Cultura

Ieri dilagavano le donne "Sex in the City", ma adesso come la mettiamo?

La statunitense Candace Bushnell torna, a più di vent’anni di distanza, sul luogo del… delitto. Riscrivendo le regole della mezza età


30/09/2019

di Arne Lilliput


“Sei cinquantenni alle prese con amore, sesso e amicizia nella scintillante New York”. È questo il sommario di Sex in the City… e adesso? (Mondadori, pagg. 200, euro 18,00, traduzione di Sara Crimi e Laura Tasso), una specie di rivisitazione, sempre raccontata in prima persona, di quanto strada facendo è successo alle quattro protagoniste che avevano tenuto banco, senza soluzione di continuità (con sei serie televisive di successo e due film), da quando - nel 1996 - la giornalista statunitense Candace Bushnell aveva esordito nelle librerie con il celebrato Sex in the City, osannato in tutto il mondo per le sua spregiudicatezza nel proporre il mondo femminile come mai nessuno aveva osato farlo. 
Nata a Glastonbury, nel Connecticut, il primo dicembre 1958 (figlia di una madre di origini italiane e di un padre che è stato uno degli inventori della cella a combustibile a idrogeno raffreddata ad aria che venne usata nelle missioni spaziali Apollo negli anni Sessanta), Candace avrebbe lasciato gli studi presso la Rice University in quanto, lei assidua frequentatrice di party e feste, era intenzionata a diventare attrice. Strada peraltro difficile da intraprendere. Eccola quindi dirottare i suoi interessi verso il mondo della carta stampata, trovando lavoro presso alcune riviste femminili, come Ladies Home Journal e Self and Mademoiselle
In ogni caso la sua grande occasione si sarebbe presentata nel 1994, quando le venne proposto di curare, con articoli di argomenti a suo piacimento, una rubrica sul New York Observer. Risultato? La nascita di Sex and the City, in cui Carrie Bradshaw, alter ego della Bushnell, avrebbe parlato delle sue folli notti con le amiche nella Grande Mela tra i bar di TriBeCa, le estati negli Hamptons e le gite ad Aspen. Articoli che sarebbero stati raccolti e pubblicati nell’omonimo libro travasato, come già anticipato, in una serie televisiva firmata dalla Home Box Office e interpretata dall’attrice Sara Jessica Parker. Dove sarebbe stato messo in scena un innovativo universo “costruito su quattro modelli di donna”, composto - oltre a quello di Carry - anche da quelli di Miranda, Charlotte e Samantha, le sue amiche di sempre. 
E ora Candace Bushnell, che ovviamente vive a New York dopo un matrimonio finito male con un ballerino, ha deciso di tornare, per così dire, sul luogo del delitto. Rivedendo le sue protagoniste con un occhio diverso: quello della mezza età. Giocando cioè a rimpiattino con tutto quello che gli anni si portano al seguito, ma sempre con il graffiante garbo che le è congeniale (non a caso il Sunday Telegraph l’ha definita come una “Jane Austin con in mano un Martini”). Un lavoro di successo che - fra amori, amicizie e lifting, tanto per essere chiari persino alla vagina per tornare a essere quella di ieri, in quanto lo spunto è inevitabilmente il sesso - diverte, intriga e al tempo stesso induce alla riflessione, tanto è vero che sta per partorire una nuova serie per il piccolo schermo prodotta dalla Paramount. 
Un lavoro dove peraltro viene messo alla berlina l’universo maschile, oggi tappezzato da cuccioli servizievoli (i più giovani), salutisti ossessionati dal cavolo riccio (i più vecchi) e “coetanei fighi tornati su piazza che, prima o poi, finiranno a letto con una trentenne”. 
In buona sostanza in questo suo nuovo libro Candace Bushnell “regala ai lettori un’arguta e divertente analisi della vita delle donne intorno ai cinquant’anni, quando si ritrovano - non più giovanissime - libere e single”. Parlando di Milf (acronimo tratto dal linguaggio gergale americano, composto dalle lettere iniziali dell’espressione Mother I’d Like to Fuck), cougar (altro termine gergale volto a definire donne mature che intrattengono rapporti sessuali con uomini notevolmente più giovani, a loro volta definiti toy boys, ragazzi giocattolo), amore e divorzio, l’onesto e spassoso racconto in prima persona dell’autrice mette a nudo la verità che si nasconde dietro il romanticismo della mezza età. 
Ambientato tra l’Upper East Side di Manhattan e un’elitaria enclave negli Hamptons conosciuta come The Village, fra le pagine di Sex in the City... e adesso? l’autrice racconta, “attraverso una riflessione profonda ma espressa con tono leggero, l’amore e le abitudini degli uomini e delle donne di mezza età mentre continuano a navigare nel mondo sempre più moderno delle relazioni di coppia”. 
Insomma, la Bushnell - guardando all’amore e alla vita da tutti i punti di vista: matrimonio, figli, divorzio… - analizza anche le reali e numerose pressioni che le donne di oggi subiscono per mantenere la giovinezza a ogni costo e cercare di avere tutto. Fermo restando che il prezzo da pagare (una condizione che certamente non è in vendita, anche se il portafogli ha la sua importanza) è molto più alto per le donne che per gli uomini. 
In altre parole è difficile guarire dalla cosiddetta Fme, la Follia della Mezza Età, quella sindrome (generata dagli eventi, come divorzi, lutti, superamento dell’età fertile, perdita del lavoro) che ti vede a un certo punto della vita in cerca di un ruolo, visto che la società fatica a trovartene uno. E più gli anni passano...

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