Cultura

L'Egitto caotico e sconvolgente del traffico di organi

Torna in pista il fotografo Alex Merisi, il riuscito personaggio che Mario Vattani ci aveva fatto conoscere in una Tokyo tenebrosa e tentacolare


27/05/2019

di Mario Pinzi


In principio fu il Giappone. E’ qui che il diplomatico italiano Mario Vattani, già console generale a Osaka, aveva ambientato il suo primo romanzo: Doromizu – Acqua torbida, edito da Mondadori. Un viaggio iniziatico sensuale e spietato nel ventre di una Tokyo di inizio millennio, tenebrosa e tentacolare come i quartieri a luci rosse in cui Alessandro Merisi, detto Alex, uno squattrinato venticinquenne italiano, ma cresciuto a Londra e orfano di madre, si trova a vagare, divorato da una passione ossessiva e maniacale per una cultura così diversa dalla sua. 
Protagoniste del romanzo le donne, il cui tratto distintivo è la loro indipendenza dalle regole della morale occidentale, un qualcosa che, nella drammaticità della loro condizione, fatta di situazioni difficili e spesso umilianti, le rende comunque estremamente libere. 
Dal Giappone all’Egitto. Nel suo nuovo lavoro, Al Tayar – La Corrente (Mondadori, pagg. 336, euro 20.00), Mario Vattani, attraverso pennellate vivide, emozionanti e mai convenzionali, dipinge un noir sensuale, scuro e dolente, dove il destino degli uomini non viene deciso dalla malvagità delle loro azioni, ma dallo scorrere inesorabile del Nilo. Una corrente in cui non si può far altro che lasciarsi andare, anche a costo di perdere l’anima. 
In questo contesto ritroviamo Alessandro Merisi, appena giunto al Cairo dopo aver abbandonato il suo lavoro da fotografo. Nella sua valigia pochi vestiti, quanti bastano per nascondere i farmaci che ha il compito di trafugare in Egitto. Non ha scelta, questo è il tributo che gli è stato imposto per un debito dal quale teme di non liberarsi più. Alex ha la scaltrezza necessaria per superare i controlli all’aeroporto, ma niente può prepararlo a ciò che lo aspetta quando l’auto venuta a prelevarlo arriva a destinazione: una clinica privata dove la disperazione di chi non ha più nulla da vendere se non la propria salute incontra quella di ricchi stranieri la cui vita dipende da un trapianto. Sedotto dal fascino di una metropoli in preda agli spasmi di un regime morente, Alex intravede l’occasione per conquistarsi una seconda vita, anche se questo significa lasciarsi trascinare nel mondo terrificante del traffico di organi. Nella danza macabra che unisce criminali spietati, vittime sacrificali e donne incantevoli, a chi toccherà il trionfo, a chi la fuga, a chi una fine atroce? 
Nipote e figlio di diplomatici, Mario Vattani è nato a Parigi nel 1966 e ha portato a termine i suoi studi in Inghilterra. Entrato in carriera diplomatica a ventitré anni, ha lavorato negli Stati Uniti, in Egitto, e soprattutto in Giappone. Ha vissuto molti anni a Tokyo, in veste di diplomatico e ricercatore universitario, e in seguito a Kyoto e Osaka, dove è stato console generale. Appassionato della cultura del Sol Levante nelle sue più diverse forme, parla correntemente il giapponese. I suoi articoli su Giappone e Asia sono stati pubblicati da "Il Foglio", "Libero" e altri quotidiani nazionali. Nel 2017 viene pubblicato il suo secondo romanzo, “La Via del Sol Levante. Un viaggio giapponese” (Edizioni Idrovolante), il racconto autobiografico di un viaggio in motocicletta che è anche un percorso nella storia dei rapporti tra Italia e Giappone. Dal 2014 Mario Vattani è in servizio alla Farnesina con un incarico di coordinamento nel settore Asia Pacifico, ed è stato eletto nel consiglio del sindacato nazionale dei diplomatici (SNDMAE). Dal 2007 è Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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