Punto & Virgola

Franceafrique addio


23/03/2024

di Andrea di Furia

Emmanuel Macron, il banchiere presidente francese, ha dichiarato la fine della stagione colonialista della Francia in Africa. Franceafrique (si chiamava così dalla fine della Seconda guerra mondiale), era il termine usuale con cui si definiva il predominio colonialista francese sull’Africa settentrionale, occidentale e buona parte centrale.

Dal XVII secolo in poi si era andato formando l’impero coloniale francese - con colonie in America del Nord, in Africa, Asia e Oceania – un territorio che si estendeva, al suo apice tra gli anni 1920 e 1930, su 13 000 000 km²: secondo solo all’Impero coloniale Inglese.

Interessante vedere come, agli inizi, si era partiti con la dichiarata intenzione di portare la civilizzazione ai popoli più arretrati, poi dalla motivazione culturale si era passati a quella politica (in esaurimento dopo la dichiarazione di indipendenza degli Stati Africani nel 1960) e infine si è andati avanti fino ad ora con la motivazione economica.

Quest’ultima motivazione è ingenuamente messa in luce da un gioco di parole sulla pronuncia in francese di Afrique (“afric”) che ha lo stesso suono di “a fric”, sempre in francese, che vuol dire “per soldi”. Rammentiamo come dopo il 1960 sono state la moneta e le materie prime l’oggetto del desiderio francese in Africa: ad esempio in Niger le quantità di uranio vendute a 200 euro, alla Francia costavano 0,80 euro.

Fino agli ultimi anni, la lingua comune francese e una classe dominante filofrancese hanno mantenuto ancora vivo il contatto con la Francia che esercitava anche un ruolo di gendarme contro le infiltrazioni dell’Isis.

Tuttavia, intorno al 2020, una serie di colpi di Stato da parte di forze ostili alla Francia (in Mali 2020, in Mali-Ciad-Guinea 2021, in Burkina-Faso 2022, Gabon e Niger 2023) hanno rotto anche questo cordone ombelicale.

Interessante vedere come tutte le iniziative francesi (culturali, politiche ed economiche) si sono prima o poi rivelate un nulla di fatto da una parte, dall’altra hanno come seguito una tempistica dimensionale (civilizzazione culturale, difesa politica, commercio economico) che è la medesima evidenziata dalla conquista del potere dimensionale sociale in Europa: prima da parte della dimensione Cultura (Società solida medievale a traino culturale-religioso), poi da parte della dimensione Politica (Società liquida risorgimentale a traino giuridico-statale), infine dalla dimensione Economia (Società gassosa attuale a traino economico-finanziario).

Poiché tutte le esperienze colonialiste europee hanno seguito la stessa trafila, possiamo notare che la relazione UNIdimensionale prevalente di 1 delle tre dimensioni (Economia, Politica, Cultura) sulle altre due è il terreno malsano, parassitario, che toglie forza e sovverte gli intenti iniziali, trasformando la civilizzazione in predazione.

Questa sovversione, questo rovesciamento unilaterale dei risultati attesi con il loro fallimento non ha caratterizzato solo il colonialismo moderno – fenomeno di per sé conseguente alla riscoperta delle Americhe – ma anche tutte le istituzioni internazionali, da quelle fondate sulla dimensione culturale (lotta alla fame, alla povertà ecc.) a quelle fondate sulla dimensione politica (come la Società delle nazioni prima e adesso l’ONU) e quelle fondate sulla dimensione economica (WTO, OMS, UE ecc.).

Dunque, prima di attivare altre iniziative va modificata la relazione tra le 3 dimensioni sociali: da UNIdimensionale parassitaria a TRIdimensionale sinergica: va istituita la Società calorica armonica in cui Scuola-Cultura, Stato-Politica, Mercato-Economia raccolgono esclusivamente solo ciò che è loro funzionale (rispettivamente alla Persona singola, alla Comunità coesa, al Territorio-ambiente) senza mai invadere il terreno specifico delle altre due dimensioni.

Questa suddivisione dei compiti “per specifica funzione” è ciò che dobbiamo attivare, se vogliamo che l’evoluzione sociale umana non si cancerizzi nel parassitismo del più forte o nel conflitto perpetuo di tutti contro tutti.

In questo periodo di celebrazioni pasquali possiamo visualizzare l’attuale situazione sociale parassitaria mondiale come la prova del Venerdì Santo: come la crocifissione della vecchia relazione UNIdimensionale (Società umana o solida, o liquida, o gassosa), cui deve seguire la Risurrezione della nuova relazione TRIdimensionale sinergica nella Società calorica armonica: che finalmente può fare la raccolta differenziata del sociale economico, politico, culturale a vantaggio delle generazioni future.

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