Cultura

La Ciclovia del sole: un gran tour in bicicletta da Bologna a Verona, fino a Bolzano e oltreā€¦


14/06/2021

di Valentina Zirpoli


È stato di recente completato l’ultimo tratto della pista ciclabile, lungo quasi 50 chilometri, della Ciclovia del sole, che collega Verona a Bologna e che sorge sull’ex tracciato ferroviario che collega la città di Romeo e Giulietta al capoluogo emiliano. 
Il nuovo percorso, tutto pianeggiante, collega Mirandola, in provincia di Modena, a Sala Bolognese, in provincia di Bologna. 
Si parte appena fuori dal centro storico di Mirandola, città natale di Giovanni Pico, e in 10 chilometri si arriva a San Felice sul Panaro; altri 4,5 chilometri per giungere a Camposanto e 7,5 per arrivare a Crevalcore. Si passa poi per San Giovanni in Persiceto e Anzola. Infine, si arriva a Sala Bolognese, da cui è previsto un collegamento provvisorio di 18 chilometri fino al centro storico di Bologna. 
Durante il percorso vengono attraversati 4 fiumi: il Lavino, il Ghironda, il Samoggia e il Panaro. Mentre, per gli amanti della cultura, sono stati inseriti sul tracciato 22 totem, per fornire informazioni storiche, botaniche e sulle bellezze naturali e artificiali incontrate lungo la via. 
Vediamo dunque di scoprire un po’ più nel dettaglio questo affascinante percorso per gli amanti delle due ruote e non solo.

Il tratto emiliano romagnolo


Il percorso di recente inaugurazione, 50 chilometri tutto in pianura, che collega Mirandola, in provincia di Modena, a Sala Bolognese, in provincia di Bologna, realizzato sul rilevato dell’ex ferrovia Bologna-Verona, è estremamente suggestivo e caratteristico. Attraversa le piccole e vecchie stazioni abbandonate e i possenti ponti in metallo dell’ex ferrovia. 
E’ un tratto facile e leggero adatto a tutti i ciclisti e i cicloamatori, da cui si dirama un fitto reticolo di stradine di campagna non asfaltate attraverso campi coltivati. 
Lungo il percorso è possibile ammirare luoghi e monumenti di alto interesse storico e artistico. 
A Sala Bolognese è possibile ammirare la Pieve di Santa Maria Annunziata e San Biagio, una pieve romanica risalente all'XI secolo. Edificata nel 1096 per sostituire la precedente chiesa paleocristiana del IV secolo, a sua volta eretta sui resti di un tempio pagano, risulta una delle architetture religiose più rappresentative del romanico lombardo presenti nella Città metropolitana di Bologna. 
Il nome della città è di origine longobarda e veniva usato nel significato di “casa signorile di campagna con annessi fabbricati rurali, magazzino di raccolta dei prodotti agricoli”. La specificazione “Bolognese” fu aggiunta con Regio decreto del 1862. Il comune è oggi composto da diverse frazioni sparse sul territorio tutte interessanti da visitare. Da non perdere, un suggestivo giro tra i maceri circondati da olmi e salici bianchi sulle sponde dei fiumi Samoggia, Lavino e Reno, e l’affascinante reticolo di canali e infrastrutture idrauliche del Consorzio della Bonifica Renana. 
A Mirandola da non perdere è la Roccaforte, famosa in Europa come leggendariamente inespugnabile, appartenente al casato dei Pico, che regnò su Mirandola per quasi quattro secoli a partire dal 1311 e che la arricchì in epoca rinascimentale con importanti opere d’arte. Esponente illustre della casata, Giovanni Pico, conosciuto come Pico della Mirandola, che qui nacque nel febbraio del 1463, celebre umanista e filosofo italiano. La sua fama è giunta fino a noi e ancora oggi di colui che sfoggia nozioni in serie si dice: “ma chi sei, Pico della Mirandola?”. 
La città di Mirandola ha una pianta ottagonale, testimonianza della sua originaria fortezza rinascimentale (ma il centro è molto più antico). Nelle vicinanze si trovano le Valli mirandolesi, Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.) e parte della Rete ecologica europea Natura 2000. Tra numerose specie di uccelli, le Valli accolgono anche edifici suggestivi, in origine stalle per cavalli dall’Esercito, come il Barchessone Vecchio, anche noto come “La Basilica delle Valli”. 
Da vedere anche il Palazzo Comunale, il Duomo di Santa Maria Maggiore e l’oratorio della Madonna della Porta, detto “La Madonnina”. 
Fermandosi a Crevalcore, merita certamente fare una passeggiata in via Matteotti dove poter ammirare i Palazzi del Settecento e Ottocento, orgoglio delle famiglie nobili e borghesi dell’epoca. Un viaggio indietro nel tempo lungo due passi e circa tre secoli. 
All’interno del centro storico porticato, chiuso tra due porte, vale la pena soffermarsi sul Teatro Comunale (ora inagibile) che dal 1881 conserva ancora al suo interno il sipario originale, realizzato da Raffaele Faccioli. A pochi chilometri dal capoluogo, una vera scoperta: le Vasche dell’ex zuccherificio, un ambiente palustre divenuto raro nella pianura coltivata. Si tratta di 65 ettari dell’ex zuccherificio chiuso negli anni ‘80 con le sue vasche di decantazione. 
Nella vicina San Giovanni in Persiceto da vedere è la Piazzetta Betlemme o degli Inganni, che ospita i Trompe l’oeil realizzati da Gino Pellegrini, scenografo hollywoodiano che ha vissuto a Persiceto e che ha collaborato a film quali “2001:Odissea nello Spazio” di Kubrick e “Gli uccelli” di Hitchcock. 
San Giovanni in Persiceto è uno dei paesi più antichi della zona. L’originale impianto concentrico del centro storico, detto “Borgo Rotondo” si è conservato fino a oggi. 
All’epoca medievale risalgono l’alta torre civica, la chiesa di Sant’Apollinare e il Complesso conventuale di San Francesco. Resta intatto nel suo antico splendore il Teatro Comunale costruito nel 1795. 
Patria del “Africanetto”, gustoso biscotto all’uovo, a Persiceto si tiene il Carnevale storico, uno dei più antichi d’Italia. Lo “spillo” è il momento culminante in cui i carri allegorici, costruiti da artigiani locali, si trasformano sotto gli occhi del pubblico con uno spettacolo unico e sorprendente. 
Sant’Agata è una cittadina di antiche origini. Il primo insediamento dell’attuale centro risale al 1189, quando, sotto l’imperatore Federico Barbarossa, venne costruita una fortificazione con mura, porte e fossato. Oggi, oltre ad essere una perfetta realizzazione di un insediamento tipico della Bassa emiliana, la cittadina è nota per essere la sede di una delle Case Automobilistiche più famose del mondo: Automobili Lamborghini. 
A Sant’Agata si può ammirare anche il teatro storico intitolato a Ferdinando Bibiena. L’edificio è stato restaurato e riaperto alla fine degli anni ‘90, ma la sua prima inaugurazione risale al 1888 e il primo atto della sua storia inizia più di un secolo prima, nel 1781. 
San Felice sul Panaro è un piccolo centro che conserva il fascino di una storia antica, tra architetture tardo medievali, palazzi signorili e ville suburbane di inizio Novecento. Perfettamente a metà tra Modena e Ferrara, e per questo teatro di antiche contese tra le due città. Ricco di parchi pubblici e giardini privati, è interamente immerso nel verde. Ex feudo della Grancontessa Matilde di Canossa, la cittadina è nota per la sua caratteristica Rocca Estense a pianta quadrangolare. 
Camposanto sorge sulla riva sinistra del fiume Panaro, su cui si affacciano splendide residenze padronali del XVIII secolo. La storia del suo abitato ha origine, invece, tra il XIV e il XV secolo ed è legata a quella del fiume, fatto immettere intorno al ‘300 nel Canale Naviglio, nei pressi di Bomporto, per risolvere il problema delle frequenti esondazioni. La stazione ferroviaria sulla nuova linea Bologna-Verona è curiosamente posizionata sopra il ponte che attraversa il fiume. Ma è spingendovi all’interno del centro abitato, partendo proprio dai piloni della ferrovia, che potrete ammirare oltre 20 murales, realizzati negli ultimi anni grazie al progetto *Quadricromie*. Un vero e proprio museo a cielo aperto. 
Il territorio di Anzola, attraversato dal torrente Samoggia e compreso tra i fiumi Reno e Panaro, ha una storia molto antica segnata dallo stretto rapporto con l’acqua che da sempre ha rappresentato la più grande ricchezza e, al tempo stesso, la più temibile minaccia per queste terre. Ne sono testimonianza anche i ritrovamenti, custoditi nel museo, di resti di una terramara, villaggio dell’età del bronzo tipico dell’Emilia centro-occidentale. Dell’epoca medievale, Anzola conserva alcune parti di una delle pievi più antiche della provincia: la chiesa dei Santi Pietro e Paolo e la Torre di Re Enzo, datate XIII secolo.

