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Gruppo Cremonini un Made in Italy da record

Una corsa inarrestabile di una eccellenza italiana che chiude il 2025 con ricavi oltre i 6,4 miliardi e continua a stupire per la qualità prodotta


08/06/2026

di Mario Pinzi


L’Italia è un paese che non finisce mai di sorprendere per i suoi condottieri e uno di questi è Luigi Cremonini che in un contesto economico globale complesso e ricco di sfide geopolitiche, ha dimostrato la straordinaria forza e resilienza del proprio modello di business integrato.
I dati ufficiali contenuti nel profilo aziendale del 2025, si sono chiusi con i migliori risultati di tutta la storia del gruppo, superando la straordinaria soglia dei 6,4 miliardi di euro di ricavi consolidati.
Si tratta di un traguardo entusiasmante, che conferma la solidità di un'eccellenza di un Made in Italy italiano, capace di registrare una crescita del 9,2% proprio in un momento di forte instabilità dei mercati internazionali.
Guardando nel dettaglio ai dati economico-finanziari, l'andamento trionfale dell'azienda è testimoniato dal balzo in avanti di tutti i principali indicatori.
Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) è volato a 571,3 milioni di euro, con un incremento del 10,7%, mentre il risultato operativo (EBIT) ha raggiunto l'eccellente quota di 303 milioni di euro.
A coronamento di queste ottime performance, l'utile netto del Gruppo ha messo a segno un balzo spettacolare del 18,3% rispetto al 2024, attestandosi a 82,2 milioni di euro.
Questa crescita straordinaria non è affatto frutto del caso, ma l'esito di una lungimirante e coraggiosa politica di investimenti ordinari, che nell'anno sono stati pari a 178,9 milioni di euro, a cui si sono aggiunti ulteriori 15,7 milioni di euro destinati ad acquisizioni strategiche.
Questo colosso dell'industria alimentare affonda le sue radici in una storia affascinante, nata oltre sessant'anni fa dall'inarrestabile intuizione imprenditoriale di Luigi Cremonini.
Tutto ebbe inizio nel 1963 con la fondazione di Inalca e l'avvio della moderna industria della carne bovina in Italia.
Da quel primo nucleo storico, il gruppo ha saputo evolversi attraverso una vincente strategia di diversificazione avviata alla fine degli anni '70 e nel 1979, con l'acquisizione di MARR S.p.A., l'azienda ha fatto il suo ingresso nel settore della distribuzione al foodservice, seguita nell'82 dal debutto nel comparto della ristorazione e così si sono delineate le tre grandi colonne portanti che oggi, coordinate dalla Holding Cremonini S.p.A. con sede a Castelvetro di Modena, guidano il mercato con una formula unica e sinergica.
Analizzando le singole anime del successo, il vero motore trainante è stato il settore della produzione (presidiato da Inalca, Italia Alimentari e IF&B), che ha generato ricavi per ben 3,75 miliardi di euro, registrando una crescita del 16%.
Questo comparto esprime una fortissima vocazione internazionale, realizzando il 44% del proprio fatturato all'estero, grazie alle ottime performance degli impianti in Polonia e alla costante espansione nei mercati africani.
Accanto alla produzione, gli altri due pilastri hanno fornito un contributo fondamentale: la distribuzione ha macinato ricavi per 2,127 miliardi di euro, consolidando la propria leadership nazionale attraverso nuove piattaforme logistiche, mentre la ristorazione ha raggiunto gli 832,1 milioni di euro di ricavi, beneficiando della fusione strategica tra Roadhouse, Chef Express e di nuove aperture nelle location legate alla mobilità.
Dietro a numeri così imponenti c'è una grandiosa comunità professionale che rappresenta il vero cuore pulsante dello sviluppo aziendale.
L’azienda  impiega circa 22.500 persone in tutto il mondo, di cui ben 18.300 sul territorio italiano e questa scelta è un aspetto che desta particolare orgoglio al fondatore Luigi Cremonini.
Questa particolare strategia dell’intera forza lavoro nazionale, che ha superato il sistema degli appalti a terzi è stata una decisione vincente.
Grazie alla nobile conclusione, l'impegno quotidiano dell’attuale squadra ha messo nelle condizioni il Gruppo di guardare avanti con determinazione, considerando i record storici non come un punto d'arrivo, ma come un entusiasmante trampolino di lancio per continuare a investire, innovare e portare l'eccellenza alimentare nel futuro.
Non è dunque esagerato definire questa eccellenza un tesoro italiano del made in Italy, come una componete della ricchezza collettiva del nostro Paese.
In sostanza, la Cremonini rappresenta una eccellenza italiana lunga sessant’anni che merita essere divulgata e questo è il motivo portante dell’intervista.

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