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La chiamano estate: peccato che il turismo possa contare solo danni


11/05/2020

di Artemisia


Al mare come al supermercato. In fila con mascherina, guanti, a distanza di un metro l’uno dall’altro e con ingressi contingentati, servizio bar sotto l’ombrellone e divieto della classica partita a carte con i vicini. Poi il tormentone delle prenotazioni online di treni e traghetti che potranno trasportare solo un certo numero di persone. E alla sera, invece di quattro salti in discoteca, dello struscio, di un calice di vino in un locale notturno, di un concerto, o dei raduni in spiaggia, tutti a nanna presto, o al massimo quattro chiacchiere, a distanza di sicurezza, con i vicini. Non è ancora liberi tutti e gli assembramenti sono vietati. Chi non si arrende, potrà cenare in un ristorante in riva al mare ma con un bel pannello di plexiglass che lo separa dagli altri commensali. E comunque portandosi dietro, sempre e ovunque, una certa ansia da contagio. 
E’ questa l’estate che ci aspetta? E’ quanto si sta domandando quel 25% di italiani che, come indica un sondaggio fatto da BVA Doxa, è davanti a un bivio, non ha ancora deciso se cancellare le vacanze programmate e attende pieno di speranza che lo scenario cambi improvvisamente. 
Ma il 53% non si fa illusioni e ha già annullato viaggi o gite fuori porta organizzati prima del Covid-19. 
Un buon 70% prevede di non poter andare in vacanza, sia perché ritiene sia ancora alto il rischio del contagio (32%), sia per le limitazioni agli spostamenti (25%), o per sopraggiunti problemi economici (13%). 
Un terzo dei viaggi cancellati riguardano l’estero, soprattutto l’Europa. L’organizzazione dei voli è l’altra incognita di questa estate. Ryanair ha fatto sapere in anticipo che non intende applicare il distanziamento sociale perché porterebbe a un taglio del 50% dei posti con ricadute devastanti sul bilancio. Molte compagnie stanno riprogrammando i viaggi e consentono spostamenti anche di un anno e senza maggiorazioni. 
La crisi economica, come conseguenza dell’emergenza si sta facendo sentire. Anche l’imprenditore che ha le spalle larghe ed è uscito dal blocco con pochi danni, ora guarda al futuro con preoccupazione e le vacanze sono sparite dalla sua agenda. 
In condizioni normali per una settimana estiva, secondo le elaborazioni Istat, si spendevano, fino all’anno scorso, 800 euro a persona. Nel 2019 il giro d’affari per le ferie è stato di 25,4 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto al 2018. Dopo gli anni bui della crisi del 2008, gli italiani hanno ripreso a viaggiare e l’offerta si è adeguata con proposte diversificate per tutte le tasche, ora bisognerà fare un brusco passo indietro. 
Annullate le mete lontane, i Paesi esotici, le restrizioni stanno orientando la domanda verso destinazioni di prossimità. Dopo aver indossato i panni di Indiana Jones, in tour avventurosi, o quelli sofisticati di viaggi di lusso, quest’anno sarà la rivincita di un turismo a chilometro zero, pochi giorni e vicino casa. Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc, società di consulenza nel settore turistico, ha parlato di “effetto cocooning” cioè effetto “bozzolo”, cioè la ricerca di un ambiente sicuro, possibilmente una seconda casa, lontano da rischi, dove liberarsi dalla paura del contagio. 
Ecco quindi la riscoperta della abitazione secondaria, al mare ma anche in montagna o in campagna. Tant’è che una delle polemiche in corso sulla fase2 è stata proprio sul calendario per poter raggiungere queste case percepite più sicure anche dell’appartamento in città. Secondo i tecnici del mercato immobiliare, si privilegeranno mete vicine, che non richiedono lunghi spostamenti e preferibilmente raggiungibili con la propria auto. 
In Lombardia dove l’alta diffusione del contagio, renderà difficili i lunghi spostamenti, si sta registrando una massiccia richiesta di case vacanza nella regione, a pochi chilometri dalle città, sul lago o in montagna. Dopo due mesi di blocco, ora gli affitti stagionali, in località a ridosso dei grandi centri urbani, stanno mostrando una certa vitalità. Destinati soprattutto a un turismo straniero, amante delle mete campestri o lacustri, hanno subito, appena esploso il contagio, una raffica di disdette. Ora, come indica il portale Airbnb, il mercato si sta muovendo trainato dalla domanda interna e di prossimità. I proprietari di seconde case, acquistate come forma di investimento, si sono ritrovati a febbraio con una raffica di disdette e lo spettro di avere il vuoto fino a fine anno. La situazione si è ribaltata. Da onere, gli appartamenti sono diventati o una soluzione per i proprietari che possono utilizzarli per le proprie vacanze o un business per la fase2. Spariti gli stranieri, le case vacanza si rivolgono esclusivamente alla domanda interna. Se poi sono provviste di piscina, o giardino, diventano merce preziosa. Il sito casa.it ha rilevato un aumento delle ricerche di appartamenti con ampi spazi all’aperto. I gestori del sito spiegano che molti proprietari si informano sulla possibilità di affittare, per qualche settimana, la casa dove di solito vanno a trascorre le vacanze, magari per arrotondare le entrate e per far fronte alle difficoltà economiche. 
Dal sito calcolano che sono addirittura quadruplicate le ricerche di case in affitto con piscina, sulla costa, in Sicilia, Liguria e Toscana. Sulla costa romagnola gli stabilimenti balneari vivono nell’incertezza tra aprire con la sicurezza che non riusciranno nemmeno a coprire le spese e dare per persa la stagione e rimanere chiusi. Dovranno infatti rinunciare al turismo tedesco e nordico che rappresenta una fetta importante delle presenze sulle loro spiagge. Il turismo in tutta Italia conta già i danni e le centinaia di posti di lavoro che andranno persi.

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