Fisco & Cittadini

Il Governo deve agevolare nuove assunzioni di giovani

Servono interventi straordinari e urgenti per aiutare imprese e professionisti a superare la grave crisi che ha investito il Paese. Ma occorre “fare presto”, come gridò l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, in occasione del terremoto in Irpinia dell'80


11/05/2020

di Salvina Morina e Tonino Morina


Per aiutare le imprese e i professionisti a superare la grave crisi economica causata dall’emergenza Coronavirus servono interventi straordinari e urgenti. Per fare questo, è indispensabile che il Governo metta in campo opportune iniziative per agevolare le nuove assunzioni. Perché, come ha scritto il presidente Sergio Mattarella, in un intervento in occasione della Festa del Lavoro dello scorso primo maggio, “non ci può essere Repubblica senza lavoro”, citando il primo articolo della Costituzione. 
Per il Capo dello Stato la recessione senza precedenti nella quale siamo piombati è anche l’occasione per riformare alcuni nodi storici: precarietà, lavoro nero, disoccupazione al Sud. Nel messaggio di Mattarella è scritto che, dopo questo periodo drammatico, “molto cambierà nella vita delle nostre società. Questo cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusioni, ma sia l’occasione, al contrario, per affrontare efficacemente ritardi antichi, come quelli del lavoro per i giovani e le donne, particolarmente acuti nelle aree del Mezzogiorno. Come il lavoro nero o irregolare, da fare emergere per esigenze di giustizia e contro l’insopportabile sfruttamento”. 
La crisi peggiore dal 1945 - L’emergenza coronavirus sta provocando danni economici difficilmente calcolabili, con una crisi che, a detta di tutti, è la peggiore dal dopoguerra, cioè dal 1945. Questo significa che, in 75 anni, non si è mai affrontata una crisi economica così grave come quella che si sta vivendo in questi mesi, a causa del Covid – 19. Crisi economica che ha però bisogno di pochi interventi tempestivi e non di una miriade di provvedimenti tardivi e confusionari come quelli che sono stati finora emanati. 
Per Mattarella il Governo deve fornire “indicazioni ragionevoli e chiare”, ma senza perdere tempo. Al riguardo, è sempre attuale il “fate presto”, che gridò nel 1980 l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, in occasione del terremoto del 23 novembre 1980 che colpì l’Irpinia: “Fate presto per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla”. 
Il “fate presto” di oggi significa aiutare i milioni di lavoratori in cassa integrazione o che rischiano di ritrovarsi senza un impiego a causa del coronavirus. Per Mattarella, “il lavoro è condizione di libertà, di dignità e di autonomia per le persone, consente a ciascuno di costruire il proprio futuro e rendere l’intera comunità più intensamente unita”. 
Basta quindi con la scusa della burocrazia, che uccide anche la speranza, così come bisogna smetterla con i tanti annunci, che poi non hanno alcun seguito. Come disse nel 1960, l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, la parola “crisi” scritta in cinese è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo, l’altro rappresenta l’opportunità. Ed è ora arrivato il momento di cambiare e di fare “girare” la crisi in una grande opportunità. 
La proposta per agevolare le nuove assunzioni - Come si è detto, una delle cose più importanti da fare è quella di puntare sui giovani, che sono il futuro, agevolando le nuove assunzioni, per un periodo di almeno dieci anni. Ad esempio, possono essere proposte agevolazioni a favore dei datori di lavoro privati ed agli enti pubblici economici, che nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 1° luglio 2030, incrementeranno il numero dei lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. 
Si potrebbero prevedere agevolazioni fino al limite annuo di 25mila euro di emolumenti per ogni nuova assunzione, con esonero dal pagamento di qualsiasi contributo previdenziale e assistenziale, nonché da qualsiasi pagamento di imposte in relazione alle somme corrisposte ai dipendenti. Per le nuove assunzioni agevolate, gli emolumenti percepiti dai dipendenti non dovrebbero costituire reddito tassabile ai fini Irpef e relative addizionali. Le agevolazioni proposte avrebbero un triplice scopo:

  • evitare i licenziamenti del personale in carico; 
  • incentivare le nuove assunzioni; 
  • evitare che i giovani siano costretti a lasciare l’Italia per andare all’estero alla ricerca di lavoro.

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