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La Banca centrale europea, se vuole, può salvare l’Unione

In primis l'Italia, la cui economia sta sprofondando e se non riceverà al più presto enormi flebo di liquidità saranno decisamente guai seri


30/11/2020

di Sandro Vacchi


Se lo dice anche frau Ursula von der Leyen, presidente tedesca dell'Unione Europea nostra sovrana assoluta, perché non darle retta? Lei che è madre di ben sette figli, dunque conosce la fatica necessaria per crescerli, ha sostenuto una cosa passata quasi sotto traccia dagli organi di regime e dalla tivù di Stato, che pare aver sede a Pyongyang, non a Saxa Rubra. «La Banca centrale europea non può fallire. Dunque, potrebbe stampare miliardi di euro a fondo perduto per aiutare le economie in difficoltà a causa del Coronavirus», ha affermato la numero uno di Bruxelles. E ha passato così la palla all'altra signora che tutto decide. Francese, questa: madame Christine Lagarde, prima banchiera d'Europa, essendo alla guida della BCE. 
Altroché quel miraggio del Recovery Fund! Altroché il chiacchieratissimo Mes (Meccanismo europeo di sostegno), che gli eurofanatici spiegano non essere un prestito, ma solo denaro da restituire: ditemi voi come si chiama, allora. Già prima del virus l'economia italiana era in terapia intensiva, ma oggi è quasi cadavere. E se non le si praticano enormi flebo di liquidità, addio. Pensare che, non certo all'epoca di Giulio Cesare, eravamo la prima economia d'Europa e una delle primissime al mondo. 
Ma a Roma non c'è Cesare, bensì colui che Vittorio Feltri ha definito “re degli incompetenti”, con tutto il suo squadrone di dilettanti, incapaci, analfabeti e inventori della domenica. Invece di uno stipendio distribuiscono elemosine chiamate Redditi di cittadinanza, ma non a tutti: a chi dichiara il falso, a camorristi, a ex brigatisti. Non faccio del “colore”, le cronache dei mesi scorsi sono zeppe di narrazioni simili. Scoppiata l'epidemia e andata in coma l'economia, ecco che si sono inventati i ristori: non i ristoranti, che li hanno mandati in malora, ma delle prebende che avrebbero dovuto dare ristoro ai loro titolari. E così ai negozianti, ai piccoli industriali, agli artigiani, ai gestori di piscine e palestre azzoppati da Palazzo Chigi più che dal virus. Peccato che i “ristorati” siano finora numerosi quanto gli elettori di Carlo Calenda: un pugno. E che abbiano ricevuto l'equivalente di una giornata di “lavoro” di un parlamentare italiano. Nell'Alto Medioevo i signori sarebbero stati più misericordiosi. 
In compenso è stata usata clemenza con i nostri figli. Li si manda a scuola quando capita, semmai in monopattino, prima di metterli a sedere in banchi con le rotelle, tutti rigorosamente camuffati con mascherine made in Fiat, così si dice. Neanche fosse un'azienda nazionale. 
Soldi a fondo perduto a chi sta perdendo tutto? Emissione di titoli di Stato a raffica, come invocano in molti? Nemmeno per sogno. Nel Belpaese che sta rapidamente trasformandosi nella Corea del Nord, del tutti controllori di tutti, gran parte di ciò che esisteva di buono viene mandato al macero, in attesa di essere acquistato a prezzi di saldo dai nostri “competitors”, come si chiamano adesso i concorrenti storici”. Illusi, credevamo che con gli “esodati” di Elsa Fornero si fosse toccato il fondo dell'agire statale, quando invece il peggio è arrivato adesso a causa del più incapace governo della storia repubblicana, ma anche di quella monarchica. Dopo, può esserci solamente la morte, vale a dire il fallimento dello Stato (improbabile, facciamo troppo comodo a Bruxelles), oppure quello dell'economia privata (probabile, invece, in quanto per grillini e comunisti la proprietà privata era e rimane un furto). 
Ho detto comunisti, in quanto lo sono. Comunque non è un'offesa come fascisti, secondo la loro vulgata. Nicola Fratoianni, deputato di Leu (Liberi e Uguali), microformazione a sinistra del PD, e con lui Matteo Orfini, già presidente del PD, hanno presentato un emendamento al testo della manovra economica per un prelievo progressivo sul patrimonio mobiliare e immobiliare degli italiani. Si chiama patrimoniale. Se si considera che siamo il popolo più risparmiatore del mondo e che l'80 per cento degli italiani è proprietario di almeno una casa, non occorre un economista di vaglia come, per esempio, Alessandro Di Battista, per capire che per parecchia gente sarebbe meglio donare sangue al conte Dracula. E' stato calcolato che chi possiede cinque milioni fra immobili, azioni e conti correnti, dovrebbe sborsare più di ventimila euro l'anno. Giusto che i ricchi paghino e muoiano, secondo la filosofia di chi, per sua fortuna e nostra somma disgrazia, governa questo sgangheratissimo Paese. Vero che cinque milioni non li hanno molti italiani, ma un decimo, cioè mezzo milione di euro, è nella disponibilità di parecchi. E da quella cifra dovrebbe scattare la tagliola. 
In estate le imprese hanno perduto quasi l'80 per cento del fatturato. Fra maggio e luglio sono mancati incassi fra il 60 e l'85 per cento. Solamente in maggio il 47 per cento delle fatture non sono state pagate: significa che quasi la metà dell'economia italiana è alla canna del gas. Sempre che esista ancora. Nel contempo le aziende chiudono i battenti, perciò non pagano i dipendenti: l'astutissimo Stato giallorosso non incasserà così le tasse né dalle prime né dai secondi, in quanto imposte e balzelli si pagano su quanto si guadagna. Guadagno zero? Pago zero. 
