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Contro bitcoin e criptovalute potrebbe scendere in campo l’euro digitale

La fase di indagine inizierà a ottobre e durerà almeno un paio d’anni


19/07/2021

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso di avviare (a partire dal prossimo mese di ottobre) la fase istruttoria di un progetto legato all’euro digitale. La fase di indagine durerà 24 mesi e avrà l’obiettivo di affrontare questioni chiave riguardanti la progettazione e la distribuzione della moneta digitale da parte della banca centrale. “Un euro digitale - si legge nella nota della Bce - deve essere in grado di soddisfare le esigenze degli europei, contribuendo allo stesso tempo a prevenire attivitàillecite ed evitando qualsiasi impatto indesiderato sulla stabilità finanziaria e sulla politica monetaria”. 
In altre parole a Bruxelles si gioca d’anticipo onde evitare che bitcoin e criptovalute arrivino a rappresentare un rischio sistemico per la stabilità finanziaria. Una mossa volta quindi a minimizzare eventuali rischi. Fermo restando che l’eventuale euro digitale integrerebbe il contante, ma non lo sostituirebbe. 
Di fatto le autorità di Francoforte intendono iniziare ad analizzare quali caratteristiche potrebbe avere un euro digitale. Più in particolare, è stato sottolineato, “esamineremo come potrebbe essere configurato un euro digitale e come distribuirlo a commercianti e cittadini, ma anche il suo impatto sul mercato e le modifiche alla legislazione europea eventualmente necessarie”. 
Dopo la conclusione della fase di indagine si deciderà se avviare o meno lo sviluppo della moneta digitale, per poi eventualmente realizzare possibili soluzioni da sottoporre a test, in collaborazione con banche e società che potrebbero fornire la tecnologia e i servizi di pagamento. 
“Dalle sperimentazioni condotte finora è emerso che non esistono limitazioni tecnologiche importanti per l’emissione di un euro digitale e che potrebbe essere configurato in vari modi. Il progetto dovrebbe durare due anni e l’idea è quella di progettare una versione digitale della moneta comune, utilizzata nei 19 membri della zona euro. Tuttavia, l’effettiva implementazione della valuta garantita dalla banca centrale potrebbe richiedere altri due anni oltre alla fase di progettazione e indagine”. 
Al riguardo il presidente della Bce, Christine Lagarde, ha tenuto a chiarire in una nota: “Sono passati nove mesi da quando abbiamo pubblicato il nostro rapporto sull’euro digitale. Nel frattempo abbiamo svolto ulteriori analisi, chiesto spunti a cittadini e professionisti, e condotto alcune sperimentazioni, con risultati incoraggianti. Tutto ciò ci ha portato a decidere di cambiare marcia e avviare il progetto. Il nostro lavoro mira a garantire che nell’era digitale i cittadini e le imprese continuino ad avere accesso alla forma di denaro più sicura, la moneta della banca centrale”. 
A sua volta Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, in un post ha tenuto a ricordare che le “soluzioni private per i pagamenti digitali e online apportano importanti vantaggi come comodità, velocità ed efficienza. Ma comporteranno anche rischi in termini di privacy, sicurezza e accessibilità. E potranno risultare costosi per alcuni utenti”.

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