Cultura

La fragile coscienza di un bambino che sta per diventare adolescente: un cambiamento epocale sul quale riflettere

È questo il tema conduttore di Morte sul vulcano, un romanzo che parla di padri e di figli, di rapporti conflittuali da risolvere per proseguire quel difficile viaggio che è la vita. E se la ricerca di un ragazzino scomparso - come tiene a sottolineare l’autore - ci mettesse di fronte a un assassino?


07/07/2021

di VINCENT SPASARO


Un ragazzo scomparso. Trovare un ragazzo scomparso. Trovare un ragazzo scomparso cinque anni prima su un’isola, su un vulcano in mezzo al mare. Un gioco da bambini che vogliono diventare uomini, una missione. Un’ossessione. È questo il tema di Morte sul vulcano (Newton Compton Editori, pagg. 448, euiiro 9,90), un romanzo ambientato nel 1983 a Ginostra, paesino quasi inaccessibile, alto su scogliere di lava nera sull’isola-vulcano di Stromboli. Un giallo, un thriller psicologico, un romanzo di formazione e d’avventura. 
Liam, un bambino londinese, cresciuto fra i mostri benevoli della fantasia leggendo Jules Verne e Agatha Christie, si trova improvvisamente catapultato in un’isola esotica che incarna i sogni di ogni bambino, e in quell’isola scopre quanto duro possa essere lo scontro fa fantasia e realtà. 
Circondato da una famiglia inglese ancorata ai miraggi di uguaglianza e libertà degli anni ’60 e ’70, da una comune hippy che a Stromboli vuole ritrovare un rapporto privilegiato con la natura, Liam inizia a conoscere gli abitanti dell’isola che vivono invece il mare e il vulcano secondo tradizioni arcaiche e patriarcali, soverchiati da forze più grandi di loro. La sgangherata banda di bambini che si formerà durante quella vacanza rispecchierà la dicotomia fra sogno e realtà. E la realtà segnerà infine il passaggio doloroso all’età adulta. 
Morte sul Vulcano è un’avventura di bambini che si credono uomini e devono venire a patti con cambiamenti immani, inimmaginabili e rivoluzionari. Ma l’avventura che vive ogni bambino in qualsiasi tempo e luogo del mondo, a volte può sfuggire di mano e sconfinare nel mondo degli adulti, e il mondo degli adulti è sporco, duro e spaventoso. «Morte sul vulcano» è un giallo in cui investigatori sono ragazzini alle prese con un universo che non conoscono. 
Per certi versi si tratta di un thriller psicologico, un viaggio nella mente di un bambino che si trova a dover prendere decisioni essenziali per la sua vita a un’età in cui non ha la capacità di comprenderle pienamente. Chi legge «Morte sul Vulcano» si troverà ad accompagnare forse un sé stesso più piccolo, qualcosa di sé che ha dimenticato, seppellito sotto strati di coscienza da adulto. Ciascuno di noi si è trovato di fronte a decisioni che hanno cambiato il corso della propria vita, ma alle volte non le ricordiamo perché sono avvenute quando eravamo troppo piccoli per ponderarne il significato.
diventare adolescente. Noi sappiamo quello che della nostra vita è avvenuto perché lo abbiamo vissuto, ne conosciamo gli effetti come se consultassimo un libro di Storia, ma in gran parte non ricordiamo 


cosa abbiamo provato in quei momenti in cui ogni passo era una rivoluzione, ogni cambiamento epocale. E non abbiamo più coscienza di quanto questi cambiamenti siano stati pervasivi, ci abbiano mutati e resi quello che siamo con i nostri eroismi, le vigliaccherie, la capacità di accettare le sfide, la forza di vincerle e la delusione nel perderle. L’età di Liam, il giovane protagonista del romanzo, è quella che determinerà il modo in cui Liam, così come ciascuno di noi, affronterà la scelte future. È l’età in cui si forma, si completa la personalità. 
E Morte sul Vulcano è un what if. Cosa sarebbe accaduto se a quell’età a ognuno di noi fosse successo qualcosa di grave, gravissimo. Se le nostre avventure immaginarie fossero improvvisamente divenute realtà. Se cercare un ragazzino scomparso ci avesse messo di fronte a un assassino, se il desiderio di scalare un vulcano si fosse avverato proprio in quel momento. Se la vaghissima consapevolezza che un bambino può avere della morte fosse divenuta improvvisamente reale e netta come un muro di mattoni. 
Morte sul Vulcano è infine un romanzo che parla di padri e figli, di rapporti conflittuali che devono essere risolti per proseguire quel viaggio che è la vita. Padri duri che paiono appartenere a un’altra generazione ma che forse molti di noi ben ricordano; padri permissivi e introversi che improvvisamente scendono dal piedistallo su cui li abbiamo fatti salire da piccoli. Padri che, esattamente come i figli, sono posti di fronte a scelte pesanti e a volte atroci, e che vorrebbero tornare bambini proprio come i loro figli per non sentire il peso del passo che dovranno compiere. 
Morte sul Vulcano è un thriller che pesca nell’esperienza di ognuno di noi, nei ricordi che da adulti non vogliamo affrontare. Un’esperienza da cui, come l’undicenne Liam Helsom, abbiamo assolutamente bisogno di uscire vincitori.

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