Montagne di soldi transitano per la Borsa, però: i capitali speculativi dell'alta finanza mondiale lavorano, mentre le imprese vanno a rotoli. Sempre la solita storia: economia di carta contro economia reale. Il made in Italy? Fra meno di un mese sarà Natale: raccontate la favoletta ai bambini più piccoli. 
Insomma, se la donna più potente d'Europa dice che si può stampare moneta non lo facciamo. Se invece il quinto presidente del consiglio di seguito non eletto da alcun italiano proporrà di tagliare definitivamente le gambe ai suoi sudditi, siate certi che così sarà. E lo farà dopo averli mummificati per mesi con le mascherine, dopo averli reclusi e aver finto di liberarli per poi rinchiuderli di nuovo, dopo aver impedito ai padri di vedere i figli se solo abitano in Comuni diversi. Ma anche dopo aver consentito a decine di migliaia di napoletani di trasformare in festa il funerale di Maradona: tutti in piazza a cantare gomito a gomito. Le mascherine? “Simme 'e Nappule, paisà!” 
Sembra che per Natale non ci si potrà ritrovare in più di sei. Chi controllerà? La polizia di pianerottolo? La Securitate del compagno Ceausescu? Sembra anche che non si potrà “migrare” da una regione all'altra, per esempio da Rimini a Pesaro, 50 chilometri, se la madre sta da una parte e il figlio dall'altra. Che bella festa! Facciamo un brindisi a Conte. Soprattutto, però, poniamo che qualcuno delle migliaia e migliaia di giovani costretti a migrare in Europa o negli Stati Uniti a causa del tracollo dell'economia italiana sgambettata da “questi qua” decida di tornare, poniamo, a Bologna per abbracciare i genitori e mangiare i tortellini. Dovrà prima fare la quarantena di due settimane in un Covid Hospital, giocandosi tutte le ferie, posto che ne abbia diritto? 
Ma cosa volete che importi di chi lavora a gente che non ha mai lavorato, come i nostri esimi Padroni? Cosa sa di Lavoro chi passa le giornate a cambiare il colore delle Regioni come se fossero dei semafori, per poi ricambiarlo una settimana più tardi e rimangiarsi tutto la settimana successiva? Quale programma sostiene il disorientamento continuo dei governati ad opera dei governanti? 
Diffido da sempre dei dietrologi, non sono certo un grillino convinto che la Terra sia piatta e gli americani non siano mai sbarcati sulla Luna. Qui, però, i casi sono due: o ci sono (scemi) o ci fanno (si fingono scemi). “In medio stat virtus”, dicevano i latini, come ben sa Giggi Di Maio, perciò temo una cosa terrificante. Che siano, cioè, consapevoli della loro nullità e dell'impossibilità di saper combinare altro che guai irreparabili. Poiché, però, devono pur campare, e in un mondo normale non li farebbero nemmeno svuotare i pozzi neri (con tutto il rispetto per i pozzi neri), “mors tua, vita mea”, sempre secondo il dotto Giggino, così... Non posso dirlo esplicitamente, ma uno più uno il più delle volte fa due. 
Stampare moneta per scavalcare gli steccati dei parametri di Maastricht? Un'Europa meno miope di quella attuale forse lo consentirebbe, a vantaggio dei Paesi fatti a pezzi dal Covid-19 e dai loro governanti. Ma il precedente della Grecia è lì a far tremare tutti noi, almeno chi dispone ancora di un minimo di coscienza. I nostri feudatari stanno invece a giocarsi il dopo-Mattarella, gli incarichi in Rai e nelle aziende che contano non tanto per ciò che producono, quanto per il centro di potere che rappresentano. Man mano che si scende dai piani alti, la gente vale sempre meno, fino al valore zero della piccola e media borghesia, dei piccoli e medi imprenditori, degli artigiani, dei commercianti... Tutta gente che i “sinistri” giudicano da sempre evasori fiscali, quindi nemici del popolo. Loro che il popolo italiano lo hanno scaricato come immondizia. 
Trovano sponde anche a destra, adesso. Il vecchio Berlusconi è stanco, i suoi figli ancora di più: di lui. E' stufo soprattutto di tribolare da un tribunale all'altro appena fa mosse non gradite ai manovratori. Così, con la scusa della coscienza civica, non negherà il suo appoggio a Giuseppe Conte, capo di un furbissimo governo di grillini e piddini. Qualcuno ricorda cosa ha detto, negli anni, il Berlusca dei primi e dei secondi? Come li insultava a sangue? Non sopporta la leadership di Matteo Salvini nel centro-destra? Forse un anno fa, ma adesso le bilance si sono spostate. Salvini un anno fa aveva dieci punti più di oggi, almeno nei sondaggi. Adesso non parla più di uscire dall'euro, e il Cavaliere non ne ha mai parlato. Resta la Meloni, e nemmeno lei è una fanatica di un'uscita che, a questo punto, sarebbe estremamente tardiva e aleatoria. Inoltre ha il 15 per cento: non è poco, ma è addirittura meno di Salvini e della Lega, perciò di cosa stiamo a discutere? 
La realtà è che lo sconforto, la delusione, la disaffezione sono tali che ormai non esiste nemmeno una vera opposizione al Nulla. Contro chi dovrebbe fare politica? A chi dovrebbe opporsi? Cosa dovrebbe proporre? E a chi? La sfiducia degli italiani in uno scatto di reni è ormai radicata. L'impressione è che si tiri a campare giorno per giorno, nella logica del ”Tanto peggio, tanto meglio” e del “Vada come vada”. Ragionano così i malati terminali, direte. Perché, noi italiani che cosa siamo?

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