Cultura

La Cina vista da Victor Segalen

Pubblicati in Italia tre racconti inediti dello scrittore francese e della sua personale visione del grande quanto misterioso Paese asiatico


20/07/2020

di Tancredi Re


Appena giunto in Cina, nel 1909, Victor Segalen intraprende un avventuroso tour delle province dello Shanxi, dello Shaanxi e del Sichuan, per poi imbarcarsi su una giunca lungo lo Yangtze (il Fiume Azzurro) fino a Shanghai. E da quel viaggio avrebbe tratto innumerevoli spunti per progetti letterari su quel Paese, primi tra tutti tre scritti inediti (La testaLa sede dell’anima e Un grande fiume) raccolti e pubblicati sotto il titolo Immaginari (OBarraO, pagg. 67, euro 3,99). 
Scrittore, poeta, etnografo e archeologo Segalen (1878-1919) è uno dei grandi intellettuali “irregolari” del Novecento francese. 
Imbarcato come medico di marina, nel 1903 giunse a Tahiti dove scoprì le ultime opere di Gauguin e la civiltà maori traendo ispirazione per Les Immémoriaux. Nel 1909 la partenza per la Cina, dove avrebbe soggiornato a più riprese fino al 1917 prendendo parte a importanti e avventurose spedizioni archeologiche. 
Questa lunga scorribanda costituisce il primo impatto che lo scrittore ebbe con la Cina e con quell’“esotismo esasperato” dal quale, in una lettera a Jules de Gaultier alla vigilia della partenza, dichiarava di attendersi molto. E le sue aspettative non andarono deluse. 
Tutti i giorni, al termine di ogni tappa o addirittura in sella al suo cavallo, Segalen annotava febbrilmente le impressioni prodotte in lui dall’incontro con il “Diverso” cinese e gettava le basi per numerosi progetti letterari. Molti di questi spunti, rielaborati in brevi testi (alcuni solo frammenti) e raccolti in questo libro. 
“Esotismo come estetica del Diverso, confronto serrato tra Reale e Immaginario, senso del Misterioso: tutti gli elementi della poetica di Segalen vengono ampiamente dispiegati in questi lavori, inediti in Italia” scrive Alessandro Giarda nell’introduzione. Elementi “che possono essere considerati come i primi tasselli di quella multiforme e personale “visione della Cina” che nel corso degli anni prenderà forma attraverso le sue opere”.

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