Cultura

La Bibbia riletta dai non credenti

Una cinquantina di intellettuali si cimentano con il Libro dei Libri fornendo riflessioni stimolanti e profonde


14/01/2019

di Giambattista Pepi


La Bibbia, dal greco antico Biblìa, che significa “libri” è il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana. È formata da libri differenti per origine, genere, composizione, lingua, datazione e stile letterario, scritti in un ampio lasso di tempo, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone stabilito a partire dai primi secoli della nostra era. 
Diversamente dal Tanakh (Bibbia ebraica), il Cristianesimo ha riconosciuto nel suo canone ulteriori libri suddividendolo in Antico Testamento (o Vecchia Alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del “ministero” di Gesù (tranne Sapienza) e Nuovo Testamento (o Nuova Alleanza) che descrive l’avvento del Messia. Intendendo con la parole Testamento, il patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù e del suo messaggio. 
Il Libro dei Libri è un testo fondamentale della Civiltà occidentale, che non tutti conoscono. Perfino tra i credenti. Chi va con regolarità alle funzioni religiose, la domenica o nei giorni di precetto, avrà ascoltato o letto durante la S. Messa qualche salmo tratto dall’Antico o dal Nuovo Testamento. Oppure si ricorderà che se ne parla nel Catechismo insegnato dalla Chiesa Cattolica soprattutto per la preparazione alla Prima comunione ed alla Cresima. I più (noi tra questi) lo sconosciamo (quasi) del tutto. Eppure è un’opera fondamentale di cui bisognerebbe promuoverne la conoscenza presso il grande pubblico, sostengono coloro che l’hanno letta e studiata. 
In questo senso può risultare interessante leggere il volume La Bibbia dei non credenti. I protagonisti della vita italiana davanti al Libro dei Libri a cura di Francesco Antonioli (Piemme, pagg. 238, euro 17,50). Quest’opera - che è la riedizione rivista, integrata e aggiornata del volume apparso per la prima volta nel 2002 - offre una lettura collettiva “eterodossa” e non autorizzata della Bibbia. 
Un nutrito gruppo di intellettuali italiani, tra economisti, giornalisti, scrittori, attori, imprenditori, ex terroristi (in tutto 54 e tra questi ricordiamo Oliviero Toscani, Margherita Hack, Gad Lerner, Vittorino Andreoli, Tullio Regge, Erri De Luca, Piergiorgio Odifreddi, Francesco Guccini, Elsa Fornero, Folco Quilici, Fabio Volo, Vincenzo Consolo, Massimo Gramellini, Beppe Grillo, Liliana Cavani, Massimo Cacciarti, Gian Enrico Rusconi) si sono cimentati con la Bibbia. 
Prendendo spunto da un versetto “rimasto impresso nella memoria o nel cuore” offrono ai lettori le proprie riflessioni. Perché, come amava ricordare il cardinale arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini (che non a caso creò la “Cattedra dei non credenti”) è importante la familiarità con la Scrittura per “affrontare il dialogo interreligioso e interculturale”. 
“A partire dalla Scrittura - annota il curatore nella breve introduzione intitolata Ground Zero, in riferimento alla zona del World Trade Center di New York, luogo dell’attentato terroristico dell’11 settembre 2001 contro le Torri gemelle - si può tentare di costruire un modo di dialogare differente, più sincero, senza maschere: perché consente di entrare in una ferita non rimarginata, di accedere a barlumi di speranza, di rivelare aperture inattese come terribili chiusure. In ogni caso – di fronte al Libro più venduto e più letto nel mondo – non si può non essere sinceri e non porsi delle domande importanti e fondamentali. Non si può non trovare balsamo e nutrimento proprio per ricostruirci in umanità”.  
“Da tempo si parla della Bibbia come “grande codice” della civiltà occidentale, ma questo cosa significa in concreto?” Quali episodi, quali volti, quali immagini bibliche hanno plasmato l’orizzonte simbolico di generazioni di uomini e di donne nate e cresciute in una società che non poteva dirsi cristiana?” si chiede nella prefazione al volume Enzo Bianchi. 
La chiave per interpretare il significato della Bibbia nell’età contemporanea è racchiuso nella lotta contro l’idolatria, cioè nella “guerra” che siamo chiamati a combattere ogni giorno per poterci affrancare da vecchie e nuove schiavitù e ribadire la grandezza e la libertà dell’essere umano. 
Perché “se esiste una frontiera tra fede e non fede, tra libera adesione a una realtà altra e più grande di sé e asservimento al proprio egoismo e alla mentalità dominante - conclude Bianchi - questa non segue confini di stati o di epoche, non separa confessioni religiose o correnti di pensiero, ma passa nel cuore di ogni persona, credente o non credente: è lì, non altrove, che il seme può germogliare, senza che nessuna sappia come e produrre i frutti più diversi, stupendi proprio per la loro varietà”.

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