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La carica dell’Africa voluta dall’asse franco-tedesco

Così l’invasione extracomunitaria non si ferma. E noi cosa dovremmo fare con l'isola di Lampedusa al collasso? E che dovrebbe dire Christine Mariam Scandroglio, la leghista di colore presa di mira da volgari complimenti


31/08/2020

di SANDRO VACCHI


Christine Mariam Scandroglio

Se la lunga penisola, dalla bella e singolare forma di stivale, che si spinge per un migliaio di chilometri nel Mar Mediterraneo si chiamasse Germania e non Italia, siamo proprio convinti che venti barconi di clandestini provenienti dal Nord Africa sarebbero approdati tranquillamente negli ultimi giorni? 
Se l'isola di Lampedusa, anziché essere l'avamposto settentrionale del continente nero, dove non esistono anagrafe, diritti, doveri, sanità, cultura politica come sono intesi in Occidente (chi ritiene il contrario o è scemo, o ignorante, o politicamente cretino, e comunque razzista), se insomma Lampedusa fosse invece l'avamposto meridionale dell'Unione Europea e di quella che si vanta di esserne una dei Paesi fondatori, sarebbe costretta ad ricoverare in buchi simili a stalle almeno dieci volte più degli esseri umani che potrebbero fisicamente essere accolti? 
Se gli abitanti di Amburgo, tremila chilometri più a Nord di Lampedusa, comunque sempre nell'Unione Europea, protestassero ferocemente contro l'invasione imposta, continuata e suicida, della città da parte di migliaia di “fuggitivi” da chissà chi e da chissà cosa, siamo sicuri che sarebbero trattati alla stregua di scimmie urlatrici e, il loro capo, come un arruffapopolo meritevole soltanto di querele, esposti, minacce e sentenze del TAR? Da noi è successo a Nello Musumeci, un tipo che non molla. Almeno pare. 
Se mentre tutte le tivù e il giornalone unico di proprietà Agnelli e di cervello PD suonano a ripetizione la sirena dell'allarme Coronavirus, ma nel contempo non denunciano – anzi – l'invasione dci berberi del mare, anzi dividono per dieci le percentuali degli infettati (0,4 contro il 4 per cento diffuso dal “loro” Viminale), non ci sarebbe come minimo da insospettirsi? 
Niente affatto! Nell'Italia sgovernata da PD (Partito Demente) e Stelle Cadenti, questo non è possibile. Perché? Perché lo dicono loro. A beh, allora... Sabato sera mi trovavo a cena con amici: i miei sono soltanto fascisti o comunisti, di normali non ne ho. Fatto sta che i secondi, almeno in Emilia-Romagna, sono più facinorosi dei primi, in quanto detengono il potere da settant'anni e tremano alla sola idea di perderne un pezzetto. E' “cosa nostra”, dicono. Così, quando ho sommessamente fatto notare che, mentre a noi italioti viene imposta da mesi la mascherina anche per fare la fila all'edicola (si entra uno alla volta, e le edicole non vendono più giornali, ma figurine, Gratta e vinci, palloncini, saponette e pinzillacchere), i poveri cristi che sbarcano in barella, ma anche tenendo il barboncino al guinzaglio, la mascherina e l'amuchina nemmeno sanno che cosa siano. 
«Eh no! - sono stato zittito dal commissario politico di turno quella sera – Intanto il “Fatto Quotidiano” parla di appena lo 0,4 per cento (se lo dice Marco Travaglio, siamo al quarto evangelista) – poi non si possono dire certe cose». Come sarebbe che non si possono dire? ho ingenuamente osato chiedere. «Sarebbe che sbarchi e infettati non sono collegati. E basta qui!». Cosa opporre a un PD (Pensiero Democratico) tanto potente? 
Io direi il PK (Pia Klemp), capitana marinaretta tedesca che offuscherà la breve gloria di Carola Rackete, sfumata ormai con la stessa velocità delle Sardine di Mattia Santori soprannominato Niente, in quanto non ha niente da dire, ovvero non si capisce niente di quanto dice. Adesso che anche Greta Thunberg ha fatto finta di tornare a scuola, tanto si era scoperta ignorante, le stelle della svaporata sinistra nostrana sono sempre più cadenti e vanno quindi rinnovate in fretta. 
La tatuatissima Pia ha detto che il salvataggio di clandestini (lei dice migranti) in mare non è tanto un'azione umanitaria, quanto piuttosto “lotta antifascista”. Proprio così. Cavolo, siamo ancora in piena Resistenza e non lo sapevamo! «Vagazzi, covviamo in montagna avmati di mitva!», cinguettano le lettrici di “Repubblica” mentre ordinano alla filippina di mettere in ordine il villone a Cortina d'Ampezzo. 
