Cultura

Il sapere al tempo di Internet secondo Giovanni Solimine e Giorgio Zanchini

I cambiamenti e gli effetti che la Rete sta producendo sulla trasmissione, sulla produzione e sul concetto di cultura


09/03/2020

di Tancredi Re


Internet, come rete di telecomunicazioni ad accesso pubblico che connette dispositivi o terminali in tutto il mondo, ha rappresentato fin dagli albori uno dei maggiori e più potenti mezzi di comunicazione di massa (assieme alla radio e alla TV) grazie all’offerta ai suoi fruitori di una vasta serie di contenuti informativi e di servizi. 
L’avvento e la rapidissima diffusione di Internet e dei suoi servizi - di cui è stato celebrato da poco il mezzo secolo di vita - hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione tecnologica e socio-culturale dagli inizi degli anni Novanta (assieme ad altre invenzioni come i telefoni cellulari e il GPS) nonché uno dei motori dello sviluppo economico mondiale nell’ambito di quelle che vanno sotto il nome di Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. 
Per dare un’idea di ciò che Internet rappresenta si pensi che nel 2019 gli utenti di Internet sono stati quantificati in 4,39 miliardi e con un ritmo di crescita di oltre un milione di nuovi utenti al giorno. Il che significa che il 57% degli abitanti del pianeta (l’86% dei cittadini europei) dispongono di una connessione alla rete mobile. Questi numeri sono destinati a lievitare. Si prevede che nel 2025 gli utenti diventeranno sette miliardi, quasi la totalità della popolazione mondiale. Per non parlare dei social media usati dal 45% dell’umanità: il loro numero è raddoppiato negli ultimi cinque anni. 
E ognuno di noi in diversa misura è immerso nella Rete, al punto che essa si configura sempre più come un hub dei consumi: al suo interno troviamo contenuti e servizi. Non solo ci informiamo attraverso Internet, ma studiamo, sviluppiamo relazioni, facciamo acquisti e così via. 
Sono, però, i millennial e la generazione dei nativi digitali ad avere abitudini di consumo culturale e mediale molto maggiori e diverse da quelle dei loro genitori. 
Ma cos’è questo nuovo che emerge dirompente e sta gradatamente sostituendo il vecchio? E quali effetti la rete sta producendo sulla trasmissione, sulla produzione e sul concetto stesso di cultura? 
A queste domande provano a rispondere Giovanni Solimine e Giorgio Zanchini nel libro La cultura orizzontale (Laterza, 186 pagg. euro 14,00). 
“Questo libro - affermano nelle conclusioni del volume gli autori: il primo docente all’Università La Sapienza di Roma, il secondo giornalista - non ha lo scopo di analizzare l’ambiente digitale nella sua globalità, ma soltanto alcune pratiche culturali in rete. Ebbene, se quantità, velocità e facilità sono i connotati peculiari del modo in cui si produce e si fruisce cultura in rete - non possiamo dire che le cose stiano davvero così al cento per cento, ma questa affermazione ci sembra quanto meno verosimile considerando il tempo che stiamo vivendo - allora si profila all’orizzonte il pericolo di un impoverimento delle pratiche culturali e di una perdita di complessità che non può che preoccupare”. 
La verità, secondo Solimine e Zanchini, è che quantunque nell’età di Internet disponiamo di più fonti formative, informative e più divulgatori - che oggi a volte chiamiamo influencer - di quanti ve ne siano mai stati nella storia umana ed è naturale che per uno studente seguire una lezione di matematica sullo schermo di un computer, con la possibilità di ridurla ad icona e metterla in pausa per confrontare altre fonti o per esercitarsi, può risultate più semplice e più efficace delle metodologie tradizionali di apprendimento. 
E, tuttavia, quello che si è scritto a proposito dell’informazione - e cioè che la sua vasta congerie rende indispensabile la ricerca di ordine, significati, riferimenti e filtri - è altrettanto vero che la moltitudine di stimoli che riceviamo e ricevono soprattutto i giovani immersi nella Rete tutto il giorno, hanno bisogno di essere messi in forma, ordinati, in quanto il sapere ha bisogno di essere correlato, le conoscenze hanno bisogno di essere consolidate e organizzate. 
La cultura orizzontale in altre parole non può fare a meno della cultura verticale.

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