Cultura

Chi รจ "la Volpe", la talpa che ha violato gli impenetrabili sistemi del Pentagono?

Torna sugli scaffali l’inglese Frederick Forsyth, indiscusso maestro delle spy-story, con un nuovo quanto realistico intrigo internazionale


11/03/2019

di Catone Assori


Per molti l’inglese Frederick Forsyth si propone come uno dei più intriganti scrittori di spy-stories su piazza (secondo un giudizio che va per la maggiore ha saputo ridefinire i canoni del thriller moderno), gestendo peraltro con parsimonia le sue uscite in libreria: 22 romanzi nell’arco di mezzo secolo. Il suo esordio risale infatti al 1969 con The Biafra Story, mentre Il Fantasma di Manhattan, uscito nel 1999, può essere considerato come il seguito de Il fantasma dell’Opera di Gaston Lux del 1910. 
Di fatto le sue storie da copertina hanno conquistato lettori in mezzo mondo, come nel caso di Dossier Odessa, Il giorno dello sciacallo, I mastini della guerra, L’alternativa del diavolo, Il quarto protocollo, Il negoziatore, Il simulatore, Il pugno di Dio sino ad arrivare a La lista nera e L’outsider, tutti pubblicati in Italia da Mondadori. Che ora lo ripropone a tambur battente ne La Volpe (pagg. 250, euro 20,00, traduzione di Annamaria Raffo), un lavoro ad alta tensione legato al mondo dell’intelligence, un mondo incentrato sull’attualità che l’autore dimostra, ancora una volta, di conoscere bene. 
D’altra parte la cosa non sorprende più di tanto visto il suo vivace quanto variegato percorso di vita. Lui che è nato il 25 agosto 1938 ad Ashford - una città del Kent, a una ottantina di chilometri da Londra - e che, strada facendo, non si è fatto mancare nulla. Lui che dopo aver frequentato la Tonbridge School e l’Università di Granada, in Spagna, a soli 19 anni sarebbe diventato uno dei più giovani piloti della Royal Air Force inglese: non caso, nel suo studio, tiene banco una foto che lo vede ai comandi di un caccia Vampire, in abbinata a un diploma da paracadutista (“Mi sono lanciato sino a 43 anni quando, avendo messo su famiglia, decisi di smettere”). Raf che avrebbe lasciato nel 1958 per dedicarsi al giornalismo e regalarsi anche un ruolo da copertina sia per i suoi romanzi che per le sue forti prese di posizione, sapendo peraltro anticipare avvenimenti importanti. 
Sta di fatto che, tornato borghese, avrebbe lavorato per tre anni e mezzo in un piccolo giornale, la qual cosa gli avrebbe fruttato l’assunzione alla Reuters nel 1961 come corrispondente da Parigi e, successivamente, dalla Germania e dalla Cecoslovacchia. Quindi nel 1965 sarebbe passato alla Bbc come reporter, sia per la radio che per la televisione, per poi essere garbatamente messo alla porta per il fatto che le sue corrispondenze non venivano considerate del tutto obiettive, in quanto troppo vicine alla causa indipendentista della regione. In seguito si sarebbe accasato presso il Daily Express e il Time Magazine. Tempo altri due anni e avrebbe scritto Il giorno dello sciacallo, che nel 1972 ottenne l’Edgar Allan Poe proponendosi come il thriller più venduto dell’anno negli Stati Uniti. Romanzo nel quale aveva messo nero su bianco una pecca inglese: quella legata alla facilità con la quale in Inghilterra ci si poteva creare una falsa identità. La qual cosa espose il Governo a una serie di pesanti critiche da parte dei media. 
Lui che si dichiara un conservatore con la c minuscola pur non avendo mai posseduto tessere di partito; lui che attualmente vive nelle campagne del Buckinghamshire circondato dai suoi amati cani; lui che, dopo aver dato alle stampe nel 2015, L’outsider, il romanzo della mia vita, torna ora in libreria con un altro graffiante romanzo, confermando il livello qualitativo della sua scrittura e dimostrando di sapersi adattare ai cambiamenti in atto sia nell’ambito della tecnologia che in quello della geopolitica mondiale. Ovvero La Volpe, un lavoro che merita di essere letto e, soprattutto, interpretato per le sue correlazioni con gli intrighi internazionali in atto nel mondo.
Il suo nuovo ruolo? Quello di “trovare il modo di usare al meglio l’arma più potente e più imprevedibile di tutte, l’unica arma che non è possibile controllare. Nel fare questo però viene inevitabilmente esposto a gravi pericoli e, anche se vive nascosto in un’apposita struttura protetta, diventa l’uomo più ricercato del mondo. Qualunque cosa accada Luke non deve cadere nelle mani sbagliate. Perché ciò che può derivarne è impensabile…Ma veniamo alla trama. Adrian Weston, ex capo dei servizi segreti britannici, viene svegliato nel cuore della notte da una telefonata del Primo ministro che gli comunica una notizia scioccante. Gli impenetrabili sistemi informatici del Pentagono, quelli della Cia e dell’Nsa, l’agenzia per la sicurezza nazionale americana, sono stati violati da un nemico sconosciuto subito soprannominato “la Volpe”. Ovviamente scatta la caccia all’uomo e, sorprendentemente, si scopre che il responsabile dell’attacco è Luke Jennings, un adolescente inglese dotato di un’intelligenza informatica fuori dal comune, ignaro delle conseguenze del suo gesto. Gli americani ne chiedono l’estradizione, ma Wes­ton ha un’idea: se Luke è in grado di fare questo, perché non utilizzarlo a proprio favore contro i nemici dell’Occidente?

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