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L’Italia è un gioiello prezioso

Dal settore turistico arrivano 237miliardi di Pil e per questa ricchezza dovremmo ringraziare i nostri antenati


16/02/2026

di Carlo Caruso


L’Italia è un Paese straordinario che non finisce mai di stupire per i suoi tesori artistici e naturali.
Un valore turistico che nel 2025 ha portato 237miliardi di Pil e un’incidenza sull’occupazione del 13,2%.
Questo è il quadro dipinto da Enit in occasione dell’apertura della Bit 2026, la Kermesse Milanese che presenterà gli attori turistici del Bel Paese che tracceranno le strategie in corso per il nuovo anno.
L’Agenzia nazionale del Turismo afferma che nel prossimo decennio il trend si rafforzerà in modo concreto e le stime per il 2035 prevedono un Pil di 282,6 miliardi con una ricaduta occupazionale pari al 15,7%.
Nel 2025 i viaggiatori esteri in Italia hanno speso 60,4 miliardi di euro e per i prossimi anni si sfioreranno i 100miliardi, posizionandoci i numeri uno, davanti agli altri competitor Come Spagna, Grecia e Francia.
Questa ipotesi trova riscontro anche dalle affermazioni dei tour operator esteri che confermano un forte incremento turistico verso l’Italia.
Si parla di incrementi per il 2026 che sfioreranno un + 10% ha sottolineato Daniela Santanchè.
In sostanza, il turismo è in costante crescita e secondo il Ministro rappresenta un tassello della nostra economia-occupazione molto importante.
Secondo la Santanchè la sfida futura è molto chiara: “Il settore turistico deve essere trattato come un’industria che produce ricchezza, da posti di lavoro e invoglia la grande finanza ad investire in Italia”.
“Per crescere occorre valorizzare ogni angolo del nostro Paese che ancora non è conosciuto e in questo modo si può garantire crescita turistica e benessere locale” Afferma il ministro.
Non va dimenticato che il turismo incrementa anche tutto il settore alimentare italiano che nel 2025 a livello internazionale ha raggiunto un fatturato che supera i 70 miliardi di euro, dando lavoro a 3,6 milioni di persone.
Le esportazioni di prodotti agroalimentari rappresentano circa 11/ 11,5% del totale dell’export italiano di merci, diventando una quota rilevante nella bilancia commerciale nazionale.

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