Cultura

Il leone di Marte, Bethany e la Bestia, Il rapimento di Miss Reza

Per i tipi della Rizzoli tre futuristiche storie in giallo dedicate ai ragazzi e firmate, rispettivamente, da Jennifer L. Holm, Jack Meggitt-Phillips e dalla coppia M.G. Leonard & Sam Sedgman


10/05/2021

di VERA DE RAGAZZINIS


Novità per ragazzi in casa Rizzoli, che propone ai suoi giovani lettori tre libri diversi fra loro anni luce, che spaziano dalla fantascienza al giallo invogliando alla lettura. Giocati come sono fra tematiche una più diversa dall’altra: così ci si potrà lasciar trasportare in una emozionante avventura nello spazio all’insegna della collaborazione; oppure potremo farci carico del terrore dell’impossibile che, di prepotenza, riuscirà a condizionare i nostri sogni trasformandoli in vero e propri incubi; infine avremo la possibilità di assaporare un giallo dal sapore classico incorniciato in un modernissimo mistero vissuto su un treno. 
Il primo consiglio per gli acquisti, intitolato Il leone di Marte (pagg. 286, euro 16,50, traduzione di Bérénice Capatti), è una storia di crescita in un mondo lontano, ma certamente vicino al nostro e alle sue recenti fragilità. Un mondo al quale peraltro si sta “lavorando” in termini di conquista e fantasiosa colonizzazione, descritto con cognizione di causa dalla statunitense Jennifer L. Holm, un’autrice di successo (ha vinto tre volte la Newbery Medal mentre con Rizzoli ha già pubblicato Il pesce rosso numero 14), la quale vive con il marito e i due figli in California.    
L’ispirazione per scrivere questo libro - come lei stessa racconta in una nota - risulta legata al ricordo di suo padre, pilota dell’aeronautica militare a stelle e strisce in Corea (per poi proporsi come pediatra una volta rientrato nella vita civile), nonché dalla convinzione che aveva da bambina che i marziani fossero alieni verdi dai grandi occhi neri. Oggi sa che non è così, e che probabilmente i primi marziani saranno proprio i nostri ragazzi in un prossimo futuro. 
Risultato? “Un libro scritto prima del dilagare del Covid-19 ma rivisto e corretto durante la pandemia. Di fatto - tiene a precisare - non avrei mai immaginato che la storia di un virus immaginario su Marte sarebbe diventata, purtroppo, tanto pertinente e toccante”. 
Sta di fatto che, fra una ricerca e l’altra, “iniziai a interrogarmi se e come fosse possibile diventare grandi su Marte; su come si potesse svolgere la quotidianità; cosa si sarebbe potuto mangiare; chi sarebbero stati i vicini e soprattutto cosa avesse pensato un ragazzo cresciuto su Marte della Terra. A quel punto ho immaginato Bell, un undicenne dal cuore grande, curioso e amante dei gatti, a partire dal suo che si chiama Leo. E via a scrivere, non prima di essermi comunque documentata adeguatamente”. 
Leo - che come tutti i ragazzi della sua età adora le avventure, i dolci e gli animali - è arrivato sul pianeta rosso con la Squadra Spedizione e Insediamento degli Stati Uniti ed è abituato a una vita con molte responsabilità e rigide regole stabilite da Sai, il comandante della missione. La legge fondamentale è Niente contatti con i Paesi stranieri, mai. 
Questo perché, a seguito di un misterioso incidente, gli americani hanno deciso di interrompere i rapporti con gli abitanti delle altre colonie straniere sul pianeta. Ma quando un grave virus colpisce gli adulti dell’insediamento, per i ragazzi arriva il momento di infrangere le regole. E tocca proprio a Bell scoprire la verità e riunire gli abitanti del pianeta per salvare i suoi cari. 


