendiamo che fu una partigiana, un medico, un politico, una scrittrice, ma, soprattutto, un ambientalista. Di più: è stata la madre dell’ecologismo, nel senso più moderno e attuale del termine. Basti pensare che i suoi reportage e le battaglie condotte dopo l’incidente di Seveso portò la Cee a emanare la direttiva501 che ne porta il nome. 
Ma di cosa si trattò? Ripercorriamo brevemente la vicenda. Sabato il 10 luglio 1976: nello stabilimento della società Icmesa (industria chimica del gruppo Givaudan & C. di Vernier di Ginevra, poi acquisita dalla Hoffmann-La Roche)  nel territorio del comune di Meda, al confine con quello di Seveso, nella bassa  Brianza, in Lombardia, il sistema di controllo di un reattore chimico destinato alla produzione di triclorofenolo, un componente di diversi diserbanti, andò in avaria e la temperatura salì oltre i limiti previsti, causando la fuoriuscita e la dispersione di una nube della diossina Tcdd una sostanza artificiale fra le più tossiche. Il veleno investì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi. Non vi furono morti, ma 676 persone furono costrette a lasciare le loro abitazioni tra il 26 luglio e il 2 agosto e vennero provvisoriamente collocati in due hotel nel milanese, uno a Bruzzano e uno ad Assago. 
La maggior parte di loro sarebbero rientrati nelle loro case bonificate tra ottobre e dicembre 1977, mentre 41 famiglie non poterono tornare perché le loro case vennero distrutte. Inoltre circa 240 persone vennero colpite da cloracne, una dermatosi provocata dall’esposizione al cloro e ai suoi derivati, che crea lesioni e cisti sebacee. 
La cosa più grave della vicenda fu il ritardo nella comunicazione dell’avvenuto disastro: la popolazione dei comuni colpiti infatti venne informata della gravità dell’evento solamente otto giorni dopo la fuoriuscita della nube. Dopo un po’ di tempo, fu raggiunto un accordo transattivo tra la proprietà dell’azienda, da una parte, e Stato enti locali e privati dall’altra: la società pagò 7,5 miliardi di lire allo Stato, 40,5 miliardi alla Regione Lombardia per le spese di bonifica, 47 miliardi furono destinati ai programmi di bonifica, 23 miliardi alla sperimentazione e infine ai privati andarono 200 miliardi di risarcimento danni. 
La Comunità Europea avrebbe varato ben quattro leggi ispirate proprie alle strenue battaglie per la tutela dell’ambiente che Laura Conti condusse nell’occasione e che la impegnarono per la maggior parte della sua vita. Forse non tutti i nostri lettori sanno che partecipò alla fondazione della Lega per l’Ambiente, oggi chiamata Legambiente. 
A lei, alle sue idee e al suo impegno civile e politico è dedicato il libro La via di Laura Conti. Ecologia, politica e cultura a servizio della democrazia (Enciclopedia delle donne, pagg. 336, euro 19,00) scritto da Valeria Fieramonte. 
Una biografia che racconta la sua storia di impegno politico, che la vide giovane partigiana durante la Resistenza, prigioniera nel campo di concentramento di Bolzano e poi attiva nelle battaglie per i diritti umani, che percorre la passione e la dedizione alla scienza, alla medicina, alla biologia, all’ecologia, che dà conto del suo lavoro intenso di scrittrice e divulgatrice con 26 libri e una grande quantità di articoli e saggi pubblicati su riviste e giornali. 
Questa grande donna ha vissuto intensamente il proprio tempo, la sua storia individuale si è scontrata e intrecciata con gli eventi della Storia di tutti: la guerra, la resistenza, la ricostruzione, le speranze e l’impegno per edificare una società migliore per tutte e tutti, ma ha anche visto molto più lontano, individuando, grazie alla sua peculiare genialità sui temi ambientali, a un pensiero lucido, originale, limpido, alcuni temi che sarebbero diventati di grande importanza molti anni dopo, e che sono rilevantissimi per noi oggi. Come il grande tema dell’ambiente, della responsabilità del genere umano nei confronti del pianeta Terra, dello sviluppo sostenibile, che sono sempre più presenti oggi nel dibattito pubblico sull’economia che verrà, o il tema dell’educazione delle giovani generazioni, della necessità della formazione di un’umanità più consapevole e libera. 
L’autrice (giornalista free lance in campo scientifico con una laurea in filosofia all’Università di Milano) che quando conobbe Laura Conti aveva sedici anni, ha scritto questo racconto in modo partecipe e appassionato tanto da riuscire a restituire quel senso della inestricabilità della vita concreta di ciascuno: le scelte di vita, la politica, gli studi, i romanzi, i saggi, le esperienze più difficili, i successi e i riconoscimenti, le relazioni si susseguono in questo testo in un unico e coinvolgente flusso, come se quella vicenda umana del passato diventasse parte del nostro vivere di oggi. 
Alla fine questo personaggio del Novecento ci sembra che potrebbe esserci vicina come un’amica cara che conosciamo bene e di cui andiamo orgogliose. Questa grande donna riposa ora nel Famedio tra i milanesi e le milanesi illustri. La sua storia personale e il suo pensiero illuminato costituiscono un patrimonio prezioso che questo libro vuole contribuire a far conoscere a quante più persone possibile.

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