Storie d'impresa

La Sportiva, novant’anni di record sulle grandi cime


14/10/2019

di Laura Della Pasqua


In una piccola valle, incastonata tra le Dolomiti, sorge un’azienda leader nel mondo, che ha accompagnato le grandi spedizioni alpinistiche alla conquista delle cime più alte del mondo, quali l’Himalaya, il K2 e l’Everest. Stiamo parlando de La Sportiva, oltre novant’anni di storia alle spalle, un esempio di made in Italy vincente a livello internazionale grazie a un mix di fattori: alta innovazione, ricerca costante, gusto quasi maniacale per il dettaglio, tutti sostenuti da quel pilastro che ne ha decretato il successo negli anni, ovvero la passione per il prodotto che si fonde con l’amore viscerale per il territorio e la montagna. 
La Sportiva è campione incontrastato nelle calzature sportive e nell’abbigliamento tecnico per la montagna. Non c’è alpinista, ai massimi livelli, che non si affidi agli scarponi di questa azienda della Val di Fiemme, per imprese sportive. Ma anche il largo pubblico degli amanti della montagna hanno in questa azienda un punto di riferimento indiscutibile. 
L’amministratore delegato, Lorenzo Delladio rappresenta la terza generazione “ma il passaggio del testimone è pronto giacché mia figlia di 34 anni è già in azienda e mio figlio di 28 anni entrerà a breve”, dice soddisfatto. 
La Sportiva nasce nel 1928, a Pesaro, “da mio nonno che faceva le scarpe per i paesani. Mio padre ha trasformato quell’attività in una impresa industriale e negli anni Sessanta ha cominciato a occuparsi degli scarponi da sci di cuoio, affacciandosi ai mercati tra Milano e Innsbruck. La svolta è avvenuta negli anni Novanta quando io ho preso in mano l’azienda, anche se mio padre era sempre presente” racconta Lorenzo. E sottolinea il balzo in avanti: “Nel 1990 avevamo un fatturato di 2 milioni di euro con 38 dipendenti e nel 2018 il giro d’affari è arrivato a 115 milioni e contiamo 352 dipendenti. Una crescita a due cifre, una corsa direi”. 
La Sportiva esporta l’82% del fatturato ed è presente ovunque nel mondo. Il mercato degli Stati Uniti è quello che ha una fidelizzazione maggiore e rappresenta il 20% del fatturato. Tant’è che lì ha aperto una azienda. 
La qualità e il successo del marchio hanno suscitato, negli anni, gli appetiti di numerosi investitori e fondi di private equity che hanno cercato di acquisire quote. La Sportiva un esperimento in tal senso l’ha fatto ma è presto tornata sui suoi passi. 
“Abbiamo accettato un accordo strategico con l’americana The Nord Face, nota nell’abbigliamento tecnico, cedendo il 20% ma dopo un anno e mezzo ho ricomprato la quota perché quell’intesa non aveva portato i risultati attesi” spiega Lorenzo. “Erano troppi lenti nelle decisioni mentre la nostra forza è proprio nella velocità dell’innovazione. 
Battiamo la concorrenza sui tempi, siamo in grado di anticipare il mercato, proponendo alla clientela quello che si aspetta. Quando gli altri arrivano è già troppo tardi. L’escursionista e l’alpinista guardano la nostra collezione perché proponiamo qualcosa che non esisteva prima, creiamo la domanda”. 
Lavorando sull’innovazione del prodotto, La Sportiva è diventata leader mondiale nelle scarpette da arrampicata e negli scarponi da alta quota. 
“Chi scala l’Himalaya, l’Everest o il K2, ha ai piedi i nostri prodotti. Collaboriamo con diversi alpinisti come Simone Moro, che fa parte del nostro gruppo di ricerca”. L’azienda, in riconoscimento della qualità, è stata scelta come sponsor della nazionale italiana ai Giochi di Tokyo del 2020, che ha ufficializzato il free climbing quale sport olimpico. 
Oltre alle calzature da montagna sta crescendo anche il settore dell’abbigliamento tecnico. 
Un esempio di innovazione è lo scarpone per il “mountain running”. “Un tempo si andava in montagna con calzature pesanti. Noi abbiamo inventato un prodotto leggero e sicuro”. 
“Siamo entrati nello sci d’alpinismo per ultimi ma lo abbiamo fatto rivoluzionando il settore con un prodotto nuovo in carbonio e titanio che coniuga leggerezza a resistenza e quindi subito utilizzato nelle gare mondiali. Un paio costa 1800 euro è un genere molto di nicchia ma abbiamo una lunga lista di attesa”. 
Il cuore pulsante dell’azienda è in una palazzina, adiacente alla fabbrica che Lorenzo chiama “il pensatoio”. “E’ qui che si elaborano progetti. I ricercatori sono tutti giovani, animati da una grande passione per lo sport e la montagna”. 
La Sportiva, ci tiene a sottolineare Lorenzo, che è anche vicepresidente della Confindustria di Trento, è un’impresa green. “Le nostre scarpe sono realizzate con materiali privi di additivi dannosi e usiamo collanti ad acqua non i solventi. 
“Amo la mia terra - dice - Nella Valle ci sono 5 mila abitanti e oltre 300 lavorano per me. Questo è un valore da difendere”.

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