Cultura

L'Italia di ieri vista attraverso la lente di un grande storico

Francesco Barbagallo, in sei lezioni, sintetizza in modo chiaro e appassionante 76 anni di storia del nostro Paese


15/07/2019

di Tancredi Re


Quella italiana è una storia complessa. Forma un fitto ordito di eventi, che si dipana attraverso i secoli, lasciando segni e impronte, a volte lievi, altre più incisivi, generando effetti che il tempo, nel suo incessante fluire, ha in gran parte stemperato man mano che essi si allontanano. 
Se provassimo per un momento a chiudere gli occhi e a riavvolgere il nastro della nostra storia, ci renderemo conto di quanto nella congerie di avvenimenti, personaggi, eventi, possa risultare non diciamo indispensabile, ma sicuramente prezioso il lavoro dello storico che proprio attraverso la sua ricerca e le sue indagini mette assieme gli elementi che si ricompongono come le tessere in quel grande mosaico che è la storia. 
Ed è quello che ha fatto Francesco Barbagallo consegnandoci nel suo libro L’Italia nel mondo contemporaneo. Sei lezioni di storia 1943-2018 (Laterza, pagg. 162, euro 16,00), una sintesi ricca e quanto mai chiara degli ultimi 76 anni di storia del nostro Paese. Una storia, precisa subito l’autore (professore emerito di storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli e autore di numerosi saggi che spaziano dalla storia contemporanea a quella del Mezzogiorno, dalle questioni di storiografia al percorso del Pci) che, dalla fine della Seconda guerra mondiale, può essere letta solo nel contesto della dimensione internazionale non certo come una vicenda tutta interna al nostro Paese. 
Prendendo in esame l’avvento del fascismo, l’entrata in guerra a fianco delle potenze dell’Asse, la caduta di Mussolini, la liberazione da parte degli Alleati, la Resistenza, il ritorno alla libertà e alla democrazia con la nascita della Repubblica, forte di una Costituzione tra le più avanzate al mondo. 
L’Italia, però, ricorda Barbagallo, non è una Nazione qualsiasi, ma uno Stato di frontiera in un’Europa che la Guerra fredda tra Stati Uniti ed Europa occidentale, da una parte, e Unione Sovietica e Stati socialisti dell’Europa dell’Est dall’altra, aveva diviso e contrapposto per alcuni decenni, con il Muro di Berlino quale simbolo odioso di due blocchi di potere inconciliabili e incomunicabili. 
Gli anni Sessanta e Settanta sono stati gli anni del boom economico, degli investimenti, dei consumi, del benessere che si espande nel Paese, che si sono lasciati alle spalle le macerie morali e materiali del conflitto mondiale. Ma la ritrovata libertà, la democrazia parlamentare, le riforme realizzate e la relativa autonomia nazionale, ha incontrato ostacoli all’interno del Paese e da parte delle potenze straniere. Quindi l’esplodere della strategia della tensione, la tremenda stagione delle stragi di diversa matrice, che in alcuni casi coinvolgevano pezzi dei servizi segreti italiani e stranieri e formazioni paramilitari. A seguire l’avvento della globalizzazione nell’economia, che ha lasciato ai margini l’Italia. Poi, mentre si è assistito alla crescita e all’affermazione incontenibile degli Stati asiatici, nuove potenze economiche e demografiche mondiali (India, Cina, Filippine, Corea), il nostro Paese è declinato dal punto di vista economico e sociale. E mentre si acuiva il divario tra le regioni del Nord e il Mezzogiorno, il processo Mani pulite spazzava via una classe politica consumata dalla “lebbra” della corruzione e del malaffare. 
A quel punto la democrazia si è messa a vacillare, la Prima Repubblica ad agonizzare, la Seconda Repubblica a mettere sul proscenio partiti che, sotto mentite spoglie, hanno riciclato parte della vecchia classe politica rinnovando logiche spartitorie di potere, alimentando una corruzione dilagante e dimostrando l’incapacità di portare a sintesi e realizzare riforme istituzionali e socio-economiche tese a trasformare il Paese e a renderlo moderno e capace di competere sullo scenario internazionale. 
Un excursus, insomma, molto ricco e chiaro, che ci permette di comprendere il presente ridando una speranza e una prospettiva al nostro futuro.

(riproduzione riservata)