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Confcommercio compie 80 anni

La confederazione è talmente anziana che ha smarrito il proprio valore e la strada da imboccare per affrontare il futuro


15/06/2026

di Mario Sutter


Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nella relazione presentata all’assemblea annuale che quest’anno celebra gli ottant’anni dell’organizzazione, ha richiamato l’attenzione sui problemi che affliggono il Paese.
Un’analisi ampia, che però sembra aver trascurato un aspetto essenziale: le responsabilità e gli errori commessi dalla stessa Confederazione nel corso degli anni.
L’Italia continua a essere uno dei Paesi più ricchi al mondo per il risparmio privato.
Un patrimonio che sfiora i 12 mila miliardi di euro e che, per circa l’80%, è investito nel settore immobiliare.
Un valore enorme, sostenuto anche dalla vitalità delle città, dalle vetrine illuminate, dai negozi aperti, da quelle luci che ogni sera danno vita alle strade e contribuiscono a preservare il valore degli immobili.
Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è incrinato.
Il ceto medio si è progressivamente assottigliato, mentre molte luci hanno iniziato a spegnersi.
I consumi dei prodotti realizzati nel nostro Paese si sono spostati altrove, seguendo canali che spesso sfuggono all’economia dei territori e impoveriscono il tessuto commerciale locale.
Di fronte a un fenomeno così concreto e visibile, restare immobili non è più una semplice omissione: rischia di diventare una colpa imperdonabile.
Servirebbero visione, coraggio e decisioni capaci di invertire una tendenza che sta trasformando il volto delle nostre città.
In questo scenario, Amazon rappresenta una forza che contribuisce allo spegnimento progressivo delle attività commerciali tradizionali.
Eppure una possibile risposta era stata immaginata da una startup italiana, composta da giovani imprenditori che avevano elaborato una strategia innovativa per il commercio.
L’idea era tanto semplice quanto sorprendente.
Partendo dal principio del riutilizzo, avevano sviluppato un concetto nuovo: così come esiste il recupero del credito, perché non creare il “recupero dello sconto”?
Si trattava di una soluzione pensata per consentire ai commercianti di recuperare il valore degli sconti concessi, trasformandoli in uno strumento competitivo e in una leva concreta per contrastare il potere dei grandi operatori dell’e-commerce.
Una proposta che avrebbe potuto restituire forza ai negozi di prossimità e mantenere vive quelle luci che non rappresentano soltanto attività economiche, ma anche un presidio sociale e un elemento fondamentale per la tenuta del valore immobiliare.
Tuttavia, dalle sedi dell’associazione di Milano, Bologna e di altre città italiane, quella proposta non trovò ascolto.
I giovani promotori, dopo aver tentato inutilmente di presentare la loro iniziativa, finirono per arrendersi delusi e scoraggiati, smisero di portare avanti un progetto che ritenevano vincente.
Conosco bene quella strategia, perché fui io stesso ad aiutarli a entrare in contatto con l’Associazione e a presentare il loro lavoro.
Nel frattempo, la concorrenza di Amazon continua ad avanzare nei centri urbani e  ogni serranda che si abbassa, ogni negozio che chiude, non spegne soltanto una luce: indebolisce il tessuto economico delle città e contribuisce a erodere il valore degli immobili che costituiscono gran parte del risparmio delle famiglie italiane.
Su questo tema, Confcommercio porta una responsabilità importante.
Per questo motivo è necessario affermare con chiarezza che, se non vuole perdere progressivamente il proprio ruolo e la propria funzione, l’Associazione deve reagire.
Deve impegnarsi concretamente affinché le luci delle città restino accese.
La vera sfida consiste nel creare le condizioni affinché gli imprenditori italiani possano vendere almeno il 50% dei manufatti che producono all’interno del proprio Paese.
Per raggiungere questo obiettivo occorre sostenere il commercio di prossimità, valorizzare le imprese locali e difendere il ruolo strategico del settore mercantile.
Perché, quando le luci dei negozi restano accese, non si sostiene soltanto il commercio: si protegge il valore delle città, degli immobili e del risparmio degli italiani.
Quando quelle luci si spengono, il costo per l’intero Paese rischia di essere molto più alto di quanto si immagini…

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