Cultura

L’amore proibito in India, un Paese diviso in caste

Subramanian Shankar racconta la storia di due innamorati, al tempo di Indira Gandhi, in lotta per l’indipendenza e contro i pregiudizi di classe


06/04/2021

di Tancredi Re


Ramu, un bramino dall’animo rivoluzionario, è il protagonista del romanzo Il fantasma del tamarindo (OBarraO, pagg. 402, euro 18,00 traduzione dall’inglese di Pietro Ferrari) dello scrittore indiano Subramanian Shankar, che si svolge sullo sfondo di un periodo cruciale della storia moderna dell’India, dalle lotte per l’indipendenza alla liberazione dal dominio inglese, dalla divisione tra India e Pakistan allo stato di emergenza proclamato da Indira Gandhi. 
A Paavalampatti, un piccolo villaggio nel Tamil Nadu, la vita del giovane bramino Ramu cambia inaspettatamente il giorno in cui scopre sotto un albero di tamarindo il cadavere sgozzato di Murugappa, un uomo che per anni è stato al servizio della sua famiglia. A seguito dell’episodio, Ramu conosce la figlia di Murugappa, Ponni, che ha la sua stessa età e che condivide con lui l’amore per la lettura e per lo studio. 
Nonostante le differenze sociali (Ponni, come il padre, appartiene alla casta dei paria, cioè gli “intoccabili”, così definiti perché impuri), Ramu s’innamora di lei. 
Qualche anno dopo, la coppia lascia il proprio villaggio per trasferirsi a Madras, dove aderirà attivamente al movimento per l’abolizione delle caste e verranno trascinati nel vortice dei tumulti che scuotono l’India. 
L’autore, critico e traduttore, coltiva l’interesse per la letteratura postcoloniale e d’immigrazione, il cinema e la traduzione. Oltre a insegnare inglese all’Università di Manoa, nelle Hawaii, dove dirige il Creative Writing Program. Ha inoltre pubblicato due romanzi: No End to the Journey nel 2005 e A Map of Where I Live nel 1997). 
Fra le righe de Il fantasma del tamarindo Shankar racconta l’amore trasgressivo di Ramu e Ponni, contrastato sia all’interno delle rispettive famiglie che dalla società e, attraverso di esso, permette di ripercorrere quasi un secolo di storia indiana: dal dominio coloniale inglese fino allo stato d’emergenza proclamato dal premier Indira Gandhi negli anni Settanta, passando per le lotte d’indipendenza del movimento “Quit India”. 
Un romanzo ricco di personaggi, che si snoda su più piani temporali e generazionali. Un grande affresco dell’India moderna e delle lotte, tutt’oggi attuali, contro i pregiudizi di classe.

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