Cultura

Fra le pieghe dell'amore, guidati dalle emozioni e dalla consapevolezza

In Phi - firmato dalla turca Akilah, all’anagrafe Azra Kohen - il lettore verrà aiutato a trovare, con piacevolezza, un nuovo equilibrio


23/04/2019

di Catone Assori


Akilah, all’anagrafe Azra Kohen, è una psicologa comportamentale turca che sa il fatto suo (“La mia disciplina insegna ad affrontare i problemi facendosene una ragione caratteriale”). Una quarantenne di bella presenza che ha studiato a Londra (città dove tuttora vive con il marito Sadok, un figlio, quattro gatti e due cani: non a caso, “essendo la mia famiglia benestante, ho destinato parte dei proventi incassati con i miei libri a una associazione”), che parla inglese oltre che italiano e che ha dato voce a una trilogia vincente. Trilogia che solo in Turchia ha venduto la bellezza di due milioni di copie, oltre ad aver fornito lo spunto per una popolarissima serie televisiva che presto sbarcherà in Europa. 
Un successo meritato, anche per le qualità narrative dell’autrice. Una penna raffinata, colta e profonda, capace di regalare emozioni (“Non ho ambizioni letterarie - mente sapendo di mentire - ma soltanto storie da raccontare”), la quale ha debuttato sui nostri scaffali, per i tipi della Mondadori, con Phi (pagg. 518, euro 19,00, traduzione dal turco di Nicola Verderame), primo lavoro della citata trilogia, che peraltro verrà tradotta addirittura in Cina, composta anche da Chi (che si pronuncia Ci) e Pi. Romanzi che, a suo dire, aiutano il lettore a intraprendere un percorso di cambiamento, a portarsi a casa quella dose di consapevolezza necessaria per muoversi in modo autonomo fra le traversie della vita. 
Di fatto una numero uno che non disdegna di parlare di sesso (“L’amore è al centro delle mie storie, in quanto tale componente aiuta a capire meglio i personaggi”); che assicura di aver fatto il possibile per non annoiare il lettore; che si propone scaramantica (“Mai lasciare una borsa per terra, in quanto il denaro potrebbe correre via”); che non ha alcuna intenzione di tornare a fare la psicologa (“Ho in programma di scrivere altri sei o sette libri, per poi dedicarmi alla mia fattoria”). 
Phi, si diceva, in altre parole “una frazione del bello, cui tutti aspiriamo”. Un libro che - assicura Akilah - non è per tutti. Ma “per quelli che sono consapevoli del fatto che nulla è come sembra, visto che nel momento stesso in cui veniamo al mondo risultiamo bombardati da sollecitazioni che ci allontanano da ciò che siamo destinati a essere. Perché è soltanto attraverso le esperienze che si impara a capire chi si è o cosa si vuole diventare”. Parole forti, di peso. Parole che lascerebbero intendere una certa complessità in termini di lettura. Sbagliato. Anche se “in questa storia è vero soltanto ciò che è incredibile”. 
In buona sostanza i dodici protagonisti che danno voce a Phi (tutti peraltro proposti nel loro ruolo all’inizio del romanzo) risultano ben tratteggiati - pur nella loro complessità - quanto capaci di catturare l’attenzione del lettore. Così si va da una talentuosa studentessa del conservatorio a uno psicologo che è anche produttore e conduttore di un programma televisivo di successo, da un musicista a un autistico, da un paio di danzatori a una giornalista, per finire a un magnate dei media. 
Detto questo spazio a briciole di trama, pronta a nutrirsi di sentimenti veri, non idealizzati. Quindi a tenere banco sono le passioni, le speranze, i tradimenti, le tensioni. Un viaggio che mira a un obiettivo, senza perdersi in inutili deviazioni. 
A tenere la scena è il capriccioso psicologo Can Manay, che ha raggiunto la fama grazie a un programma televisivo. Tuttavia, benché all’apice del successo, è un uomo che nasconde molte ombre fra le pieghe del suo passato. Anche se, grazie alla sua filosofia di vita e ai suoi insegnamenti, ha raggiunto la popolarità di un guru. 
Un giorno Can, mentre visita una proprietà da acquistare in un quartiere defilato della città, scorge una ragazza, una ballerina, che con grazia e armonia uniche si esercita nel giardino di casa. Per lui è una vera e propria rivelazione: davanti a sé c’è l’incarnazione della perfezione estetica, di ogni ideale di bellezza, il Phl appunto. Can non può far altro che ricorrere a tutti i mezzi, compresa la sua ricchezza, per conquistarla… Inizia così la travolgente storia di Can e Duru, del suo fidanzato Deniz e di Özge, una giornalista che scoprirà scottanti segreti proprio sul conto del divo. Quattro personaggi indimenticabili perché ci somigliano da vicino, ciascuno con i propri traguardi da raggiungere e le proprie ossessioni. 
In sintesi: “una storia di passione, speranza e tradimento, come la vita vera”; una storia che, pagina dopo pagina, scorre via veloce spronando la curiosità del lettore, ma anche facendolo riflettere; una storia che si rapporterà con i primi passi verso una nuova consapevolezza. “Come i personaggi di Phi, infatti, ciascuno, nella vita, ha una cosa che gli riesce bene. Una soltanto. Ce la portiamo dentro sin dalla nascita e il nostro compito è saperla riconoscere; in una parola, scoprire chi siamo davvero”. Insomma, “Phi è il viaggio di chi, senza paura, è padrone della propria esperienza” e non si perde per strada…

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