Cultura

Forse un giorno vivremo per sempre. Ma a quale prezzo?

Rachel Heng si addentra, provocatoriamente, su una tematica calda. Risultato? Un romanzo che entusiasma, sconvolge e fa anche riflettere


15/04/2019

di Valentina Zirpoli


Uno strano titolo e una autrice esordiente fuori dagli schemi. Il titolo del libro è Suicide Club (Nord, pagg. 378, euro 18,60, traduzione di Francesco Graziosi), un provocatorio quanto originale romanzo che scava con accattivante ironia fra le maglie del desiderio umano dell’immortalità, mostrandone - ci mancherebbe - anche gli inquietanti risvolti negativi; l’autrice si chiama invece Rachel Heng, una giramondo nata e cresciuta a Singapore, che si è laureata alla Columbia University di Londra, città dove ha lavorato diversi anni occupandosi di private equity, per poi andare a vivere con il marito Kalle  (il suo “saggio mentore” oltre che il suo “critico più spietato”) ad Austin, in Texas. Una prima volta che si rifà “al grande amore per la lettura che le aveva inculcato sua madre sin da piccola”. Con il risultato di imporsi all’attenzione di testate del calibro di The Independent, The Huffington Post ed Elle
In buona sostanza la storia che viene proposta, raccontata in terza persona, osserva la vita di Lea e Anja, mettendone a confronto le sostanziali differenze e regalando al lettore, pagina dopo pagina, la possibilità di conoscere molte cose del loro passato: la prima è una ragazzina nel corpo di una donna centenaria che regala spessore alla vicenda; la seconda una donna disillusa quanto calcolatrice alle prese con coloro che si sono fatti manipolare dal sistema. 
Ed è appunto in questo anomalo confronto che trovano spazio tematiche che ci coinvolgono a livello fantascientifico, come riuscire a vivere e restare in forma nonostante il passare degli anni. Da qui l’assunto che ci potrebbe portare all’immortalità a patto che alla nascita si risulti idonei. Perché chi non lo è non avrà diritto ai “pezzi di ricambio”, organi costosi e indistruttibili, oltre che a muscoli di ferro o un sangue superenergetico. Peraltro toccando diversi importanti argomenti, come quelle dell’eutanasia, delle malattie genetiche e dei cibi cancerogeni, ma anche facendosi carico delle rinunce che tutto questo comporterebbe, a partire dalla libertà individuale. Ferma restando la presenza di una classe politica volta a monopolizzare le libertà individuali. E anche in questo caso non mancherà chi risulta disposto a mettersi di traverso. 
Detto questo, spazio alla sinossi. Come accennato Lea ha cento anni e ne dimostra meno di quaranta, grazie agli straordinari progressi della medicina che permettono ad alcune persone - selezionate alla nascita - di triplicare la durata della vita. Tutto quello che devono fare è attenersi scrupolosamente alle regole del benessere. Lea (convinta sostenitrice della sacralità della vita) non mangia cibi grassi, non beve alcolici, non ascolta musica deprimente, non si allena né troppo intensamente né troppo poco. È insomma la candidata ideale per accedere a una nuova fase sperimentale di cure, destinata a prolungare l’esistenza all'infinito. 
Un giorno, però, tornando a casa dal lavoro, Lea vede suo padre dall'altra parte della strada; un padre con il quale non ha rapporti da ottantotto anni. Per raggiungerlo, si lancia in mezzo al traffico rischiando di venire investita. Quel semplice gesto rappresenterà la sua rovina: come può essere degna dell’immortalità una persona che agisce in modo tanto sconsiderato? In un attimo, il suo nome viene depennato dalla lista dei prescelti e lei è costretta a frequentare un gruppo di sostegno. 
E qui incontrerà Anja, l’altra protagonista del libro, la cui vita ha seguito un percorso diverso dal suo, in quanto figlia d’arte (una famosa cantante lirica la madre e lei stessa violinista di talento). Sta di fatto che le due donne finiranno per diventare amiche. 
Sarà a questo punto e in questo luogo che entreranno in scena alcuni membri del Suicide Club, un gruppo di ribelli che si batte per poter scegliere come e quando morire. E, guarda caso, il padre di Lea è uno di loro. La quale Lea, dapprima sconcertata, a poco a poco si renderà conto che questi uomini e queste donne - che mangiano quello che vogliono, vanno a concerti clandestini, praticano sport estremi - hanno accumulato più esperienze in un anno di quante non ne abbia provate lei in una vita intera. 
Sta di fatto che, di lì a poco, la prospettiva di vivere un’eternità di rinunce non risulterà più così allettante. E la nostra protagonista si renderà conto che tutto ha un prezzo. E, soprattutto, che quello per la libertà potrebbe essere troppo alto… Da qui una seria di profonde riflessioni su quello che è il valore vero della vita.

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