Ma vi rendete conto che questa è la sinistra italiana? Che si domanda ancora, in pensierosi editoriali sull'“Espresso” e “Micromega”, come mai quei puzzoni di operai l'abbiano abbandonata. 
Ho fatto notare al commissario politico che dal 1945 a oggi sono passati 75 anni, più della durata del bolscevismo sovietico, quindi ci sono speranze. Per esempio, fra pochi giorni, una bottarella potrebbe arrivare dalle elezioni regionali. Mai l'avessi detto! «Le regionali non hanno valenza politica», mi ha ammonito il compagno Frattocchie. Vuoi vedere quanta valenza politica avrebbero se, per ipotesi, dovessero vincere loro! «E poi Salvini in Campania ha già perso! I sondaggi lo danno appena al 3 per cento». Mia risposta: «Dovrebbe preoccuparsi se lo dessero al 3 per cento in Lombardia o in Veneto. Cosa mi dici, invece, della Scandroglio proprio nella democratica Campania di De Luca?». 
Christine Mariam Scandroglio è una leghista di 37 anni che dai sinceri democratici si è sentita fare tanti complimenti per essersi candidata con i salviniani. Il più romantico è stato “Se fossi rimasta in Africa faresti la prostituta”. Sì, perché la ragazza è nera, una negretta leghista. Ohibò, ma non è vietato dal “Capitale” di Marx? Quando si dice che i “migliori” non sanno un tubo, non vedono oltre i loro occhi, sono stati contagiati dai grillini, credete che si scherzi? 
Fingono di non sapere che l'unico – unico! - parlamentare italiano di colore (colore nero) si chiama Tony Iwobi ed è della Lega. Loro, i governativi, si sono sentiti così a disagio che hanno costretto Gigino Di Maio, ministro degli Esteri, ad abbronzarsi come Hailè Selassiè: la cosa gli sarà anche utile per quando andrà a vendere il coccobello in spiaggia. Speriamo presto. 
Io, intanto – abbiate misericordia! - mi sono sorbito il lavaggio del cervello e la rieducazione democratica che, secondo loro, sarebbe dovuta sfociare in una maoistica autocritica. Col cavolo! Come al liceo sfogliavo “Playmen” durante le lezioni noiose, così sbirciavo le notizie sul telefonino. E che cosa trovavo? Lo sbarco di altri 450 tunisini a Lampedusa, l'isola dei superincazzati. «Qui finirà male», ha commentato Salvini. Poi ho scoperto che la Libia non sa più dove mettere i numerosissimi malati di Covid che stazionano sulle sue coste: provate a indovinare dove li spedisce. Infine, la scoperta è che ci si contagia in età sempre più giovane, in villeggiatura, e in discoteca. 
Stop alle discoteche, allora! Dopo averle aperte per qualche giorno. Visto che si è infettato Flavio Briatore, però, i democratici compagni buonisti hanno fatto salti di gioia, inviandogli messaggi di “solidarietà” condannati almeno dai piddini con la testa. A parti invertite alcune centinaia di migliaia di sinceri democratici avrebbero sfilato davanti al Quirinale, al Vaticano e all'Onu. 
Poi ho trovato tre nigeriani (due donne) che hanno menato di brutto i medici per scappare da un ospedale romano: se lo avessero fatto tre italiani? E, per non farmi mancare niente, quattro morti su un barcone di anime belle al largo di Crotone: feriti anche due finanzieri. 
In questo porcaio di Paese (non trovo una definizione più elegante), dove al ministero dell'Istruzione non hanno tutte le rotelle, in quanto le hanno messe ai banchi di scuola; un Paese in cui sono saltate quasi tutte le sagre paesane estive, ma non sia mai che salti la Festa dell'Unità; un Paese dove nessuno sa niente su bonus veri o fantasma (vacanze, monopattino, cittadinanza...); un Paese che regala sei miliardi all'ex Fiat che, per riconoscenza, va a produrre in Polonia o in Spagna il suo nuovo modello; un Paese che non sa bene se sono più numerosi e sconosciuti i sottosegretari oppure i fidanzati di Belen, mi sorgono spontanee due domande. 

  1. Perché tante tedesche fanno le comandanti di marina invece di andare a Marina (di Ravenna) sulla spiaggia, come facevano le loro mamme?
  2. Che cosa aspettiamo ancora? A fare cosa? Pensateci un po'.

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