Prima pagina

L’IA fiuta il falso: il nuovo segugio del lusso second hand

Come gli algoritmi stanno smascherando i falsi e rendendo il mercato del lusso usato più sicuro


02/02/2026

di Marco Ricci


Nel mercato del lusso di seconda mano, il nemico ha sempre avuto un volto preciso: la contraffazione. Borse quasi perfette, materiali imitati con maestria, seriali falsificati e storie credibili raccontate dai venditori. Un gioco di specchi che, per anni, ha reso l’affare un rischio e la fiducia una scommessa.
Ora, però, qualcosa sta cambiando. E ha poco a che fare con l’occhio umano.
L’intelligenza artificiale sta diventando il nuovo segugio digitale del mercato second hand: non si limita a guardare, ma annusa dati, confronta micro-dettagli invisibili, riconosce pattern che sfuggono anche agli esperti più allenati. Cuciture, proporzioni, curvature del manico, riflessi della pelle, persino l’invecchiamento “naturale” del materiale: tutto viene passato al setaccio.
Il risultato? Un sistema che non si affida più solo al certificato o alla parola del venditore, ma a un’analisi scientifica del prodotto.
Nel mondo delle borse iconiche — Hermès, Chanel, Louis Vuitton — la differenza tra autentico e falso non è più questione di “sensazione”. È una questione di probabilità calcolata. L’IA confronta l’oggetto con migliaia di modelli originali, archivi storici, varianti di produzione e persino errori tipici dei falsari. Dove l’occhio umano vede “quasi identico”, l’algoritmo vede un’anomalia.
Questo sta rivoluzionando il concetto stesso di affare. Il lusso second hand, da territorio ambiguo, sta diventando un mercato sempre più trasparente, dove il prezzo basso non significa più rischio alto. L’IA non abbassa il valore del brand: lo protegge, rendendo il riuso un’estensione credibile del lusso, non la sua versione minore.
C’è anche un effetto collaterale interessante: il potere si sposta. Non più solo nelle mani delle grandi maison o dei periti certificati, ma nelle piattaforme tecnologiche che garantiscono autenticità con dati, non con promesse. Il consumatore diventa più sicuro, il mercato più liquido, i falsari più vulnerabili.
Naturalmente, l’IA non è infallibile. Ma è instancabile, imparziale e soprattutto non si lascia sedurre da una storia ben raccontata. Non crede alle coincidenze, non si fida dell’apparenza. Analizza.
In un’epoca in cui il lusso non è più solo possesso ma scelta consapevole, l’intelligenza artificiale sta facendo quello che nessun venditore ha mai potuto garantire fino in fondo: trasformare l’affarone in una certezza.
E nel silenzio dei suoi calcoli, il segugio digitale continua a fiutare.

(riproduzione riservata)