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Borse: l’immotivata quanto irrazionale esuberanza dei listini non è però una novità

Il rally, annota l’analista Mark Dowding, si spiega con la paura degli investitori di essere tagliati fuori dalla possibilità di guadagnare e dalla speculazione sempre attiva. Di fatto la liquidità delle Banche centrali continuerà a sostenere i mercati, ma è necessario essere prudenti


15/06/2020

di Tancredi Re


Mark Dowding

Sono passati tre mesi e la maggior parte dei mercati finanziari ha seguito un movimento circolare quasi perfetto. Un movimento che ha inflitto il massimo dolore possibile, unito ad un’ampia liquidazione in un periodo di tempo molto breve. La risposta monetaria senza precedenti delle Banche centrali di tutto il mondo ha causato una ripresa inaspettata di tutti gli asset finanziari da lasciare molti operatori di mercato in uno sconcertante stato di incredulità. 
In sostanza, i livelli raggiunti dai mercati del credito globali mettono in dubbio l’esistenza stessa di una crisi economica. È solo esuberanza irrazionale quella che li sta caratterizzando, o c’è qualcos’altro? Pensiamo che la verità stia nel mezzo. 
La maggior parte delle economie dei mercati sviluppati ha superato i picchi di infezione nei mesi di aprile o maggio. Pazienza e prudenza saranno ancora le regole a cui gli investitori faranno bene ad attenersi. Le attuali condizioni economiche e quelle previste per i prossimi sei mesi hanno registrato divergenze estreme. Qualsiasi scostamento dal percorso di una perfetta ripresa economica potrebbe infliggere correzioni di mercato eccessive alle classi di attivi a rischio. 
Delle prospettive di ricrescita delle economie “paralizzate” dal blocco a seguito della pandemia Covid-19 e in via di essere riaperte e degli effetti sui mercati finanziari parliamo con Mark Dowding, amministratore delegato di BlueBay (società di investimenti del gruppo Banca Reale del Canadacon un patrimonio gestito di 62 miliardi di dollari nel 2019 e 417 dipendenti). Con oltre 25 anni di esperienza nel mondo degli investimenti, già responsabile del reddito fisso per l’Europa in Deutsche AM e in Invesco, Dowding è laureato in Economia all’Università di Warwick.

Il rally degli asset rischiosi alimentato dalla liquidità sembra aver finito il carburante nell’ultima settimana, con i mercati che hanno registrato un’inversione rispetto ai massimi. Ci aiuta a capire cos’è successo? 
Senza cadere nella tentazione di forzare un’interpretazione del movimento dei prezzi, una spiegazione semplice potrebbe essere questa: via via che i mercati sono cresciuti, l’onere della prova si è spostato da coloro che avevano una visione più pessimistica a chi sosteneva che il recente rialzo dei mercati sarebbe continuato. In effetti, dopo un rally da record di 50 giorni per l’indice S&P 500 di Wall Street forse ciò non dovrebbe sorprendere. 

Nel frattempo, il meeting della Federal Reserve americana dei giorni scorsi non ha offerto molte informazioni in più rispetto a quanto precedentemente comunicato, ma il governatore Jerome Powell ha rivisto al ribasso le stime sul Pil e sulla disoccupazione degli Stati Uniti e ha detto che la ripresa sarà lenta. 
Le autorità sono molto più caute degli operatori di mercato nel parlare della rapidità della ripresa economica via via che l’impatto del Covid-19 e del lockdown viene meno. Di conseguenza, le previsioni economiche pessimistiche non dovrebbero sorprendere nessuno – a parte i sognatori che recentemente parlavano di come una ripresa a ‘V’ fosse diventata una ripresa a ‘I’ sulla scia dei dati sui payroll (dati statistici sul numero di persone occupate negli Stati Uniti – ndr) piuttosto anomali dei giorni scorsi. Tuttavia, in assenza di inflazione, la Fed e le altre Banche centrali come la Bce sembrano determinate a mantenere i tassi sui livelli attuali per molto tempo. Inoltre, cercheranno di ancorare i rendimenti e gli spread tramite acquisti di obbligazioni ed altri asset. Sebbene le novità non siano state abbastanza da innescare un ulteriore rialzo, la liquidità precedentemente annunciata continuerà a sostenere i mercati. 

La febbre che negli ultimi due mesi ha caratterizzato i mercati è stata alimentata dagli investitori preoccupati di essere tagliati fuori dalla possibilità di guadagnare da questo rally? 
Sì. È evidente che nelle ultime settimane il rally degli asset rischiosi ha creato una rinnovata paura di essere tagliati fuori negli investitori. Un’ottima prova di questo sviluppo è l’aumento temporaneo del 1500% in un solo giorno delle azioni di una società americana chiamata FANGDD Network. Sembrerebbe che chi stava inseguendo il rally dei titoli delle grandi compagnie Internet come Facebook, Amazon, Netflix e Google, non si sia accorto che questa società opera invece nel settore immobiliare. Ciò è sintomatico di un mercato nel quale l’importanza attribuita a ricerca e analisi è stata sostituita dall’impulso di “cavalcare” ogni trend, perché non ci si può permettere di essere gli unici a rimanere tagliati fuori. 

