Cultura

Giuseppe Catozzella, Margherita Oggero, Claudio Piersanti: questa la terna finalista della 49^ edizione del Premio Elba Brignetti


01/06/2021

Presieduta da presidente Alberto Brandani, la giuria del Premio letterario internazionale Isola d’Elba - R. Brignetti ha selezionato la terna finalista dei libri che si contenderanno la vittoria della 49^ edizione. Le tre opere prescelte, che saranno adesso sottoposte al giudizio della Giuria popolare, sono:
ITALIANA di Giuseppe Catozzella - editore Mondadori
IL GIOCO DELLE ULTIME VOLTE di Margherita Oggero - editore Einaudi
QUEL MALEDETTO VRONSKIJ di Claudio Piersanti - editore Rizzoli 
La scelta del vincitore sarà determinata dal voto congiunto della Giuria letteraria e di quella popolare. L’esito di tali votazioni verrà reso pubblico durante la conferenza stampa che si terrà sabato 4 settembre, poche ore prima della cerimonia di premiazione prevista a Portoferraio presso il Museo Archeologico della Linguella. 
“Si è trattato - a detta del presidente Alberto Brandani - di un lavoro faticoso di composizione da parte dei colleghi, reso peraltro più complicato da difficoltà di lavoro logistiche e tecniche. In coscienza si tratta di autori di sicuro livello che onoreranno l’albo d'oro del Premio Brignetti, certamente tra i più prestigiosi dell'intero panorama letterario italiano”. 
Come già ricordato su queste stesse colonne, Alberto Brandani ha sempre coltivato la curiosità per la cultura e l’etica del lavoro quale manager pubblico e privato. Vent’anni ai vertici del Monte dei Paschi passando poi per il board dell’Anas e per quello di Ferrovie dello Stato, già presidente di assicurazioni e banche estere, oltre che impegnato in Confindustria come presidente di Feder-trasporto. Lui che ha anche contribuito a fondare negli anni ‘80 la rivista Prospettive nel Mondo
Ininterrotta la sua attività di raccordo tra cultura, economia e società, nel 1972, Berandani ha creato il Centro studi Donati, nel 1988 la Fondazione N.a.i.m. e nel 2005 la Fondazione Formiche di cui è tuttora presidente.  
La sua curiosità per la cultura lo ha poi portato a seguire e dirigere dal 1985 il prestigioso Premio letterario internazionale Isola d’Elba Raffaello Brignetti. 
E per quanto riguarda il suo legame con questo Premio, una iniziativa dal respiro internazionale, li­bero da condizionamenti ideologici e mode cultura­li, sensibile ai temi della spiritualità, aperto ad autori capaci di leggere la realtà attraverso opere originali e raffinate ma accessibili, non specialistiche? 
“Mi ci sono avvicinato nel 1985, quando fui convocato alla facoltà di Lettere di Firenze dal grande maestro della letteratura italiana Geno Pampaloni. Ero, a dire il vero, molto emozionato, in quanto sapevo che il Maestro voleva un premio austero e silente. Quando entrai nella stanza dove vi erano i grandi giurati dell’epoca, da Rodolfo Doni a Giachery allo stesso Pampaloni, quest’ultimo senza preamboli di circostanza mi disse: Professor Brandani, ma lei ce lo potrebbe trovare un milioncino? Che qui se no si chiude”. E così sarebbe nato questo rapporto, per certi versi anche affettivo.

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