Fisco & Cittadini

Cancellati undici anni di debiti a ruolo sino a cinquemila euro

A beneficiarne i contribuenti, persone fisiche e soggetti collettivi, che hanno percepito nel 2019 un reddito non superiore a 30 mila euro. Condono anche per gli importi eventualmente presenti nei piani di pagamento della rottamazione-ter e saldo e stralcio


10/05/2021

di Salvina Morina e Tonino Morina


Cancellati undici anni di debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della Riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Il “colpo di spugna” riguarderà i debiti, risultanti dai singoli carichi che, al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del cosiddetto “decreto sostegni” (articolo 4, comma 4, decreto legge 41/2021), hanno un importo residuo fino a 5mila euro, comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. Saranno cancellati anche gli importi eventualmente presenti nei piani in corso di pagamento per la rottamazione ter e il saldo e stralcio.
Potranno beneficiare dello speciale condono le persone fisiche che hanno percepito, nel 2019, un reddito imponibile non superiore a 30 mila euro, e i soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno percepito, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, un reddito imponibile non superiore a 30 mila euro. Per le persone fisiche che hanno presentato il modello Redditi 2020, per l’anno 2019, l’importo da verificare, se non supera il limite di 30mila euro, è quello indicato nel rigo RN4 “reddito imponibile”. 
Carichi esclusi dal condono - Sono esclusi dal condono i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

  • risorse proprie tradizionali;
  • Iva riscossa all’importazione;
  • somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Un decreto fisserà le regole - È inoltre stabilito che le modalità e le date dell’annullamento dei debiti saranno disposte con un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da emanare entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del “decreto sostegni”. Restano definitivamente acquisite le somme versate prima della data dell’annullamento. Fino alla data stabilita dal citato decreto ministeriale, è sospesa la riscossione di tutti i debiti risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 di importo residuo fino a 5mila euro, calcolato al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del “decreto sostegni”, e sono sospesi i relativi termini di prescrizione. 
Per “singolo carico” si intende la singola partita di ruolo, cioè l’insieme delle singole voci (tributo, sanzioni, interessi, eccetera) unitariamente riconducibili a uno specifico debito del contribuente. Ad esempio, se in una cartella sono indicati più debiti, perché riguardano contestazioni del Fisco per imposte dovute per più anni, si considera sempre la singola partita. Ne consegue che, sussistendo il requisito del reddito imponibile nel 2019 non superiore a 30mila euro, può essere cancellato automaticamente il “singolo carico” che, alla data del 23 marzo 2021, ha un importo residuo fino a 5mila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, così come possono essere cancellati anche gli altri carichi a ruolo, di importo non superiore a 5mila euro, anche se il totale complessivo dei debiti indicati nella cartella supera i 5mila euro.
Può quindi essere stralciata una cartella con debiti a ruolo di importo complessivo superiore ai 5mila euro, con Irpef, sanzioni e interessi, per complessivi 4.500 euro, multe stradali per violazioni del codice della strada, per 3.500 euro, e debiti per tributi comunali per altri 2.800 euro. 
Il “rimedio” per salvare le rottamazioni ed il saldo e stralcio  - L’articolo 4, comma 1, lettera b), del decreto “sostegni”, apporta inoltre delle modifiche all’articolo 68, del decreto – legge 17 marzo 2020, n. 18, comma 3, che è sostituito dal seguente: “Il versamento delle rate da corrispondere nell’anno 2020 e di quelle da corrispondere il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 delle definizioni di cui agli articoli 3 e 5 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, all’articolo 16-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e all’articolo 1, commi 190 e 193, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è considerato tempestivo e non determina l’inefficacia delle stesse definizioni se effettuato integralmente, con applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del medesimo decreto-legge n. 119 del 2018:

  1. a) entro il 31 luglio 2021, relativamente alle rate in scadenza nell’anno 2020;
  2. b) entro il 30 novembre 2021, relativamente alle rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021”.

Le modifiche apportate intendono “salvare” la rottamazione ter ed il saldo e stralcio, che avevano già beneficiato di precedenti differimenti. 
Con la nuova proroga del decreto sostegni, non si determina l’inefficacia di tali definizioni se il versamento delle relative rate scadenti nell’anno 2020 e di quelle scadenti il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 viene effettuato integralmente:

  • entro il 31 luglio 2021, per le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre 2020;
  • entro il 30 novembre 2021, per le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021.

Per questi versamenti, è applicabile la “tolleranza” di cinque giorni come prevista ordinariamente per le altre rate. Di conseguenza, le definizioni restano valide anche nel caso di mancato tempestivo pagamento di una rata, nei casi di tardività non superiore a cinque giorni. 
Con il nuovo differimento delle rate in scadenza nel 2020 per la rottamazione o per il saldo e stralcio, sono state quindi prorogate al 31 luglio 2021 le quattro rate della rottamazione scadute nel 2020, il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre e la seconda e terza rata delle somme dovute per il saldo e stralcio, in scadenza ordinaria il 31 marzo 2020 e il 31 luglio 2020
Le somme dovute per il saldo e stralcio potevano essere versate in unica soluzione entro il 30 novembre 2019, o in rate così suddivise: il 35% con scadenza il 30 novembre 2019, il 20 per cento con scadenza il 31 marzo 2020 (ora, 31 luglio 2021), il 15% con scadenza il 31 luglio 2020 (ora, 31 luglio 2021), il 15% con scadenza il 31 marzo 2021 (ora, 30 novembre 2021) e il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021 (ora, 30 novembre 2021). 
In caso di rateazione, si applicano gli interessi al tasso del 2% annuo e non si applicano le disposizioni generali in tema di rateazione dei debiti tributari. Al riguardo, si deve rilevare che gli interessi non devono essere calcolati per il periodo di proroga, nel rispetto del principio univoco e consolidato che la “proroga è gratuita”.

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