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Il nostro Pil crollerà del 14%: sarà per questo che dobbiamo ringraziare l'Unione europea?

Non bastasse, qualcuno vuole leggere in maniera analitica gli aut-aut delle regioni meridionali agli untori lombardi? Facile notare le affinità con le prese di posizione di tedeschi e olandesi


01/06/2020

di SANDRO VACCHI


Il catastrofismo non è il mio “ismo” preferito. Ha quel non so che di futuribile, di fantascientifico, più da romanzo di Isaac Asimov che da analisi storico-economica, oltremodo necessaria in un'epoca in cui l'attenzione dovrebbe, semmai, essere concentrata su altri “ismi”: globalismo, sovranismo, comunismo, disfattismo, europeismo, nichilismo, burocratismo... ma soprattutto imbecillismo. 
Vladimir Ilic' Ulianov, più noto come Lenin, trasformato in mummia al Cremlino, ma imbalsamato anche nel pensiero dai “compagni” che lo ignorano del tutto, pur essendosi ispirati a lui per tre generazioni prima di svoltare verso la “democrazia” (facciamo finta di crederci...), scrisse tre libri che meno di mezzo secolo fa erano ancora fra i testi sacri della scuola del Partito comunista italiano alle Frattocchie. Se qualcuno riuscisse a procurarseli sulle bancarelle dell'usato, e soprattutto se avesse testicoli a prova di frantumazione prolungata, troverebbe insospettabili spunti per mettere in funzione i neuroni, grippati - nella “sinistra” italiana – causa renzismo e zingarettismo, per rimanere agli “ismi”. 
Gli “ismi” leninisti sono “Estremismo malattia infantile del comunismo” e “Imperialismo fase suprema del capitalismo”. E' praticamente già tutto nei titoli, se, appunto, non volete rischiare un'orchite devastante leggendoli davvero. Il comunismo, in sostanza, agli esordi pecca di quell'estremismo romantico proprio dei movimenti tesi alla liberazione dell'uomo, alla sua salvezza, a dare a ciascuno secondo i suoi bisogni. Il cristianesimo non è stato molto diverso, con fede e fanatismo variamente miscelati. Il secondo testo, redatto mentre il colonialismo ancora dominava il mondo, ne delinea origine (il capitalismo) ed effetti. 
I “compagni” attuali hanno per decenni finto di non sapere che Lenin amava, riamato, Mussolini, estremista socialista un secolo fa, il quale avrebbe fondato il Partito comunista a Livorno se due anni prima non avesse invece costituito i Fasci. Oggi non fingono di non saperlo, ma proprio non lo sanno (v. alla voce “ignorantismo”). 
Anche il Mussolini rivoluzionario detestava capitalisti e militari, oltre che i clericali, la “trimurti” che sottometteva i popoli in Europa e schiavizzava africani e asiatici in nome del dio denaro sotto forma di petrolio, miniere e piantagioni. Trascurando la loro ricetta per salvare il mondo, colonialista quant'altre mai (l'Urss è stata la massima potenza coloniale nella storia umana, con un impero che andava dall'Adriatico al Pacifico, dal Baltico all'Indiano), anche l'arma per la conquista del potere era la medesima: un partito rivoluzionario di professionisti. Lenin lo teorizzò nel terzo libro di cui sopra, intitolato “Che fare?”.
Zingaretti, Franceschini e compagnia cantante dovrebbero riflettere un po' su quelle pagine, pur micidiali per le gonadi. Non mi spingo a dire Crimi, Di Maio, Taverna o Azzolina, data la palese mancanza di strumenti e di sinapsi. 
Oggi l'imperialismo è quello di un Paese a trazione marxista-leninista, il più popoloso al mondo, la Cina. L'estremismo è quello infantile e velleitario delle Sardine, della minorenne Greta, della capitana Carola, di Silvia-Aisha: degli ingenui fanciullini buonisti e sedicenti benefattori dei diseredati, che in realtà fanno il gioco di chi vorrebbero combattere. Si dà il caso che il più micidiale finanziere del mondo, George Soros, sia un fiero sostenitore di certe cause, e se qualcuno ritiene Soros un filantropo, allora accenda pure dei ceri a Santa Cicciolina Vergine. 
Il mondo va in una direzione ineluttabile: la catastrofe. Ovviamente per i comuni mortali, i popoli, le plebi, i vecchi, i malati, i bambini, i disoccupati. E le nazioni impotenti, svuotate, prive di nerbo, di cultura, fataliste, rincretinite. Ve ne viene in mente qualcuna? A me sì: comincia per Ita e finisce per Lia. 
I truffatori che da decenni ci spacciano la bellezza dell'Europa unita, le magnifiche sorti e progressive del continente senza più guerre, unito nei fini e nella moneta, si accorgono che da noi ci si combatte addirittura fra Nord e Sud, in una guerra di secessione mai terminata nonostante il Risorgimento? Qualcuno legge in maniera analitica il significato degli aut-aut delle Regioni meridionali agli “untori” lombardi? Qualche governante o galoppino di Conte, anche privo di pochette, si rende conto della vendetta ritardata dei terroni contro i polentoni, della ripicca contro chi da sempre li accusa di non fare un tubo e di succhiare risorse, ultima il reddito di cittadinanza? Qualcuno non nota affinità con tedeschi e olandesi che vogliono tenere a debita distanza i suonatori di mandolino italiani, pizzaioli e mangiapane a tradimento? Vogliamo non accorgerci dell'Europa matrigna, noi che ci sputiamo in faccia l'un l'altro da un comune all'altro? 
