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Con la tassa sui depositi, risparmiare รจ una... colpa

La decisione di Unicredit di applicare tassi negativi sui depositi da oltre centomila euro potrebbe contagiare gli altri istituti. Facendo così cartello


14/10/2019

di Artemisia


Al momento le altre banche stanno a guardare ma non è escluso che possano allinearsi, facendo, come è prevedibile, cartello. La decisione di Unicredit di applicare i tassi negativi sui depositi oltre i 100 mila euro, era in qualche modo prevedibile anche se ha lasciato di stucco i risparmiatori. Da tempo i grandi gruppi bancari europei, a fronte dei tassi negativi praticati dalla Bce, avevano manifestato l’esigenza di rivalersi sulla clientela. Il motivo addotto è semplice: i tassi praticati dalla Banca Centrale europea, non sono riusciti a smuovere gli investimenti come era nelle intenzioni dell’istituto di Francoforte. Quindi le banche si sentono penalizzate. La Bce lo scorso mese ha tagliato i tassi sui depositi a -0,50% dal -0,40%, rendendo ancora più costoso per gli istituti di credito parcheggiare la propria liquidità presso l’Eurotower. 
Per i risparmiatori è l’ennesima doccia fredda. E parliamo non dei grossi capitali che comunque riescono sempre a trovare le soluzioni più vantaggiose ma di chi ha accumulato un tesoretto magari per supportare esigenze familiari (spesso un figlio che rimane disoccupato) o per arrotondare la pensione inadeguata a una vecchiaia decorosa. 
D’altronde con i corsi della Borsa, i rendimenti bassissimi dei titoli di Stato e l’investimento immobiliare che non è più un affare, non rimaneva che tenere la liquidità sul conto corrente. 
Il risparmiatore, un tempo coccolato da qualsiasi banca e istituzione finanziaria, ora è diventato un pollo da spennare. 
Quindi non solo chi ha un conto ha costi di gestione che periodicamente vengono alzati, ma ora deve anche pagare per affidare i propri depositi. 
L’’Amministratore Delegato di Unicredit, Jean-Pierre Mustier, ha annunciato che l’operazione partirà dal prossimo gennaio 2020 con modalità e scaglioni da definire. Ha già spiegato che per la clientela più liquida ci saranno accordi particolari. Il che significa che il più penalizzato sarà il risparmiatore medio, quello che ha messo da parte i soldi durante tutta una vita per assicurarsi una serena anzianità. Per costoro non ci sarà pietà. 
Unicredit ha pensato a un’alternativa ai depositi da offrire alla clientela “come ad esempio investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo/0+” ha detto Mustier. 
Le banche italiane hanno resistito a lungo all’idea di trasferire i costi dei tassi negativi alla clientela, preoccupate dello svantaggio competitivo e del rischio di perdere clienti pronti a trasferirsi altrove. Molti degli istituti hanno risposto alla politica di tassi negativi della Banca centrale incrementando le spese e le commissioni. Ora a questi incrementi, che di certo nessun istituto toglierà, ci sarà in aggiunta il costo dei depositi. 
Alcuni istituti bancari europei hanno iniziato a trasferire i costi dopo cinque anni di tassi negativi. La berlinese Volksbank, la seconda maggiore banca cooperativa tedesca, ha applicato un tasso del -0,5% sui depositi superiori a 100mila euro, mentre la danese Jyske Bank addebita lo 0,75%. 
Cosa faranno le banche italiane? Cercheranno di avvantaggiarsi della fuga in avanti del grande gruppo per offrire un porto meno oneroso ai risparmiatori, o seguiranno l’esempio di Unicredit magari facendo cartello? In questo caso non resterà che rimettere i soldi sotto il materasso? Scherzi a parte, sarà sempre più difficile per chi ha un po’ di soldi da parte trovare una soluzione tranquilla che lo metta al riparo dalle incertezze del futuro. E soprattutto sarà sempre meno padrone dei suoi risparmi.

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