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Il mercato immobiliare riprende a correre nonostante la crisi legata al Covid-19


19/07/2021

di Artemisia


La pandemia ha fatto aumentare i risparmi degli italiani. Il lockdown, le restrizioni, hanno ridimensionato le spese specialmente su voci come le vacanze, gli intrattenimenti (cinema e ristoranti) ma anche le spese voluttuarie come l’abbigliamento. Ma questo tesoretto ora va impiegato ed è tornata la voglia del mattone. Peraltro non è stata mai sopita perché tranne qualche limatura, le quotazioni del mercato immobiliare specie nelle zone centrali e semi centrali delle grandi città, si sono mantenute stabili. Nel primo trimestre di quest’anno, come certifica l’Agenzia delle Entrate, le compravendite sono ripartite. Quelle delle abitazioni sono aumentate del 38,6% mentre per il commerciale si è avuto un incremento del 51,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E a chi è pronto a obiettare che il primo trimestre 2020 poteva già essere compromesso dal manifestarsi della crisi sanitaria, si può far notare che comunque nei primi tre mesi del 2021 le unità scambiate risultano superiori anche a quelle del periodo gennaio-marzo 2019: quasi 24 mila in più, +17%. 
Nei primi tre mesi del 2021 sono state oltre 45mila in più le abitazioni scambiate, +38,6% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, per un totale di 162.258. La crescita è più evidente soprattutto nei comuni minori, con un +43,3% rispetto al primo trimestre 2020; nei capoluoghi i volumi aumentano invece del 30% circa. 
Le compravendite sono però soprattutto cambi di appartamenti. 
L’accesso alla prima abitazione continua ad essere complicato per le giovani generazioni. D’Altronde la crisi del Covid ha reso le banche più selettive nella concessione dei mutui. Quindi gli acquisti continuano ad essere operazioni da parte di chi ha un buon portafoglio e sente l’esigenza di spostarsi in un appartamento più grande. La pandemia ha infatti cambiato le abitudini degli italiani. Lo smart working e la didattica a distanza, oltre alle restrizioni, hanno costretto a trascorrere più tempo a casa. L'abitazione da luogo dove andare solo a dormire dopo una giornata trascorsa interamente fuori, è diventata una dimora dove trascorrere più tempo. Ecco quindi che è emersa l'esigenza di spazi più ampi, possibilmente di un terrazzo o un giardino. Addio quindi al mono o bilocale. Le ricerche sulle piattaforme di annunci immobiliari si concentrano sulle abitazioni di maggiori dimensioni, tra 115 e 145 metri quadri (+41,2%) e oltre 145 metri quadri (+48,5%). 
Molto dinamico anche il settore terziario-commerciale che segna un’espansione del +51,3%, che compensa anche il calo del 16,5% subito nei primi tre mesi del 2020. 
Più nel dettaglio, uffici e studi privati crescono del 50,7%, mentre i negozi e laboratori del 34,4%, con una distribuzione territoriale abbastanza omogenea. 
Crescono anche le compravendite di depositi commerciali e autorimesse (+61,6%), capannoni e industrie (+43,6%) e il settore produttivo agricolo (+53,2%). Nelle principali città sono state circa 5mila le abitazioni acquistate in più rispetto al primo trimestre del 2020 (+24,4%). A Genova si registra il valore massimo di crescita, +36,7%; per Roma, Torino e Napoli il tasso si aggira intorno al +30%. Anche a Milano, Bologna e Firenze aumenti rispettivamente del+14,4%, +14,9% e +17,3%.

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