Cultura

Jack King, l’agente segreto inglese che sconfisse Hitler

Robert Hutton racconta la vera storia dell’uomo che impedì al Führer di conquistare l’Inghilterra


14/04/2020

di Tancredi Re


Nel giugno del 1940 la Gran Bretagna era l’ultimo baluardo di libertà in Europa, nonché l’obiettivo principale di Adolf Hitler. Non solo il Paese si opponeva da solo alle forze militari del fascismo ma era anche straordinariamente resistente all’ideologia stessa. 
Così, mentre altre nazioni soccombevano a idee simili o collaboravano con gli invasori (si pensi al Governo di Vichy, che governò la parte meridionale della Francia dopo l’invasione tedesca; quelli collaborazionisti della Slovacchia, della Serbia guidato dal generale Milan Nedic, della Croazia di Ante Pavelic, la Repubblica di Lokot, che amministrava alcuni territori della Russia occidentale, il Regno d’Albania, quello greco di Georgios Tsolakoglu, ed altri), la Gran Bretagna restava salda.  Almeno così sembrava dall’esterno. Ma la realtà era diversa. 
All’interno dei confini del Regno Unito non tutti temevano un’invasione nazista. Tutt’altro. Nelle fabbriche, nelle officine e nei quartieri periferici c’erano anche uomini e donne in apparenza leali ma che bramavano una conquista da parte dei nazisti. Alcuni addirittura si erano spinti oltre, rischiando la vita per aiutare Hitler. 
In quel periodo emerse la figura di un irreprensibile cittadino inglese che decise di opporsi al movimento favorevole all’arrivo del nazismo: Eric Roberts. 
A questo personaggio, un eroe negli anni terribili della Seconda guerra mondiale, Robert Hutton ha dedicato il suo ultimo libro intitolato L’uomo che fece perdere la guerra ai nazisti (Newton Compton, pagg. 351, euro 12,90). 
Dotato di straordinarie capacità di diplomazia, Eric Roberts fu reclutato nel mondo dello spionaggio e penetrò nella British Union of Fascists. Fu così che il suo ruolo divenne cruciale per l’MI5, l’ente inglese per la sicurezza militare: con il nome in codice di Jack King, costruì da solo una rete di centinaia di simpatizzanti nazisti britannici, intercettando informazioni cruciali e facendo credere a tutti di essere un ufficiale della Gestapo. 
Grazie a nuove fonti, del tutto inedite, consultate dall’autore (corrispondente per la politica britannica di Bloomberg News, una delle più grandi agenzie di stampa del mondo, specializzato in intelligenza artificiale all’Università di Edimburgo, prima di cominciare a scrivere per il Daily Mirror e il Financial Times) la storia vera dell’agente Jack smentisce il falso mito secondo cui la Gran Bretagna non avrebbe mai potuto soccombere al fascismo e celebra il coraggio di individui che hanno protetto il proprio Paese ad ogni costo. 
“Gran parte di ciò che quell’agente scoprì è stato distrutto nei decenni a seguire” ricorda Hutton nella nota per il lettore. “Ma tra le testimonianze sopravvissute ci sono più di 600 pagine di conversazioni trascritte, avvenute tra il 1942 ed il 1944, nelle quali cittadini britannici discutono di come meglio tradire il proprio Paese con la Germania”. Tutto quello che si dicevano o si scrivevano questi … patrioti inglesi ha causato un comprensibile disagio tra coloro – pochissimi – che ne erano venuti a conoscenza. E ora è venuto il tempo che quelle voci siano ascoltate.

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