Il secondo suggerimento, a sua volta avvincente, è legato alla penna di Jack Meggitt-Phillips, uno scrittore che vive a Londra ed è stato bandito a vita dall’Isola di Wintloria. Il quale, per darsi un po’ di arie, si propone anche come un ladro di panini e un guardiano di bestie. Lo si trova infatti spesso acquattato in qualche mansarda con indosso gilet discutibili, intento a lamentarsi della crudeltà, appunto, della bestia. Lui capace di regalare “strilli di delizia, tremi di paura, rida a crepapelle”. 
E Bethany e la Bestia (pagg. 238, euro 16,50, traduzione di Giulia De Biase) è il suo ultimo romanzo, tradotto in una trentina di Paesi e in predicato di diventare un film prodotto dalla Warner Bross. Di fatto una storia “sfrenatamente divertente e deliziosamente macabra che ricorda i classici di Lemony Snicklet e Roald Dahl”. Peraltro illustrata da Isabelle Follath, che - se non sta disegnando una bestia o un moccioso ossuto - la si può trovare in un caffè di Zurigo in compagnia della figlia e del marito. Lei che da anni è in cerca del colore dorato-verdognolo perfetto, una tonalità che nemmeno la… bestia è riuscita a vomitare per lei. 
Ma veniamo a briciole di trama. Ebenezer Tweezer è un uomo terribile con una vita meravigliosa. Sprizza giovinezza nonostante i suoi cinquecentoundici anni, e ogni giorno sale con slancio i quindici piani del suo palazzo per andare dalla bestia che vive nel sottotetto e darle in pasto creature di ogni genere. Un servizio che ha un risvolto della medaglia: Ebenezer, in cambio, vede infatti uscire dalla sua bocca tutto ciò che vuole. Ma quando la bestia si stanca di mangiare uccelli esotici e scimmie ammaestrate, soddisfarla diventerà più complicato. In altre parole è arrivata l’ora di assaggiare qualcos’altro, qualcosa di più tenero, succulento e decisamente macabro e raccapricciante. Come un bambino, per esempio...


La terza e ultima proposta risulta firmata da una acclamata coppia della narrativa per ragazzi (i loro lavori sono stati tradotti in 37 Paesi), alias M.G. Leonard & Sam Sedgman. Stiamo parlando de Il rapimento i Miss Reza (pagg. 318, euro 17,00, illustrazioni di Elisa Paganelli che sin dall’infanzia “non sa resistere al profumo della carta e dei pennarelli”, traduzione di Valentina Daniele), secondo volume - dopo Il Ladro dell’Highland Falcon - della serie Misteri in treno
Come da fantasiose note di cronaca Leonard, che ha vinto il Branford Boase Award e si propone come un’esperta di coleotteri, è sposata con due figli e vive a Brighton. Per contro Leonard, romanziere, commediografo e digital producer, abita a Londra e si dice da sempre appassionato di misteri. E siccome è cresciuto in una casa il cui giardino si affacciava sui binari, da allora va matto per i treni.   
Detto questo, spazio alla trama. Quando Nathaniel Bradshaw propone al nipote di accompagnarlo in un viaggio di lavoro sul California Comet, iconico treno americano che in tre giorni porta da Chicago a San Francisco, Hal non ci pensa due volte. Per nulla al mondo si perderebbe un altro viaggio in treno con lo zio Nat, dopo quello indimenticabile sull’High-land Falcon dell’anno prima. 
In volo fino a Chicago e poi subito a bordo del famoso treno, per Hal comincia un viaggio appassionante tra paesaggi mozzafiato, grandi città e natura selvaggia. Sul suo inseparabile taccuino, tiene traccia di tutto: luoghi, ma anche persone conosciute in treno. Come i suoi tre nuovi compagni di avventura: Hadley, che si crede una maga; suo fratello Mason, che non ha mai conosciuto un inglese e vuole impararne l’accento; e soprattutto Marianne, la figlia affascinante e viziata di August Reza, un imprenditore visionario impegnato in un progetto molto ambizioso e avveniristico. 
E proprio il vagone ipertecnologico dove alloggiano padre e figlia diventa teatro di un giallo dai contorni inquietanti quando Marianne improvvisamente sparisce. Rapita? Forse, ma da chi? Inoltre: Hal e i suoi amici riusciranno a ritrovarla e a risolvere il caso prima della fine del viaggio? Leggere per scoprirlo.

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