Cultura

Fotografia: all'Hubbastanza si svela una Milano segreta

Lo spazio di Via Mac Mahon ospita la personale “Somewhere in Milan”, mostra “interattiva” degli scatti di Elisabetta Pina


25/01/2019

Si è meritata il primo posto nell’indagine 2018 per la vivibilità delle province italiane: un risultato che ha sorpreso, perché, in barba alle classifiche, Milano continua a essere spesso identificata come città operosa (anche troppo) ma grigia, tetra e priva di grandi attrattive estetiche. Elisabetta Pina, giornalista e fotografa, si sta impegnando ormai da tempo a sfatare questo giudizio frequente e ingeneroso, immortalando una Milano segreta e fascinosa in una serie di scatti di grande impatto: parte dei quali sono protagonisti della mostra Somewhere in Milan, in programma presso lo spazio Hubbastanza di Via Mac Mahon. 
Qui sono esposte una trentina di immagini, per la maggior parte a colori: fotografie che prendono le distanze, in tutti i sensi, dal “luogo comune” riportando l’attenzione su scorci e dettagli vivi della città. Non solo vedute panoramiche, dunque, ma anche e soprattutto insegne, saracinesche, simboli pop, muri, graffiti, androni: frammenti che rischiano di passare inosservati, ma che raccontano della città molto di più di quanto non possano fare inquadrature prevedibili e un po’ calligrafiche. 
Le opere in mostra all’Hubbastanza fanno parte del progetto condiviso su Facebook, e Instagram #milanononfaschifo, che Elisabetta Pina ha ideato e lanciato ormai oltre tre anni fa: un’idea che prende le mosse dalla consapevolezza dell’evoluzione e dall’aspetto sempre più social della fotografia e che mira a catturare le innumerevoli facce di Milano, da quelle più romantiche e mistiche a quelle più dure, selvagge e underground. 
Il concetto di condivisione verrà concretamente riproposto anche in occasione della mostra, che è stata pensata come “interattiva”: le foto esposte, infatti, non avranno didascalia, e il pubblico, armato per l’occasione di pennarelli, pennelli e carta, sarà chiamato a indovinare dove si trovano gli scorci che vi appaiono, e a partecipare attivamente con interventi e commenti, scritti o disegnati. 
Le opere di Elisabetta Pina sono divise in tre sezioni: Somewhere in Milan, che dà il nome alla mostra, comprende foto scattate in diversi quartieri milanesi; Somewhere in Mac Mahon è un omaggio alla via in cui si trova lo spazio Hubbastanza, cuore di un quartiere appena defilato dal centro, ancora a misura d’uomo ma mai come negli ultimi anni vivo e animato da un grande fermento sociale e culturale. L’ultima sezione è infine dedicata alla Street Art, di cui l’autrice è grande esperta e appassionata: una forma di espressione potente, accessibile, che forse come nessun’altra sa riflettere gli umori e i mutamenti che si respirano in una città e che, soprattutto a partire dalla fine degli anni Novanta, ha trasformato Milano in un museo a cielo aperto. 
La mostra Somewhere in Milan è visitabile gratuitamente. L’accredito si effettua tramite e-mail scrivendo ad hubbastanza@gmail.com.

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