La tratta Verona – Bologna - Firenze


Il percorso emiliano romagnolo si inserisce nel più ampio tratto che collega Firenze a Verona passando, appunto, per Bologna. 
Un percorso straordinario che attraversa quattro regioni italiane: Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Sono bellissime zone di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e storico-culturale, ma estremamente interessante anche per i prodotti tipici dell’enogastronomia, la cultura e le tradizioni popolari. 
Oggi i cicloturisti possono percorrere il tratto Verona-Bologna. A questo nei prossimi anni si aggiungerà il tracciato della parte appenninica, che da Bologna sale fino al crinale tosco-emiliano, che attualmente si può percorrere su percorsi per ciclisti esperti oppure in treno, per poi arrivare fino a Firenze.

Da Capo Nord a Malta

Con l'inaugurazione di questi ulteriori chilometri di pista, ora è di fatto possibile percorrere l’intero tratto della ciclovia da Bolzano a Bologna, mentre siamo ancora in attesa che siano realizzate alcune parti del tracciato che collega il capoluogo emiliano a Firenze. 
La ciclovia rientra poi nel più ampio progetto europeo della Eurovelo 7, meglio conosciuto come il percorso del sole, ossia la realizzazione di un tracciato adatto alle biciclette che collega Capo Nord con Malta, creando un tutt'uno senza soluzione di continuità tra le ciclopiste dei vari paesi europei. 
Si parte da Capo Nord, l’estrema punta settentrionale dell’Europa, e si arriva nel cuore del Mediterraneo, a Malta dopo aver attraversato Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Italia. 
Il percorso è ideale per un viaggio in bici da iniziare in maglione e terminare in costume da bagno nelle calde acque del Mediterraneo. 
La rete di itinerari europei Eurovelo è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea e sviluppato dall’ECF (European Cyclists’ Federation). 
Attualmente sono in costruzione 14 percorsi ciclabili che uniscono tutta l’Europa. La rete Eurovelo, quando verrà completata, potrà vantare oltre 70.000 km di itinerari ciclabili in 42 paesi differenti.


Fonti: https://cicloviadelsole.it/

(riproduzione riservata)