Il ritorno alla normalità nei Paesi che hanno riaperto le loro economie si sta rivelando più difficile del previsto. 
L’incertezza relativa alla traiettoria della pandemia Covid-19 e all’allentamento dei lockdown sembra destinata a proseguire per un certo tempo. Molti Paesi ora sembrano essere riusciti a controllare i contagi, ma restano timori comprensibili sul percorso necessario a normalizzare molti settori dell’economia. Ad esempio, negli Stati Uniti le restrizioni sono state sollevate, nonostante il fatto che il tasso di contagio continui ad aumentare in certi Stati, come il Texas, la Florida e la California. Una gestione discutibile del virus, così come le proteste e la crescente tensione politica negli Stati Uniti a causa della morte dell’afro-americano George Floyd continuano a pesare sul dollaro americano. 
Tuttavia, è difficile affermare con certezza che questo trend continuerà, perché non è ancora detto che il vantaggio degli USA in termini di crescita rispetto all’Europa e a molti altri Paesi sia giunto alla fine. Guardando altrove, il Regno Unito sembra in testa ai sondaggi su chi abbia gestito peggio l’epidemia. I decessi e i tassi di contagio stanno calando più lentamente rispetto al resto dell’Europa. Nel frattempo, i tentativi di far uscire l’economia dal lockdown sono stati ostacolati dai piani fallimentari di riaprire le scuole e dalle recenti indicazioni secondo cui non è sicuro uscire senza mascherina, nonostante i contagi siano in calo, visto che era stato detto l’opposto all’apice della crisi. 
Di conseguenza, se le stime per la crescita nel 2020 in Paesi come Stati Uniti e Germania si mantengono attorno al -6,5%, con Italia e Spagna al -10,5%, il Regno Unito sembra destinato a sottoperformare, con le previsioni attorno al -12%.

E la Brexit che fine farà? 
Percepiamo una rinnovata determinazione a fare passi avanti sul fronte Brexit, sotto la guida dell’inglese Dominic Cummings apparentemente invincibile e rinvigorito. Riteniamo improbabile un compromesso con l’Ue e ci aspettiamo invece una hard Brexit a fine anno. Tra l’altro la Gran Bretagna ha confermato formalmente all’Ue di non volere un’estensione del periodo di transizione oltre la sua scadenza naturale del 31 dicembre 2020. Abbiamo la sensazione che la situazione economica nel 2020 sarà comunque talmente negativa che Downing Street (la sede a Londra del Primo ministro inglese - ndr) potrà giustificare qualsiasi notizia negativa legata a Brexit scaricando la colpa sull’impatto del virus.

Torniamo a parlare dei mercati. Come vanno le obbligazioni sovrane di Paesi periferici come Italia e Grecia? 
Manteniamo una posizione costruttiva verso gli Stati dell’Europa del Sud dove abbiamo continuato a passare dai titoli di Stato greci a quelli italiani. 
Nell’aumentare l’esposizione ai BTP italiani abbiamo anche allungato la durata.

Cosa succederà ai mercati? 
Prosegue l’incertezza nei confronti della direzione generale del mercato. La battaglia tra la liquidità delle Banche centrali e la regressione dei fondamentali delle economie sembra destinata a continuare per diversi mesi. In questo contesto ci chiediamo se le notizie in arrivo tenderanno a essere più positive o più negative. Non ci aspettiamo alcuno sviluppo sostanziale a livello di nuove politiche entro fine giugno e, di conseguenza, la maggiore incertezza riguarderà la traiettoria del Covid-19 e la riapertura delle economie dopo i lockdown

L’Europa punta sulla ripresa riaprendo agli spostamenti dei cittadini europei. Fa bene? 
A oggi qualche segnale di speranza l’abbiamo visto, ma c’è il rischio che ciò possa causare una certa compiacenza nei prossimi giorni. In Europa, riuscire con successo a rimuovere le limitazioni ai viaggi a partire dalla prossima settimana sarà particolarmente importante per le economie dell’Europa meridionale, tra cui l’Italia, data l’importanza del settore turistico per l’economia italiana.

Organizzazioni internazionali come l’Oms lanciano l’allarme su una possibile seconda ondata. 
È corretto. Occorre restare vigili e siamo consapevoli che la possibilità di una seconda ondata non può essere esclusa. Nel frattempo, se i tassi di contagio negli USA e in Gran Bretagna iniziassero a salire, in Paesi quindi dove il virus è ancora lontano dall’essere contenuto con successo, qualsiasi decisione per ripristinare le limitazioni dei lockdown avrebbe conseguenze economiche e sociali disastrose. Speriamo che ciò non accada. Tuttavia, il desiderio di procedere con cautela deve essere controbilanciato con il timore che gli esercizi non pienamente operativi entro ottobre probabilmente risulteranno compromessi e danneggiati almeno fino alla prossima primavera. Ciò potrebbe accelerare i piani per rimuovere le restrizioni e promuovere le riaperture, ma a costo di rischi maggiori. 

Possiamo lasciarci con una nota di ottimismo? 
Al momento l’umore sembra sollevato dai passi presi per il ritorno alla normalità. In un momento di elevata rabbia e risentimento verso l’establishment, la ripresa dello sport sarà la benvenuta e perlomeno costituirà una fonte di distrazione dall’abbattimento delle statue (ad esempio di Cristoforo Colombo negli Stati Uniti da parte degli afro-americani - ndr) anche se, in circostanza differenti, i tifosi di calcio una statua o due l’hanno già fatta cadere…

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