Cultura

Caccia al virus del Covid-19

Il microbiologo Andrea Crisanti e il giornalista Michele Mezza ci conducono fra le pieghe della terribile esperienza della pandemia


28/06/2021

di Giambattista Pepi

“Scrivere di pandemia con Andrea Crisanti è come palleggiare con Lionel Messi. Ogni tocco del pallone devi capire come la prende lui”.Così Michele Mezza, giornalista che da tempo si occupa di sistemi digitali, presenta il libro Caccia al virus (Donzelli, pagg. 128, 12,35 euro) scritto a quattro mani con il primario microbiologo di Padova, da pochi giorni in libreria, è un vero viaggio nella terribile esperienza del Covid-19 che si misura anche con le prospettive per analizzare le condizioni di vita che avremo dopo l'ondata dei vaccini. 
Uno scienziato e un cronista, insomma, che rileggono quanto è stato fatto sinora sul fronte della pandemia e individuano gli snodi sui quali non è più possibile farsi sorprendere dall'imprevedibilità dell'infezione. Vaccini più vigilanza: questa la formula che propone Crisanti. 
Un’azione forte e vigorosa che completi la vaccinazione della popolazione, integrata, però, da un sistema di controllo permanente che miri ad individuare i micro focolai che potrebbero riprodursi, come abbiamo visto accadere anche nei Paesi più avanzati sull'immunizzazione, come Stati Uniti e Inghilterra, quest’ultimo in particolare costretto a fronteggiare Delta, l’ultima variante di questo maledetto virus, che ha costretto, com’è noto, il premier britannico, Boris Johnson a temporeggiare nella riapertura totale del Paese. 
Il controllo, spiega dettagliatamente Crisanti - lo scienziato che ha fatto parlare molto di sé rifacendosi alla sua esperienza a Vo, il comune del Veneto dove fin dai primi giorni della pandemia nel febbraio 2020 si riuscì a circoscrivere il contagio - deve avere come obiettivo quello di stanare gli asintomatici che tanti effetti negativi hanno provocato nei mesi scorsi. 
Per far questo bisogna attivare una strategia articolata basata su testing di massa, attorno agli individui trovati positivi ed a un sistema di tracciamento efficace e funzionale, corredato da un'organizzazione di sequenziamento dei campioni per localizzare le eventuali varianti. Ed è proprio sul tracciamento che Crisanti e Mezza avanzano una proposta operativa che potrebbe rianimare l'esangue Immuni: l’app che al momento appare fuori gioco. Con un ridimensionamento dei volumi dei contagiati, spiegano gli autori, sarebbe possibile riprendere il controllo della circolazione del virus, attivando un'app che combini una georeferenziazione territoriale con un dispositivo di bluetooth per assicurare comunque la privacy degli utenti.

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