L’Europa prigioniera della Cina
La transazione ecologica ci rende dipendenti sulle materie prime e se vogliamo salvarci occorre spezzare queste catene
02/02/2026
di Carlo Caruso

L’elettrificazione del sistema produttivo, porterà ad un aumento considerevole della domanda di Materie prime critiche che in questo momento sono nelle mani della Cina e prima di proseguire con la mia denuncia, desidero mettere in evidenza l’errore commesso della Ue.
Uno dei compiti strategici dell’Europa doveva essere quello di risolvere questo problema, ma su questo fronte è stata talmente assente che i suoi dirigenti dovrebbero essere allontanati immediatamente da Bruxelles.
L’intelligenza artificiale, in futuro, innescherà una crescita esponenziale di domanda di energia e per questa nuova richiesta occorre non perdere tempo.
Purtroppo il Bacino Mediterraneo è privo di queste risorse, perché sono concentrate in pochi Paesi dove la Cina è quasi diventata la padrona.
Va sottolineato che il Dragone, in silenzio, ha raggiunto quote di mercato quasi monopolistiche: terre rare (71%), grafite (67%) e la Repubblica Democratica del Congo controlla il 70% della produzione mondiale del cobalto e XI Jinping, non molla la presa.
Insomma, cari lettori, le materie prime sono quasi tutte nelle mani del Dragone e la domanda che emerge è la seguente: “Dovera l’Europa quando XI Jinping si impossessava del nostro futuro?”
Ora per risolvere questa tragica miopia, serve entrare in guerra con la Cina con l’arma invincibile del piano Mattei che divide con i possessori di materie prima il 50% il ricavato industriale proveniente da quelle risorse.
Una strategia che obbligherà i proprietari di quelle zone africane a stracciare gli accordi precedenti.
Questo è un problema che va affrontato dopo aver annullato il potere europeo dell’asse Franco-Tedesco che ha ignorato il futuro del Continente.
Dopo aver messo in castigo Francia e Germania, l’Italia dovrà promuovere una videoconferenza con tutti gli altri 25 Paesi dell’unione, per affrontare un’autonomia strategica, fondamentale per la competitività industriale.
Trai i temi delle materie prime, occorre lanciare anche un messaggio politico chiaro: In una mancanza di visione futura crescente, occorre rifare l’Europa e contrastare il potere Cinese con il piano Mattei…
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