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In attesa del "Green Pass" il futuro si propone nero

Già, il cosiddetto "passaporto vaccinale", uno strabiliante e misterioso seminatore di zizzania


19/07/2021

di SANDRO VACCHI


E ti pareva che non venisse fuori un bel polpettone all'italiana! Green Pass, signore e signore, e siate certi che nessuno ci capirà un accidente. La portata giuridica del cosiddetto “passaporto vaccinale” è il mistero dei misteri, più intricato della matassa di responsabilità della strage alla stazione di Bologna. E, come se non bastasse, il braccio di ferro fra virulenti a oltranza e liberisti al cubo, minaccia di mettere in crisi il governo più variopinto e meno omogeneo della storia patria. 
Cominciamo a dire perché il virus ha ripreso forza, visto che questa verità viene nascosta sotto un tappeto. Al termine di Italia-Inghilterra di domenica 11 luglio, in tutte le città italiane si è festeggiato all'impazzata, senza regole, distanziamenti, mascherine e pastoie varie. Non capita ogni giorno di diventare campioni d'Europa di calcio, da un anno e mezzo invece tiriamo a campare ai domiciliari. La festa è esplosa, e la frittata era fatta. 
Adesso spunta il Green Pass, in diverse decine di varianti possibili. Si va dalla massima illiberalità di PD e Liberi e Uguali fino al guinzaglio lunghissimo proposto dalla Lega. Chi l'avrà vinta consoliderà le posizioni nella maggioranza in vista dei due appuntamenti-cardinali dei prossimi mesi, cioè l'elezione del nuovo presidente della Repubblica l'anno prossimo e le elezioni politiche quello successivo. Se prima si andasse alle urne e poi si scegliesse il successore di Mattarella, il centro-destra potrebbe già stappare lo spumante, ma la scansione contraria lascia aperte strade impensabili. 
Il Green Pass è uno strabiliante seminatore di zizzania: in una maggioranza dove mancano solamente Giorgia Meloni e Giorgio Chiellini, capitano dell'Italia campione d'Europa, poi ci sarebbero tutti, ma anche nel centro-destra. Oggi capitanato dalla Meloni, primo partito secondo i sondaggisti, più Salvini e Berlusconi, che sono sì nel governo, ma tengono un piede anche nell'altra staffa, pronti a far fuori l'esecutivo alla prima occasione. Poi ci si domanda come mai gli stranieri non capiscano nulla di questo groviglio di Paese dove tutti sono con tutti ma anche contro tutti. 
I “covidisti”, piddini in testa, premono per il modello francese: aderente, sciancrato e molto elegante, ma che impedisce tutta una serie di movimenti ai cittadini. La Meloni si infuria, e sottolinea come i nostrani imitatori di Macron nascondano tutte le contestazioni dei francesi all'Eliseo. I leghisti le danno manforte, ritenendo quello francese una sorta di braccialetto per carcerati in semilibertà. Nato per agevolare gli spostamenti fra gli Stati, infatti, mira anche a reprimere la voglia d'estate e di divertimento, perché sarebbe obbligatorio per andare al bar, al ristorante, in discoteca. Un massacro per l'economia, lo bollano le destre e i liberisti; una limitazione indispensabile contro la pandemia, replica la sinistra, che nella libera imprenditoria e fra i commercianti è vista come l'aglio da Dracula. 
Scongiurare utilizzi distorti e molto allargati del certificato europeo, oppure limitarlo agli scopi per i quali è nato? La destra si spacca. Renato Brunetta, ministro di Forza Italia, è decisamente per il modello francese. <L'Italia deve fare una scelta fortissima, la più forte in Europa, e abbracciare il modello Macron, perfino rafforzato.> 
Replica libertaria di Salvini, suo alleato di governo: <Calma. Sento già parlare di multe per chi non ha il green pass. Non è il momento di terrorizzare gli italiani e di sparare multe da quattrocento euro per chi vuole mangiarsi una pizza.> Una posizione identica a quella della Meloni, oppoistrice del governo. 
Tutto limpido, vero? Al polpettone si aggiungono ogni giorno nuovi ingredienti e varianti. Ad esempio, per avere la seconda dose di vaccino, chi ha meno di quarant'anni dovrebbe aspettare fino a ottobre, così addio estate. Ci sarebbe, è vero, anche l'opzione di non vaccinarsi, in nome della libertà individuale, ma è una barzelletta: senza certificato non ci si potrebbe muovere nemmeno per andarsi a prendere un caffè, sarebbe come guidare senza patente o andare a caccia senza porto d'armi.Tradotto in pratica, senza salvacondotto verde la vita si farebbe nera che più nera non si può. 
E la discriminazione anagrafica dove la mettiamo? I più giovani, vaccinati per ultimi e con il richiamo a metà estate, rischiano seriamente di avere una palla al piede e di non poter andare in vacanza. E' vero che non è obbligatorio fare le ferie, e che secondo certi pasdaran manettari che indossano la mascherina anche a letto in fondo non siamo stati male nel gulag del coprifuoco e del lock down, ma ditelo ai gestori dei bagni in spiaggia, alle discoteche, ai ristoranti, ai negozianti, a chi vive di turismo. Certa sinistra falce e martello è convinta che siano tutti evasori fiscali, quindi si augura la loro rovina in nome della propria presunta salvezza grazie a una clausura eterna. 
Qui di eterno c'è una sola cosa: la pandemia. Bisogna trovare il modo di conviverci, modulando i provvedimenti alle varianti che si presentano: brasiliana, inglese e così via. Senza dimenticare, come invece fanno tutti gli organismi internazionali e ultrastatali, che la pista cinese sta riprendendo forma, a due anni ormai dall'esplosione del Covid 19. Che cosa sia accaduto in realtà nei laboratori ultra-segreti di Wuhan è un mistero sul quale si sono ricamate diverse ipotesi che, in questi giorni, sono tornate d'attualità. A cominciare da quella del virus sfuggito di mano agli scienziati durante un esperimento. Per realizzare che cosa? Un'arma chimica o un gelato alla crema? 
Se la Cina, ideologicamente comunista ma con l'economia più sfacciatamente priva di controlli al mondo, non fosse il nuovo padrone del mondo stesso, quello che erano anni fa gli Stati Uniti, qualcosa si potrebbe forse fare. Ma chi si contrappone a Pechino? L'esangue Joe Biden che sta a malapena in piedi? Una Unione Europea capace solamente di minacciare i propri membri desiderosi di farsi gli affari propri, come l'Ungheria? 
Meno male che abbiamo vinto gli Europei, così per mezza giornata abbiamo fatto festa. Le occasioni saranno sempre più rare, il Grande Fratello è già qui.

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