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La Lega conquista l'Abruzzo

La coalizione di centrodestra guidata dal carroccio fa incetta di voti mettendo all’angolo il Movimento 5Stelle e il Pd


11/02/2019

di Alberto Ferretti


I risultarti sono andati ben oltre le previsioni in Abruzzo dove, con un’affluenza del 53,1%, la Lega diventa il primo partito con oltre il 28% delle preferenze (i più ottimisti del Carroccio parlavano alla vigilia del 25). Vero e proprio balzo di Salvini rispetto alle Politiche quando aveva ottenuto il 13,8%. M5S in caduta libera dal 39,85% del 4 marzo 2018 al 18% circa. Il Pd scende dal 13,82% al 12% circa. Forza Italia sotto il 10% vale meno di un terzo della Lega e rispetto alle Politiche (14,44%) perde circa cinque punti. Bene Fratelli d'Italia, oltre il 5%, leggermente in crescita sul 4 marzo (5,03%).
Non è mai giusto generalizzare, ma quello che è appena accaduto in Abruzzo non è nient’altro che lo specchio di una nazione dove il termometro politico tende sempre più a destra. Con un Partito Democratico ai minimi storici e il Movimento 5 Stelle che arranca riuscendo a dimezzare le sue preferenze, la Lega di Matteo Salvini ha la strada spianata per la vittoria e con una vera prova di forza mette in riga anche gli alleati di Forza Italia e Fratelli d’Italia, facendo capire con decisione che le gerarchie all’interno della coalizione sono cambiate e anche di tanto.
Prima gli italiani è quello che devono aver pensato gli abruzzesi dando il loro pieno appoggio a Matteo Salvini. La verità è che la disperazione, la ricerca di lavoro, l’economia completamente in ginocchio e un futuro per i giovani che non c’è, stanno dando consensi a qualsiasi tipo di forza politica che cerchi di promettere un minimo di ripresa e di intervento da parte dello Stato. Prima i 5 Stelle ora la Lega, le speranze degli abruzzesi e di gran parte del popolo italiano sono nelle mani del famoso “nuovo che avanza”, ma la domanda che tutti ci poniamo è: insieme al nuovo, avanza anche l’Italia? Il problema più annoso è proprio questo, perché se da un lato ci può anche stare dire di aver ereditato una situazione incredibilmente disastrosa, dall’altra bisogna rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto per la popolazione. A quasi un anno dall’insediamento del nuovo governo giallo-verde si stanno ancora aspettando quelle famose riforme che possano dare una boccata d’ossigeno al Paese, con la consapevolezza che non possono essere né il reddito di cittadinanza né la lotta all’immigrazione. Il tempo passa e mai come in questo momento non possiamo permettercelo, c’è bisogna di un’accelerazione decisa e con pochi fronzoli. Ai nuovi governanti il compito di porre rimedio a tutto ciò…

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