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La "strigliata" di Visco porterĂ  a un cambio di rotta?

Con l'economia ferma (le stime, complice anche il Coronavirus, prefigurano peraltro rilaventi ribassi) è indispensabile rilanciare gli investimenti


10/02/2020

di Artemisia


L’Italia è ferma mentre il debito pubblico aumenta. Il Governo, nato per contrastare la decrescita dell’esecutivo con Salvini, ha fallito il suo mandato. A metterlo sul banco degli imputati è il Governatore della Banca d’Italia che all’Assiom Forex delinea uno scenario a tinte fosche. Le stime di via Nazionale “prefigurano per il pil rilevanti rischi al ribasso e quindi una crescita ancora contenuta”. Peccato che questa ultima considerazione non tenga conto del dato preliminare dell’Istat che per il quarto trimestre ha visto un calo dello 0,3%. Quindi la situazione è peggiore di quanto il Governatore ha indicato nella sua relazione. Il segno meno rischia di essere appesantito dalle “tensioni geopolitiche”, dalla Brexit e “dalle possibili ricadute della diffusione del nuovo Coronavirus”. Una valutazione dell’impatto del virus è ancora prematuro. Se si fa riferimento al precedente della Sars, “potrebbe “essere temporaneo e contenuto a pochi decimi di Pil”, ma non si può escludere “un impatto più significativo” dovuto alla crescita del peso della Cina in questi anni. Un rallentamento del Dragone avrebbe conseguenze rilevanti nell’economia mondiale soprattutto sui Paesi più fragili come l’Italia. 
Il Pil è bloccato nonostante “i mercati finanziari stanno per il momento beneficiando del calo dell’incertezza politica”. Pesano le prospettive di medio termine della finanza pubblica e della crescita economica”. Secondo il Governatore l’economia continua ad essere condizionata dalle “manifestazioni di disaffezione nei confronti del disegno europeo” e dall’incognita “degli aumenti delle imposte indirette (IVA, Ndr) previsti dalle clausole di salvaguardia". In questo contesto ha affermato Visco - appare cruciale dare piena attuazione al programma di investimenti pubblici del Governo e portare avanti riforme strutturali, rivedendo in ottica complessiva il sistema tributario e riducendo l'incertezza normativa "che frena gli investimenti privati”. 
Visco ci tiene soprattutto a difendere l’attività di vigilanza dell’Istituto. Le crisi a ripetizione delle banche sembra non scalfire affatto la granitica convinzione che il monitoraggio di via Nazionale è stato fatto al meglio. Il Governatore parla di una “vigilanza intensa, anche sulle banche di piccola dimensione”. Difendendosi dagli attacchi sottolinea che “gli interventi di successo sono la maggioranza ma non possono essere la totalità” e comunque “non finiscono sui giornali”. E precisa che l’istituto agisce “nell'ambito dei poteri assegnati all'autorità di controllo e nel pieno rispetto della natura di impresa dell'attività bancaria, oltre che delle disposizioni di legge, senza volontà dirigistiche né connivenze”. 
Visco ha fatto una difesa serrata del ruolo di Bankitalia nelle crisi bancarie. L’azione, ha detto, “tiene conto quanto più possibile del contesto economico e di mercato in cui gli intermediari operano, nonché delle difficoltà sia nei processi di ristrutturazione e risanamento delle banche sia nella gestione delle crisi”. Poi ricorda che occorre tener conto anche “della nuova cornice regolamentare europea” per cui, “in assenza di investitori interessati a acquisire il compendio aziendale l'unica strada praticabile in caso di crisi è quella della liquidazione atomistica, con distruzione di valore e rischi di contagio". 
Il procedimento, incalza Visco, prevede che “nel gestire i casi di difficoltà vengano utilizzati e dosati con cura tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione dell'autorità di controllo. L’intensità delle misure correttive imposte agli intermediari è strettamente commisurata al grado di deterioramento delle situazioni aziendali".

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