Il maggior problema di oggi sembra quello di fare le ferie... mentre il turismo sta sparendo. E con un Pil che dovrebbe precipitare del 14 per cento. Ci rendiamo conto di che cosa significherà, in termini di colonialismo dell'Italia? Meglio: di colonizzazione dell'Italia da parte di chi ci stringerà sempre più il cappio alla gola? Cosa volete che se ne renda conto un popolo che non vede l'ora che riprenda il campionato di calcio e che già fa scommesse se Achille Lauro vincerà il prossimo Sanremo? Qui si vive alla giornata: senza programmazione, senza fare figli, senza prospettive di lavoro, senza pensione... Come in guerra. Altroché “grazie Unione Europea”, quando una ventina di Stati europei non vogliono aprire le frontiere a noi italiani. 
In una situazione simile, catastrofica, servirebbero guide capaci, se non illuminate, e con pieni poteri veri demandati dal popolo, quindi elette. Non lo sono né Mattarella né Conte. La magistratura non è da meno. L'indagine su Luca Palamara e il marciume nel Consiglio superiore della magistratura occupa sessantamila pagine! «Non ho inventato io il sistema delle correnti, Facevo, piuttosto, il mediatore fra le correnti», ha detto lui in televisione. 
La burocrazia blocca e pastrocchia anche l'impossibile. Si governa per decreti e un decreto smentisce l'altro. I miliardi piovono a pioggia: in teoria, sotto forma di promesse. In pratica ci piovono addosso i liquami di gente incapace, che ci disprezza e che nessuno ha eletto. E noi saremmo una democrazia? Un milione di persone con diritto alla sovvenzione post Coronavirus non l'ha ancora ricevuta. Le domande? Faldoni negli uffici dove potete perdere ogni speranza, voi che entrate. Attorno alla chiesa dei Sette Santi, a Firenze, si formano file di persone in attesa di un pacco di pasta o di due pomodori: roba da Unione Sovietica anni Cinquanta, non certo da grande potenza industriale dell'Occidente e Stato fondatore dell'Unione Europea. 
Annaspiamo, siamo alla frutta, mentre incombe la crisi più devastante dal 1929, mentre non ha finito di flagellarci la peggiore epidemia dopo la Spagnola. Per mesi abbiamo fermato le auto, le biciclette sono diventate il mezzo di locomozione “futuribile”, e “sostenibile”: contenta, Greta Thunberg? Contenti, grillini? Il conto dei miliardi promessi e non concessi è ormai leggendario. Meno fiabesco, ma dettagliato al massimo, il catalogo di tasse, balzelli, ammende che aumentano anziché sparire. Irpef, Imu sono ancora lì, minacciose: tutta roba che comincia per I, come Italia, ma anche come Infamia. 
Le aziende, soprattutto al Nord, devono fare a pugni con la demenziale burocrazia romanesca per potere riaprire i battenti, molte richiedono personale. Tradotto: la gente ce la mette ancora tutta, la pubblica amministrazione altrettanto, ma per boicottarla. Da Milano a Roma alla Sicilia si moltiplicano le proteste contro Giuseppe Conte, sedicente avvocato degli italiani: il “dictator” piovuto dallo spazio, sconosciuto al pari di un marziano, investito di poteri sovrumani. Da chi? Boh. Perché? Di nuovo Boh. Per far finta di esistere, Mattarella attacca (si fa per dire) i giudici intrallazzatori con i politici: se la faranno senz'altro sotto. 
In otto anni novemila medici sono emigrati, ce ne siamo accorti in questi mesi, quando abbiamo dovuto richiamare i sanitari in pensione. Il governo dei signori Nessuno sa fare una cosa su tutte: mettere i bastoni fra le ruote a chi fa. In Lombardia il governatore Attilio Fontana è stato messo sotto inchiesta perché non ha dichiarato “zona rossa” i comuni di Alzano e Nembro. Peccato che toccasse al governo centrale, non lo dice l'orco Matteo Salvini, ma un giudice, Maria Cristina Rota. Ai piddini è andata buca: speravano di metterlo in quel posto ai lombardi, che sono leghisti, cioè “cattivi” a prescindere, leggetevi le intercettazioni di Palamara sull' “obbligo” di rompere le ossa a Salvini, indipendentemente se fosse o meno reato l'aver bloccato le truppe di invasione via mare. 
Salvini è al 30 per cento? La Meloni ha raggiunto i grillini al 16 per cento? E' come dire che ci sono 50, 100, 200 miliardi per il decreto-rilancio: dove sono? Quelle percentuali sono sondaggi, ma se non si va a votare? E' come dire che l'Atalanta potrebbe ancora vincere lo scudetto: anche se non si gioca? 
Intanto giochiamo con le Frecce Tricolori, mandate a sorvolare le città d'Italia per rinsaldare l'orgoglio nazionale. Bellissima esibizione, come sempre. Peccato che sia stata l'occasione per riversare sulle piazze e sulle strade centinaia di migliaia di persone che, fino al giorno prima, erano costrette in casa, pena il pestifero contagio. In voi si è rinforzato l'orgoglio patrio? In me nemmeno un po', e ogni giorno intono un inno di Mameli di imprecazioni. Viva l'Italia, e speriamo che gli “operatori ecologici” spazzino via l'immondizia che la ricopre e la governa.

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