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Il business da un miliardo che altri non vedono

Nardo Filippetti e la nuova scommessa italiana


30/06/2026

di Mario Pinzi


L’Italia è un Paese che, grazie ai suoi inestimabili tesori artistici e culturali, non finisce mai di stupire, e oggi il panorama del turismo italiano trova un nuovo protagonista in una figura in grado di trasformare radicalmente il settore: Nardo Filippetti. La sua non è semplicemente la storia di un imprenditore di successo, ma l’epopea avvincente di un vero self-made man che ha costruito un impero partendo letteralmente dal niente, sporcandosi le mani e vivendo l'ospitalità sulla propria pelle prima ancora di arrivare ai vertici. Nato a Pesaro nel 1950, Filippetti ha iniziato a lavorare a soli quindici anni e, ancora giovanissimo, ha avuto il coraggio di emigrare in Germania, dove ha mosso i primissimi passi nel settore alberghiero lavorando come facchino. È proprio questa insostituibile e dura esperienza sul campo, coronata in seguito dal diploma alberghiero e dalla gestione del primo hotel insieme alla madre, ad avergli conferito una capacità unica e viscerale di interpretare i veri desideri di chi viaggia. Da queste radici umili ma profonde, nel 1983 è nata Eden Viaggi, una creatura che la sua impressionante lungimiranza ha trasformato nel secondo tour operator italiano, una potenza capace di far viaggiare 400mila persone l’anno generando un fatturato superiore ai 400 milioni di euro.
Eppure, i veri pionieri non si fermano mai davanti ai traguardi raggiunti. Dopo aver ceduto questa preziosa realtà nel 2018, sorprendendo l'intero settore turistico, Filippetti ha scelto di non adagiarsi sugli allori e di tornare al suo primo, grande amore: l'hôtellerie. Fonda così il gruppo Lindbergh Hotels, scegliendo il nome del celebre aviatore per simboleggiare l'esplorazione di nuove frontiere nell'accoglienza. I numeri parlano chiaro e confermano la genialità della sua intuizione: già nel 2025 il gruppo ha registrato un fatturato di 33 milioni e 500mila euro, supportato da 16 milioni di investimenti e da un EBITDA di 2 milioni. Ma la vera rivoluzione di Filippetti si sta compiendo oggi. In un momento storico in cui il settore alberghiero si sente minacciato dalla diffusione indiscriminata degli affitti brevi e delle piattaforme come Airbnb, si erge a faro del settore, offrendo agli albergatori una soluzione concreta. Invece di restare fermo in attesa di nuove normative calate dall'alto, Filippetti risponde con audacia imprenditoriale.
La sua strategia per scardinare il sistema nasce da un’analisi tanto lucida quanto ineccepibile: l’Italia detiene il patrimonio culturale più ampio al mondo, vantando 3.300 musei, 300 parchi ecologici e oltre 500 borghi unici al mondo. Tuttavia, il turismo rimane asfissiato in poche destinazioni iper-sfruttate, che cannibalizzano il 90% degli arrivi e dove si concentra la quasi totalità dell'offerta ricettiva e dei servizi. È proprio in questa distorsione del mercato che si svela l'intuizione di Filippetti, pronto a ricreare un business miliardario dove gli altri non hanno saputo guardare. Esistono infatti in Italia più di 600 comuni turistici di eccellenza, autentici gioielli storici e culturali, che risultano ad oggi del tutto privi di strutture alberghiere di alto livello. È in questo clamoroso vuoto d'offerta che si inserisce la sua dirompente controffensiva al modello Airbnb: la creazione di esclusivi hotel boutique di sole 30 camere, rigorosamente extra-lusso, incastonati a ridosso dei centri storici.
I numeri confermano un potenziale inespresso colossale. In questi piccoli comuni, pur essendo orfani di una ricettività d'élite, si registra già oggi una spesa turistica sbalorditiva: 150 milioni di euro nella ristorazione, oltre 80 milioni nello shopping e circa 50 milioni nei trasporti. Nel suo complesso, il volume economico generato da queste località ha superato la vertiginosa soglia del miliardo di euro. Un mercato sterminato e intatto, su cui l'interesse del Gruppo Lindbergh si sta concentrando con decisione per colmare questa mancanza di alloggi e intercettare una domanda altissima.
Solo coloro che hanno costruito la propria competenza partendo dal basso e vivendo l'accoglienza in prima linea, possiedono la caratura per trasformare concretamente l’industria alberghiera. Un'azienda turistica è un coacervo di interessi che deve perdurare nel tempo, e Nardo Filippetti ha ampiamente dimostrato di essere quel tipo di leader autentico capace di creare valore e benessere nel lungo periodo per tutti. Definire il Gruppo Lindbergh un "tesoro italiano" non è dunque un'esagerazione, ma il giusto tributo a chi non aspetta passivamente le tutele dello Stato, facendosi invece coraggioso promotore di una nuova, affascinante frontiera dell'ospitalità tricolore che merita, oggi più che mai, di essere comunicata e raccontata.

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