Storie d'impresa

La blockchain per le imprese viaggia con Hooni

Applicando questa tecnologia al saper fare italiano si velocizzerebbero i processi aziendali, mettendo in crisi la contraffazione


23/12/2019

di Damiano Pignalosa


Industria 2.0, no no forse è meglio industria 3.0, anzi, perché non parliamo di industria 4.0 così siamo tutti più felici. Con il passare del tempo aumenta sempre di più la ricerca di una divisa da indossare. Non importa se dietro alle parole spese ci sia davvero un lavoro che possa portare dei reali benefici a un settore piuttosto che un altro, l’importante è correre, anche solo per segnalare ai propri competitor che si è ancora vivi e al passo con i tempi.
La così tanto annunciata digitalizzazione aziendale, nella maggior parte dei casi, stenta a prendere piede. Un fenomeno questo che riguarda in particolar modo proprio le imprese Made in Italy, tanto brave nella trasformazione di materie prime per poter offrire al pubblico dei prodotti di altissima qualità, ma allo stesso tempo così indietro in tutte quelle attività che sfruttano le nuove tecnologie per essere maggiormente competitivi a livello internazionale, tralasciando in questo modo le azioni che potrebbero portare dei benefici a livello economico e gestionale.
Un passo importante verso l’ammodernamento delle strutture e dei mezzi aziendali è stato fatto proprio da un gruppo di professionisti italiani guidati da Manuel Montanaro che, con l’hub multiservice Hooni, guarda al proprio Paese con fiducia e non con paura, sicuro del fatto che la conoscenza e la competenza possano prevalere su quei tabù che rallentano inesorabilmente il processo di crescita di un’azienda, start up o realtà affermata che sia.
Uno degli strumenti principali di cui Hooni si serve è la blockchain. In questa tecnologia risiede un potenziale quasi illimitato, che grazie alla sua pluralità di applicazione potrebbe dare una grossa mano alla salvaguardia del vero Made in Italy, rendendolo sicuro e ancora più competitivo a livello internazionale. Dal controllo della filiera produttiva alla tokenizzazione, dalla gestione della supply chain alla validazione di documenti, dal tracciamento dei prodotti alle informazioni per i consumatori, in un processo di innovazione che coinvolge ogni settore merceologico come quello del food and beverage, tessile, meccanico, lusso, logistico, ecc.
Applicando questa tecnologia al saper fare italiano si velocizzerebbero i processi aziendali e in particolar modo si aprirebbe finalmente una strada maestra per la lotta alla contraffazione dei prodotti Made in Italy. Il commercio mondiale di beni contraffatti (borse di lusso, orologi, prodotti alimentari, componenti auto ecc.) secondo un nuovo rapporto dell’OCSE, annualmente ha un impatto sull’economia italiana pari a circa l’1-2% del PIL in termini di mancate vendite. Solo nel settore agroalimentare, i prodotti contraffatti fanno registrare perdite di oltre 100 miliardi di euro, con un aumento record del 70% nel corso degli ultimi dieci anni.
Il progetto Hooni non si ferma qui e tende la mano anche al settore delle start up. Il più delle volte le difficoltà economiche, unite ad una mancanza di competenze in alcune aree gestionali e di sviluppo, fanno naufragare le potenzialità di successo di un’idea che, se veicolata con gli strumenti giusti, avrebbe tutte le possibilità di imporsi sul mercato come una nuova realtà dall’elevato apporto qualitativo. In questo caso il gruppo guidato da Manuel Montanaro è in grado di offrire un vero e proprio supporto operativo, affiancando alle competenze sopracitate sulla blockchain, campagne di crowdfunding e di marketing che sono senza alcun dubbio linfa vitale per la partenza di qualsiasi start up.
In conclusione, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, possiamo davvero parlare di un avanzamento verso un’industria 4.0 che punta ad un’offerta verso il pubblico sempre più trasparente e qualitativa. Se uniamo tutto questo al saper fare italiano, potremo davvero ritagliarci una platea sempre più ampia in ambito internazionale, sicuri di quello che offriamo, sicuri del nostro sapere. Il tutto è ben riassunto proprio dalle parole dell’ideatore di Hooni Manuel Montanaro: “In questa nuova fase storica la parola chiave sarà disintermediazione. Con lo sviluppo di una vera economia circolare le persone saranno protagoniste del cambiamento attraverso le loro scelte e la blockchain non è altro che lo strumento che renderà tutto questo possibile”.   

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