Cultura

Due cuori e una maschera sulla neve tra Lazio e Abruzzo, a partire dal nostro "Piccolo Tibet"


11/02/2019

di Valentina Zirpoli


Febbraio: tempo di Carnevale, ma anche di San Valentino, la festa degli innamorati. E, perché no, delle ultime sciate e ciaspolate sulla neve prima dell’arrivo della primavera. Nel cuore dell’Italia, lungo la cosiddetta Strada dei Parchi – un territorio straordinario tra Lazio e Abruzzo che interessa sei parchi naturali e il massiccio del Gran Sasso –, tanti sono i luoghi caratteristici dove trascorrere questi eventi all’insegna delle tradizioni e della natura. Eccovene alcuni.

Il Piccolo Tibet

Una delle meraviglie d’Abruzzo è sicuramente Campo Imperatore, una piana, a quasi 1.800 metri d’altitudine conosciuta anche come Piccolo Tibet. 
Da qui è possibile scorgere il Gran Sasso, il “Tetto degli Appennini”: la montagna d’Abruzzo per eccellenza, dominata dal Corno Grande dall’alto delle sue quattro vette. 
L’Altopiano di Campo Imperatore è il più esteso d’Italia: lungo circa 20 km e largo dai 3 ai 7 km, con i suoi sterminati pascoli da sempre viene utilizzato per l'alpeggio estivo di mandrie e greggi. Anche per le numerose peculiarità floristiche e faunistiche e per i suoi interessanti aspetti geologici e geomorfologici, rappresenta una parte fondamentale del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. 
Il Piccolo Tibet offre numerosi itinerari escursionistici, da percorrere a piedi, in bici o a cavallo e, visto l’ottimo innevamento, con gli sci e le ciaspole ai piedi. 
Date le suggestioni che questo luogo offre, Campo Imperatore è stato il set privilegiato di numerosi film, video musicali e spot pubblicitari. Qui sono state girate alcune scene de "Il deserto dei Tartari", "Il nome della rosa", "King David", "Così è la vita" di Aldo, Giovanni e Giacomo, a tutta la serie di "Trinità" con Bud Spencer e Terence Hill.


Sante Marie e il Cammino dei Briganti

Racchiusa tra le montagne dell'Abruzzo, a solo un'ora e mezza di macchina da Roma, tra monti ricoperti da boschi, così selvaggi da essere un tempo rifugio sicuro per i briganti, sorge il piccolo borgo di Sante Marie (L’Aquila). 
Qui è possibile ripercorrere i sentieri dei banditi lungo il Cammino dei Briganti e visitare l'antico palazzo Colelli, in pieno centro storico, che ospita la mostra-museo del brigantaggio e dell'Unità d'Italia, a testimonianza di un fenomeno che ha avuto grande rilievo nel territorio marsicano e che vide la cattura del brigante Josè Borjes, il generale catalano mandato in Italia per riportare sul trono Francesco II. 
Sante Marie destò l'attenzione della nazione quando nel 1861, subito dopo l'Unità d'Italia e nel pieno del brigantaggio postunitario, si trovò a passare in questo territorio il generale catalano José Borjes, ex alleato del brigante lucano Carmine Crocco. Questi, inseguito dalle forze piemontesi, condusse un gruppo di undici soldati fedeli ai Borboni nel tentativo di incontrarsi con il sovrano Francesco II, per informarlo dell'alleanza rotta con Crocco. Egli si servì per la fuga di una guida santemariana che però appena possibile avvisò la guardia nazionale del paese che il generale si trovava nel casale Mastroddi nei pressi di Castelvecchio in valle di Luppa. La guardia nazionale santemariana partecipò all'assalto insieme alle forze militari piemontesi. Borjes e i suoi soldati vennero catturati nel casale e trasportati a Tagliacozzo dove vennero fucilati. I cadaveri vennero bruciati, eccetto quello di Borjés, che fu consegnato all'ambasciata francese presso lo Stato Pontificio. Le esequie furono celebrate nella chiesa del Gesù a Roma.


Le Gole di Celano

Le gole di Celano, dette anche gole di Aielli-Celano, gole delle Foci o gole del Foce, sono situate tra i territori comunali Aielli e Celano (AQ), all'interno del parco naturale regionale Sirente-Velino. Scavate per più di quattro chilometri dal torrente La Foce, separano il monte Sirente ed il monte Tino (Serra di Celano), rappresentando un importante fenomeno d'erosione dell'appennino centrale. 
Le sue pareti rocciose misurano, nella zona più profonda, quasi 200 metri d'altezza. La larghezza media della gola è di circa 5-6 metri, con strettoie di tre metri. Le gole sono transitabili e visitabili da escursionisti esperti sia in salita provenendo da Celano sia in discesa da Ovindoli a partire dall'alta valle d'Arano. 
Nei pressi del canyon si trovano i resti dell'eremo di San Marco ai Casaleni (Aielli) e del monastero celanese di San Marco, dedicato precedentemente a Santa Maria Intra Fucem.


Il Carnevale tiburtino e d’Abruzzo

Frappe, castagnole e coriandoli scendono nelle piazze laziali e abruzzesi dando il via ai festeggiamenti del Carnevale. Uno dei più famosi della zona è senza dubbio il carnevale tiburtino o di Tivoli, una cittadina che dista da Roma circa 32 km, con il suo Zibaldone, la maschera ufficiale, che ispira i festeggiamenti carnevaleschi alla natura ponendo particolare attenzione al mondo naturale, vegetale, all’ambiente e al suo rispetto e al mondo delle fiabe con riferimenti a epoche antiche. 
Un altro evento non meno importante è il Carnevale d’Abruzzo di Francavilla al Mare, a circa 20 km da Chieti. 
Il Carnevale di Francavilla o meglio conosciuto come Carnevale d’Abruzzo è una delle ricorrenze più sentite, che si festeggia con una grande sfilata di carri allegorici, opere di esperti cartapestai del luogo, fin dal 1948. Ogni anno la sfilata è ispirata alla caricatura e alla satira di personaggi ed eventi relativi all’anno in corso, dove parteciperanno gruppi folcloristici e piccole orchestre, ma soprattutto bambini mascherati per l’occasione. Questa manifestazione si snoda lungo le vie centrali della città richiamando innumerevoli spettatori.


Fonti: 
www.stradadeiparchi.it 
www.abruzzoturismo.it 
www.meteweekend.it

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