Fisco & Cittadini

Da quest’anno il regime forfettario ridurrà di molto la platea dei contribuenti

In fuorigioco le persone fisiche che nel 2019 avevano percepito redditi da lavoro dipendente e assimilati superiori a 30mila euro


13/01/2020

di Salvina Morina e Tonino Morina


Il regime della tassa piatta introdotto dal 2019 “perde” molti contribuenti, costretti a passare al regime fiscale ordinario o a cessare l’attività, perché troppo oneroso. Da quest’anno il regime forfettario riduce infatti la platea dei contribuenti. Per l’accesso al regime agevolato, con la tassa fissa al 15%, le spese sostenute nell’anno precedente per i dipendenti non devono superare il limite di 20mila euro. Sono altresì escluse dal regime forfettario le persone fisiche che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente eccedenti l’importo di 30mila euro; la verifica di questo limite è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. 

Per chi inizia l’attività, forfait del 5% per 5 anni - È stabilito che, per favorire l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, è applicabile l’imposta fissa del 5%, a condizione che:

  1. a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  2. b) l’attività da esercitare non costituisca, in alcun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  3. c) qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore al limite di 65mila euro. Il limite di 65mila euro non dovrà tenere conto dell’adeguamento agli Isa (indici sintetici di affidabilità fiscale) e, nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici Ateco, dovrà essere verificato con riferimento alla somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate. Il regime con la tassa fissa del 15% o del 5% per le start up è in ogni caso escluso per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari, o che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni. Il forfait è inoltre precluso alle persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, o nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai datori di lavoro. 

Forfettari esclusi da Iva e da ritenute Irpef - I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime forfettario sono senza Iva e non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. A questo fine, i contribuenti rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva. I contribuenti che applicano il regime forfettario sono esonerati dal versamento dell’Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal decreto Iva, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei relativi documenti.

Determinazione del reddito dei forfettari - Le persone fisiche in regime forfettario determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti un coefficiente di redditività, diversificato a seconda del codice Ateco che contraddistingue l’attività esercitata. Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), pari al 15 per cento o del 5% per le start up. Nel caso di imprese familiari, l’imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall’imprenditore. I contributi previdenziali versati, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato in base al regime forfettario. L’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo come onere deducibile.

La fattura elettronica “accorcia” i termini per l’accertamento - Le persone fisiche in regime forfettario sono esonerate dall’obbligo di fatturazione elettronica. Per incentivare l’utilizzazione della fattura elettronica, è però previsto un regime premiale. Per i contribuenti che si avvalgono del regime forfettario e che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, il termine di decadenza per la notificazione degli avvisi di accertamento è ridotto di un anno, cioè a quattro anni (rispetto ai vigenti cinque). 
Al riguardo, si ricorda che, a partire dal periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016 e ai periodi successivi, gli accertamenti devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Ad esempio, l’accertamento per l’anno 2020, con dichiarazione presentata nell’anno 2021, di norma, potrà essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre 2026 (quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione). Con l’accorciamento di un anno, che spetta alle persone fisiche che si avvalgono del regime forfettario e che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, il termine per l’accertamento del 2020 andrà a scadere il 31 dicembre 2025, cioè un anno prima del termine ordinario. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla, l’accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Flat tax al 20% “cancellata” prima di entrare in vigore - Con un’altra norma della legge di Bilancio per il 2020 è stata soppressa, prima della sua entrata in vigore, la flat tax al 20% che era stata prevista per i contribuenti con ricavi o compensi oltre 65mila e fino a 100mila euro. L’articolo 1, comma 691, della legge di Bilancio per il 2020, abroga infatti la disciplina introdotta dalla legge di Bilancio per il 2019, che avrebbe consentito dal 1° gennaio 2020 alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, con ricavi o percepito compensi compresi tra 65.001 e 100mila euro di avvalersi di un’imposta sostitutiva con aliquota al 20% dell’imposta sul reddito, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap.

(riproduzione riservata)